Non era da Monza che la Gioiella Prisma Taranto aveva bisogno dei punti per conservare la SuperLega. Lo si sapeva già dalla vigilia che il confronto, soprattutto dal punto di vista dell’esuberanza fisica, sarebbe stato impari con i lombardi che fanno della fisicità la loro caratteristica principale. Basta mettere a confronto la struttura fisica dei vari Grozer, Dzavoronok, Grozdanov e Davyskiba con quella di Sabbi, Joao, Alletti. La differenza è evidente a occhio nudo.
La stagione passerà da altri confronti che si riveleranno cruciali per l’obiettivo finale ed il riferimento è alle gare del 7 novembre prossimo a Verona e del 13 in casa contro Padova, accantonando l’imminenza della sfida, altrettanto impari di quella di Monza, con Perugia di mercoledì al Palamazzola.
Ecco le pagelle di Vero Volley Monza- Gioiella Prisma Taranto 3-1
FALASCHI 6: non gli si può chiedere tanto di più. Fin che la ricezione regge, riesce a chiamare qualche “primo tempo” e qualche attacco in pipe per essere meno leggibile dal muro avversario ma quando la battuta avversaria lo costringe a gironzolare per il campo difficilmente trova un suo schiacciatore in grado di correggere qualche traiettoria non proprio precisa.
SABBI 5: 9 punti (8 in attacco e 1 a muro, 48% di positività in attacco, 1 errore in battuta, 2 errori in schiacciata e 4 muri subìti). Riparte titolare e non dispiace soprattutto nel secondo set. Nel terzo si prende una serie di muri ravvicinati che costringono coach Di Pinto a sostituirlo con Stefani. Inutile nascondersi: da lui ci si attende tanto di più. Il confronto con il dirimpettaio Grozer è impietoso.
ALLETTI 5: 1 punto su 4 palloni ricevuti in attacco, nessun muro. Non entra in partita, si nota per qualche buona difesa ma a muro non trova il modo di arginare lo straripante Grozer.
DI MARTINO 6-: 7 punti (5 su 10 in attacco con il 50%, 1 a muro, 1 in battuta). Anche lui in difficoltà a muro dove non riesce a prendere le misure agli schiacciatori avversari. Però in battuta è uno dei pochi a creare difficoltà alla ricezione di Monza ed in attacco, sin quando la ricezione regge, fa tutto sommato il suo (nessun errore, nessun muro subìto).
RANDAZZO 5: 8 punti (7 su 18 in attacco con il 39%, di positività, 1 muro vincente), 2 errori in battuta, 5 muri subìti, 41% di ricezione positiva e 18% di perfetta su 17 palloni ricevuti. Torna ad essere puntato dal servizio potente ed in salto degli avversari e quindi va in affanno in ricezione ed arriva poco lucido in attacco. Solo nel secondo set la sua prestazione è all’altezza della situazione, poi viene sostituito da Gironi.
JOAO RAFAEL 5: 7 punti (7 su 14 in attacco con percentuale di positività del 50%). Due errori in battuta, due in attacco, due muri subìti. Ricezione positiva 50% (17% la perfetta) su 18 palloni ricevuti. Da lui ci si attende tanto di più. Gioca troppo a sprazzi, specie nei fondamentali passivi (ricezione e difesa) nei quali dovrebbe garantire equilibrio e sicurezza.
LAURENZANO 6+: il suo scout recita un 62% di ricezione positiva e 54% di perfetta su 13 palloni ricevuti. Generoso e reattivo in difesa. Uno dei pochi a non mollare mai.
STEFANI 6-: 2 punti (1 su 4 in attacco, 1 ace). Entra al posto di Sabbi verso la metà del terzo set e sopratutto in battuta si rende molto utile per tentare di portare qualche break alla sua squadra. Troppo poco il tempo a sua disposizione per prendere ritmo in attacco, però della sua fisicità questa squadra ha bisogno.
GIRONI 6: 3 punti (2 in attacco e 1 in battuta). Il suo ingresso scuote momentaneamente la squadra nel terzo set quando da uno svantaggio di -8 si passa a -4. Si segnala per due belle pipe ed un ace.
PALONSKI 6-: 3 punti, tutti in attacco (3 su 6 palloni messi a terra), 2 errori in battuta, ricezione perfetta 13%, 63% la positiva. Non demerita, entra stabilmente in un momento in cui la partita è già decisa ma prova a dare un po’ di verve.
DI PINTO 5,5: in nessuna maniera riesce, dalla panchina, ad arginare tatticamente l’esuberanza fisica di Monza. Probabilmente nel terzo set Sabbi andava tolto dal campo qualche minuto prima anche se il match sembrava già segnato. Prova con i cambi (fuori gli esperti e dentro i giovani) a scuotere la squadra, apparsa leggerina dalla linea dei nove metri e sottorete. Gli manca un cambio all’altezza per alternare i centrali.
MONZA 7,5: un team sicuro di sè. Un palleggio molto pulito ed essenziale (Orduna) ed un braccio armato, letale dalla seconda linea (Grozer), più due centrali che si completano a vicenda per caratteristiche (Galassi e Grozdanov) e due schiacciatori molto presenti in battuta e sotterete. Resta da capire come verrà gestita nel corso della stagione una diagonale palleggiatore-opposto in avanti con gli anni (37 anni di media) e quanto potrà reggere la linea di ricezione contro avversari che in battuta bombardano quanto e più della Vero Volley.
