E’ proseguita quest’oggi in V commissione regionale (Ecologia, Tutela del Territorio e delle Risorse Naturali, Difesa del suolo, Risorse Naturali, Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti, Edilizia Residenziale), l’audizione richiesta dal consigliere regionale Fabiano Amati (presidente della I commissione (Programmazione, Bilancio, Finanze e Tributi) sui lavori per la realizzazione del depuratore Sava-Manduria.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/01/depuratore-sava-manduria-sospesi-i-lavori/)
Oggi è stato il turno della dirigente regionale della Sezione autorizzazioni ambientali Antonella Riccio, la quale ha spiegato che è stata fatta la conferenza dei servizi per aprire i termini per l’esecuzione del nuovo progetto che prevede il percorso delle trincee drenanti a mare. Inoltre, sarà rilasciato entro fine anno il provvedimento ambientale unico sul recapito finale del depuratore di Sava-Manduria. Il progetto prevede le trincee drenanti, le vasche di accumulo, il bacino di Torre Colimena e il mare. È stato inoltre avviato il procedimento in istruttoria a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) con le consultazioni che scadranno il 6 agosto prossimo.
È stata poi richiesta una relazione che potesse allineare il progetto con le integrazioni fatte, perché c’è un progetto delle vasche di accumulo che verrà chiamato Parco dell’acqua e prevederà delle trincee che consentiranno di poter trattare le acque ai fini del riutilizzo delle stesse. Sono previste delle vasche di accumulo e lo scarico di emergenza nel bacino artificiale a Torre Colimena su cui ci sarà un approfondimento di ARPA Puglia affinchè non vengano modificate le acque della parte umida. La dirigente ha spiegato che i Comuni sono stati tutti interessati al percorso del riuso delle acque. Con Aqp sarà invece approfondito il parco dell’acqua e lo scarico emergenziale.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/06/10/depuratore-sava-manduria-sara-finito-nel-2022/)
“Entro fine anno sarà rilasciato il provvedimento ambientale unico sul recapito finale del depuratore di Sava-Manduria. Si tratta di uno schema che prevede le trincee drenanti, le vasche di accumulo, il bacino di Torre Colimena e il mare. Per quanto mi auguro che nemmeno una goccia d’acqua finisca in mare per il trionfo della pratica del riuso, e per quanto pensi che si potrebbe evitare il passaggio delle acque, a scopo illusionistico, dal bacino di Torre Colimena, mi pare che tutto si indirizzi verso la soluzione di uno scempio ambientale che da anni inquina il suolo e il bel mare di quel territorio”. E’ quanto dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Diverse audizioni per stabilire ciò che si sarebbe potuto decidere, realizzare e completare da diversi anni, mettendo il territorio di Sava-Manduria nelle stesse condizioni di igiene e salute della maggior parte del territorio regionale. Spero che a questo punto non ci sia più nessuno desideroso di produrre iniziative politiche dirette a eccitare le paure delle persone in buona fede e che tutto possa concludersi al meglio della prova scientifica e della ragione. Mi sento piuttosto nelle condizioni di chiedere alle amministrazioni comunali interessate, se possibile, di avanzare una proposta di semplificazione dello schema idraulico prescelto, attraverso l’eliminazione del transito delle acque depurate nelle trincee drenanti e nel bacino di Torre Colimena: è un giro troppo tortuoso e con inutili impatti ambientali, soprattutto se la volontà e la pratica del riuso è reale e fattibile, e che quindi nessuna goccia d’acqua sarà sprecata in mare. Diversamente, avremo lo stesso risultato, cioè lo scarico a mare e per ipotesi emergenziali o di troppo pieno, però realizzato con trasformazioni altamente impattanti e decisamente inutili” conclude Amati.
“Oggi abbiamo avuto ulteriori rassicurazioni sul depuratore di Manduria-Sava, sulle tempistiche per la conclusione del procedimento per il rilascio del Provvedimento Ambientale Unico relativo al recapito finale, che non andrà in alcun modo ad alterare il nostro mare”. Lo dichiara il consigliere del M5S Marco Galante a margine dell’audizione in commissione ambiente sul depuratore di Manduria-Sava.
“Finalmente si vede la luce per un’opera attesa da anni e che aveva creato numerose divisioni all’interno della comunità. Dopo il lavoro di mediazione fatto nella scorsa legislatura, per cercare di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa, lo scarico dei reflui non recuperati nel bacino di Torre Colimena sarà solo emergenziale e grazie alle 12 trincee drenanti e alle vasche di accumulo permetterà di massimizzare il riuso a fini irrigui e civili. I risultati dei monitoraggi delle acque dell’agglomerato urbano, hanno evidenziato una presenza oltre la norma di nitrati, ferro, manganese, cloruri e solfati, a riprova della scarsa qualità del corpo idrico sotterraneo, cui ha contribuito il continuo scarico nel sottosuolo dei liquami. Per questo la messa in funzione del depuratore al massimo entro la fine del 2022 è un risultato di importanza storica. Bisogna ribadire ancora una volta – continua Galante – che lo scarico nel bacino di Torre Colimena sarà emergenziale e si tratta di reflui depurati che possono essere già destinati ad altri usi, tanto da poter stare in un parco dell’acqua in vasche accumulo e destinate al riuso in agricoltura. Reflui che hanno le caratteristiche per non andare a modificare la qualità delle acque del nostro mare, come ribadito anche oggi. Continueremo a monitorare la situazione e tenere costantemente aggiornati i cittadini, ormai stanchi per una situazione che si trascina da troppo tempo, con gravi rischi per la salute e l’ambiente”.
(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)
