La notizia giunge un pò a sorpresa ed al momento non ha ancora una motivazione ufficiale. Ma Raffaella Del Prete da ieri non è più la General Manager della San Cataldo Container Terminal (Scct) che gestisce l’infrastruttura portuale di Taranto, dopo aver ottenuto dall’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, la concessione del Molo Polisettoriale per i prossimi 49 anni.
Di fatto si tratta di una risoluzione consensuale del rapporto tra il gruppo turco Yilport, a cui fa capo la società terminalista di Taranto, e la stessa Del Prete anche se per alcuni ci sarebbero, a quanto pare, diversità di vedute tra la manager e l’azionista all’origine della decisione di separarsi dopo appena due anni (l’incarico le ere stato conferito nel gennaio 2020).
La Del Prete era stata scelta dall’imprenditore Robert Yuksel Yildirim, proprietario della holding Yilport proprio per il suo importante curriculum: all’ultimo ruolo di vertice al Reefer Terminal di Vado Ligure, affiancava nel suo curriculum vari altri incarichi sia nel trasporto merci che passeggeri in Italia e all’estero. Prima dei quattro anni in Apm Terminals era stata sales area manager per l’impresa ferroviaria Ntv con responsabilità sul centro e sud Italia, mentre nel biennio 2009-2010 aveva lavorato in Msc Crociere come global terminal manager. Nei sette anni precedenti aveva svolto diversi ruoli all’interno di Maersk Line sia in Italia che in Danimarca, arrivando infine a ricoprire il ruolo di terminal productivity manager (tutte società che in questi due anni hanno iniziato ad avere rapporti di lavoro con il porto di Taranto). A completamento del suo curriculum anche un esperienza di quasi tre anni nei primi anni duemila presso il terminal container di Tanjung Pelepas in Malesia.
Con la guida di Del Prete, la società San Cataldo Container Terminal ha avviato il ripristino funzionale delle gru di banchina lasciate da Evergreen nel 2015, ha effettuato la movimentazione di grandi manufatti (esempio, gli impianti del parco eolico Renexia nella rada del Mar Grande di Taranto o come le piattaforme per il progetto Tempa Rossa dell’Eni) ed assunto circa un centinaio di addetti ex Evergreen dal bacino dell’Agenzia per il lavoro portuale, dove ne rimangono altri 400 circa ex TCT. Scct ha anche programmato ulteriori assunzioni ed era in cantiere a breve un servizio con la compagnia Maersk per l’arrivo a Taranto di container refrigerati da caricare in seguito su una seconda nave per veicolarli verso i porti di destinazione.
La ripartenza del terminal container di Taranto era stata programmata per aprile 2020, ma la pandemia aveva costretto a rivedere gli iniziali programmi del piano industriale: a luglio 2020 c’è stato l’attracco di una prima nave di un servizio feeder intramediterraneo gestito dalla compagnia Cma. In seguito le attività feeder sono passate a due, con un nuovo servizio che si spingeva verso l’Adriatico, che però ha avuto vita breve. Attualmente c’è solo il feeder intramediterraneo.
Staremo a vedere adesso a chi sarà affidato l’incarico da parte della società San Cataldo.
(leggi tutte le notizie sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

Gico
Speriamo non sia qualche infiltrato incompetente atto a depotenziare l’ infrastrutura per favorire Trieste e Genova.