Cresce l’agitazione tra i lavoratori della mensa ospedaliera del Santissima Annunziata di Taranto, che potrebbe chiudere a favore di quella di Castellaneta. Questo il motivo che ha portato gli addetti ad svolgere ieri un’assemblea e che porterà Cgil, Cisl e Uil a chiedere un incontro urgente al presidente della Regione Michele Emiliano, invitando al tavolo anche il direttore del dipartimento regionale della Salute Vito Montanaro.
Il caso è nato nei giorni scorsi, in seguito alla mancata presenza del centro di cottura dell’ospedale di Taranto (che serve anche il Moscati), nell’elenco delle strutture oggetto di sopralluogo obbligatorio che hanno partecipato alla gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di ristorazione (produzione, trasporto e somministrazione) ai pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie di tutte le province pugliesi (la scadenza dei termini è fissata al 18 febbraio). L’assenza è dovuta in particolar modo al fatto che il centro risulta oramai datato negli anni (non sarebbe infatti mai stata effettuata alcuna ristrutturazione dello stesso), a differenza di quello, all’avanguardia, presente a Castellaneta. Questo comporterà che i lavoratori, insieme ai pasti (cuochi e aiuto cuochi e addetti mensa), dovranno ogni giorno recarsi nel comune del versante occidentale della provincia. Ammesso e non concesso che questo non comporterà il licenziamento per alcuni di essi.
Sul caso è intervenuto il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd). “In questi anni il sistema sanitario ha internalizzato importanti settori come Cup e operatori 118, perché non iniziare a pensare ad un’operazione di questo tipo anche per i servizi mensa e ristorazione?” si chiede il consigliere regionale). “Mi rendo conto che la mia riflessione – spiega – arriva in un momento particolare in cui il sistema sanitario pubblico è chiamato ad una grande prova a causa del persistere della pandemia. Eppure, è proprio nei momenti più difficili che si costruiscono i cambiamenti più significativi”. “Uno dei più importanti affidamenti a terzi nel sistema sanitario regionale ancora in essere – aggiunge Di Gregorio – riguarda il servizio mensa e ristorazione. Già si intravvedono i primi timori tra gli addetti del settore per l’imminente rinnovo degli appalti. I lavoratori dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto, ad esempio, si sono riuniti in assemblea perché temono ricadute negative sull’occupazione. E allora, perché non immaginare di internalizzare anche questi servizi?” “L’alimentazione, soprattutto, durante la degenza in ospedale – conclude l’esponente dem – è parte integrante della terapia, per cui si tratta di un ambito rilevante anche sotto il profilo sanitario. Senza considerare che una scelta di questo tipo potrebbe giovare alla stessa qualità dei pasti serviti che, attualmente, spesso sono precotti e preparati in luoghi distanti dai reparti in cui saranno serviti e consumati. Avviare una riflessione ad ampio spettro sull’argomento sarà sicuramente utile per capire come funziona il settore e per offrire ai cittadini/utenti della sanità un servizio migliore”.
Sulla vicenda fa sentire la sua voce anche Francesco Rizzo segretario dell’USB Lavoro Privato Taranto. “La nuova gara d’appalto per la ristorazione dei pazienti delle strutture ospedaliere e sanitarie della Regione Puglia contiene troppi elementi critici per garantire la qualità del servizio erogato e la tenuta dei livelli occupazionali. E’ necessario non solo un approfondimento sui termini dell’avviso pubblico, ma soprattutto una riflessione ormai non rinviabile sull’internalizzazione dell’intero settore, sulla scorta delle positive esperienze già attuate per il CUP e il 118. L’esclusione dalla gara di numerosi centri cottura interni alle strutture ospedaliere, comporta infatti che la preparazione dei pasti avverrà, con tutta probabilità, a distanza di chilometri dai reparti in cui dovranno essere serviti e consumati, con evidenti ricadute sulla qualità di un servizio che costituisce a tutti gli effetti parte integrante della terapia di un paziente ricoverato e merita la giusta rilevanza sul piano sanitario. Per capire l’ampiezza e gravità del fenomeno, basti pensare che, in base al nuovo bando, resteranno operative solo 6 cucine ospedaliere in tutto il territorio regionale, mentre intere province dovranno ricorrere a centri di preparazione e smistamento dei pasti esterni alle strutture sanitarie” afferma Rizzo.
“Inoltre, l’incerta formulazione delle clausole di salvaguardia all’interno dell’avviso pubblico pone il concreto rischio di una precarizzazione dei rapporti di lavoro esistenti, già ora in stragrande maggioranza a tempo parziale, e getta un’ombra sulla tenuta stessa degli attuali livelli occupazionali del settore. In questo quadro, riteniamo indispensabile che la Regione Puglia sospenda l’avviso di gara e convochi le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori per approfondire le evidenti criticità rilevate da più parti. Inoltre riteniamo che non sia più prorogabile una seria riflessione sull’internalizzazione del settore che garantisca stabilità alle tante lavoratrici e lavoratori pugliesi e continuità nell’erogazione di un servizio fondamentale nella cura delle persone che sia caratterizzato da alti livelli di qualità. In attesa del tavolo di confronto regionale, domani giovedì 13 Gennaio terremo un attivo delle delegate e dei delegati dell’ USB di settore per valutare le imminenti iniziative da intraprendere sulla questione” Francesco Rizzo segretario dell’USB Lavoro Privato Taranto.
