Vergine, falda inquinata: polemica tra amministrazioni

 

Il sindaco di Lizzano, Antonietta D'Oria, replica alle dichiazioni dell'assessore Castronovi in merito alle responsabilità amministrative sulla discarica
Posted on 24 Maggio 2021, 18:48
6 mins

“Riceviamo con molto piacere la notizia che il comune di Taranto reagisce agli stimoli, questo non può che confortarci in merito alla problematica discarica; un interlocutore in più non puó che giovare alla causa e speriamo sia anche un collaboratore attivo. In merito alle parole dell’assessore del Comune di Taranto ci spiace constatare la scarsa propensione ad accettare il dialogo in assemblee di primaria importanza come quella dei sindaci della provincia, definirle “fantomatiche riunioni” non fa onore principalmente al suo sindaco che di queste assemblee ne è il capofila”. E’ quanto si legge in un nuovo intervento del sindaco di Lizzano Antonietta D’Oria tramite il suo proflilo ufficiale di facebook.

“Cercheremo di superare queste contraddizioni volte a spostare solo il focus della vicenda, accendendo una polemica che in questo momento è controproducente per tutti. Accogliamo l’interesse mostrato dall’assessore per rinnovare il nostro invito a partecipare alla prossime riunioni dei sindaci in sede istituzionale, cercando di trovare la forma opportuna per presentare l’invito se la PEC non fosse sufficiente. Se il sindaco e l’assessore avessero partecipato solo ad uno degli incontri organizzati (come Assemblea dei sindaci, Unione Terre del Mare e del Sole, Unione Montedoro) avrebbero appreso anche le nostre ragioni oltre a quelle propinate durante i tavoli tecnici da parte del proprietario non responsabile – afferma la D’Oria -. Anche la normale consultazione del vocabolario avrebbe evitato scivoloni da parte dell’assessore poichè il termine “giurisdizione” è si usato in ambito giudiziario ma è usato anche con altrettanta importanza in ambito amministrativo, ed è forse questo il punto che gli amministratori del Comune di Taranto non vogliono accettare, le responsabilità amministrative di quei territori. Resta di fondamentale importanza comprendere che la ex discarica Vergine al momento è un ex impianto composto da ben due siti Palombara e Mennole; sebbene per il sito Palombara non vi sia richiesto il diretto intervento del comune di Taranto poiché siamo in una fase avanzata dell’art.242 (procedure operative ed amministrative messa in sicurezza e bonifica ) del TUA, apparentemente non pare gravare più l’art.192 ( abbandono di rifiuti) che obbliga il comune alla rimozione delle fonti inquinanti, ma resta intatta la problematica per quello che concerne lo stato della falda“.

“Una storia completamente diversa persiste sul sito Mennole, che ad oggi è in totale stato di abbandono, quindi anche questo sito non puó avere la connotazione di “impianto” poiché non vi sono le tracce di attività di post gestione da circa dieci anni. In questo caso specifico non vi è traccia di smaltimento di percolato e questo già potrebbe configurarsi quale abbandono di rifiuto. La problematica che in assoluto non si vuole comprendere è che la falda per entrambi i siti appare fortemente compromessa per superamento dei CSC in conseguenza delle uniche analisi attendibili svolte da ARPA Puglia. Questo superamento fa scattare un provvedimento amministrativo ma fondamentalmente rendono l’acqua nella vicinanza dei siti non più potabile” si legge ancora. 

“La situazione del percolato e conseguente compromissione della falda è un dato di fatto che il primo cittadino di Taranto deve tener conto poiché se mai fosse necessario vorremmo ricordare che il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i sindaci a gestire il servizio sanitario anche se a essi sono affidati dal DLg 299/99 (decreto Bindi) poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle ASL.  La falda inquinata e non più potabile pone in grave pericolo la salute della popolazione e le condizioni di assoluto abbandono della Mennole ricadono esattamente nelle responsabilità su cui il Sindaco di Taranto deve vigilare” prosegue il sindaco.

“Alla luce delle bellissime parole del Vescovo di Taranto ci sembra doveroso osservare che assente importante ed ingiustificato in questo dibattito è la Provincia di Taranto i cui rappresentanti, presenti all’omelia, dovrebbero riflettere sulle parole del Vescovo. Ad oggi abbiamo una ordinanza del 31 marzo 2017 che ancora disattesa, sia per quanto riguarda la copertura di tutte le vasche e sia soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei luoghi.  Il territorio orientale della provincia di Taranto ha subito per troppo tempo un disastro ambientale e l’inadempienza di atti ed azioni non fanno che aggravare la situazione. La popolazione e i cittadini in veste dei sindaci dei comuni chiedono l’assunzione delle responsabilità in tutte le sedi amministrative opportune e se fosse necessario sono disposti a procedere anche in sede giudiziaria al fine di dirimere le responsabilità di tutti gli attori” conclude il sindaco di Lizzano.

(leggi gli articoli sulla discarica Vergine https://www.corriereditaranto.it/?s=vergine)

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