E ora che succede? Una squadra che perde due scontri diretti importantissimi (in precedenza quello con Cisterna), che concede 6 punti tra andata e ritorno a Vibo, dove deve trovare ora le risorse per strappare una permanenza in Superlega che aveva in pugno?
Calma e sangue freddo. La possibilità di raggiungere l’obiettivo c’è ancora ma occorre strappare punti alle big (cosa mai accaduta sinora) perché il calendario da qui alla fine mette in fila Trento (fuori), Piacenza – Civitanova – Modena (in casa), Milano fuori.
La quota salvezza ora si innalza ad almeno 24 punti e quindi da queste 5 ultime gare, la Gioiella Prisma Taranto, deve ricavare i punti che servono (ora è a quota 20).
Le concorrenti hanno dalla loro più gare da giocare: Vibo (15 punti e 7 gare da disputare, 3 scontri diretti), Cisterna (20 punti e 6 gare da disputare, 1 scontro diretto più una gara con Ravenna), Padova (21 punti e 7 gare da disputare, 1 scontro diretto), Verona (21 punti e 6 gare da disputare, 1 scontro diretto più una gara con Ravenna)
Queste le pagelle di Vibo Valentia -Taranto 3-1:
DOSANJH 6: 3 punti (2 in attacco e 1 a muro), 3 errori al servizio. Qualcuno gli vuole gettare la croce addosso. D’accordo non ha le mani morbide di Falaschi, il suo gioco alla lunga risulta prevedibile ma provate a giocare quasi costantemente con ricezione staccata da rete portando a spasso un fisico da 204 centimetri di altezza. Gioca una partita dignitosa, fa quel che può.
STEFANI 6: 12 punti (11 su 22 in attacco con percentuale di efficienza del 48%) di cui 1 muro. Errori al servizio 3, errori in attacco 2, muri subìti 2. Gioca a sprazzi ma quando trova il ritmo giusto riesce ad incidere nel match come nel secondo set. Di più non gli si può chiedere a 20 anni.
ALLETTI 6,5: 9 punti (5 su 5 in attacco con percentuale del 100%) di cui 2 a muro 2 in battuta. Errori al servizio 1. Gioca una buona partita. La sua salto float velenosa riesce a creare disagio alla ricezione avversaria. A muro sporca parecchio.
DI MARTINO 5,5: 6 punti (2 su 5 in attacco con percentuale del 40%) di cui 3 a muro e 1 in battuta. 2 errori in battuta, 1 errore in attacco, 1 muro subìto. Non riesce a entrare in partita, pochi palloni da schiacciare, causa ricezione ballerina, a muro c’è ad intermittenza.
RANDAZZO 5: 12 punti (11 su 27 in attacco con efficienza del 41%). Errori al servizio 2, errori in attacco 3, muri subìti 4. Ricezione positiva 32% (perfetta 12%) su 25 palloni ricevuti. Ace subìti 3. Come spesso accaduto in questa stagione, gioca un set al top (il secondo in questo caso) e poi diventa falloso in tutti i fondamentali. Le battute di Nishida sono un incubo per lui e per tutti i compagni di seconda linea.
JOAO RAFAEL 5: 11 punti (8 su 21 in attacco con efficienza del 38%) di cui 3 a muro. Errori al servizio 3, muri subìti 1. Ricezione positiva 45% (perfetta 24%) su 29 palloni ricevuti. Ace subìti 5. Altra serata da incubo in ricezione dove viene puntato parecchio per toglierlo dall’attacco dove si ritrova a schiacciare palloni dalle improbabili traiettorie.
POCHINI 5,5: il suo scout ci dice 51% di ricezione positiva e 30% di perfetta su 20 palloni ricevuti, 3 ace subìti. In ricezione balla come tutta la seconda linea rossoblù. Meglio in fase di difesa dove si impegna con grande generosità.
GIRONI S.V.
DI PINTO 5,5: la squadra priva di Falaschi (forse il giocatore più in forma dei rossoblù) perde il suo faro in campo anche se con una ricezione come quella di ieri sarebbe andato anche lui in affanno. Chi è sceso in campo, comunque, si è impegnato ed ha provato a fare il possibile per restare in partita. Brucia aver dilapidato un vantaggio di quatto punti nel quarto set (7-11). Purtroppo quando Joao Rafael va in tilt, come a Cisterna, non vi è verso di registrare diversamente la seconda linea. Da aggiungere anche l’assenza di Laurenzano, presente comunque a referto, ma non al meglio fisicamente.
Con un organico risicato diventa un’impresa tentare di svoltare il match attingendo da una panchina semi deserta anche se vedere un giocatore dall’esperienza di Sabbi non entrare nemmeno in battuta lascia interdetti. Gironi in partite di sofferenza in ricezione non è il cambio ideale. Freimanis resta oggetto misterioso. Stop.
VIBO VALENTIA 6,5: gioca la partita della vita come era prevedibile. Senza Nishida (29 punti, di cui 8 diretti in battuta) probabilmente avrebbe abbandonato le velleità di salvezza. Dalle sue rotazioni in battuta Vibo ha capitalizzato ben 19 punti: nel primo set è entrato in battuta sul 18-15 ed ha randellato sino al 25-15 finale, nel terzo set è entrato in battuta sul 9-9 ed ha portato la sua squadra sino al 13-9, nel quarto set ha cominciato a battere sull’8-11 ed è stato capace di ribaltare il punteggio sino al 13-11). A questi vanno aggiunti i 20 in attacco per un totale di 39 sui 77 punti diretti di squadra (esclusi gli errori di Taranto), il che significa che ha inciso per oltre il 50%.
Però, poi, oltre al funambolico nipponico, i calabresi possono contare su un roster di buon livello, che probabilmente non ha avuto il tempo di amalgamarsi bene. Saitta ha palleggiato con grande estro, i brasiliani Flavio e Borges hanno fornito il loro contributo nel momento topico del match, ossia nel quarto set quando – calato Nishida – si sono caricati quasi la squadra sulle spalle.
