In risposta alla prospettiva di uno sciopero dei lavoratori Amat, resa pubblica dai sindacati con un comunicato, si registra la nota di Kyma Mobilità Amat che fornisce la sua versione sull’incontro svoltosi lo scorso 9 febbraio, dinanzi la Prefettura di Taranto. Oggetto di tale incontro, la possibilità di giungere ad una conciliazione in merito alla Contrattazione collettiva di secondo livello discussa in sede aziendale negli ultimi mesi.

Di seguito il resoconto della Kyma:«nel corso della prima parte della riunione, l’Azienda, dopo aver ascoltato le richieste avanzate dalle sigle Sindacali, ha confermato la propria posizione di apertura in merito ad alcune questioni sollevate, come già comunicato e verbalizzato in precedenza.

L’apertura dell’azienda consiste in un aumento di circa il 20% sui buoni pasto giornalieri e altri conferimenti in busta paga ai dipendenti, misure a favore del personale, sempre rifiutate dai sindacati nel corso delle riunioni.

Un impegno importante perché avverrebbe in un periodo in cui, come è ben noto, da ormai due anni la pandemia ha messo in ginocchio tutte le aziende del trasporto pubblico locale che hanno visto ridurre drasticamente le entrate e aumentare notevolmente i costi.

Se c’è qualcosa di “surreale”, dunque, non è certo l’azione del management di Kyma Mobilità Amat che, nonostante la pandemia, ha saputo gestire l’azienda presentando sempre bilanci senza perdite e, soprattutto, senza mai penalizzare i dipendenti. In pandemia, infatti, non un autista di Kyma Mobilità Amat è stato messo in cassa integrazione, misura che ha interessato solo gli ausiliari del traffico nei mesi in cui il pedaggio nei parcheggi è stato sospeso, peraltro l’azienda ha anticipato loro la Cassa integrazione.

Non un bilancio in rosso con premialità a favore dei dipendenti che, solo l’anno passato, hanno gravato sul bilancio per circa un milione trecentomila euro: vanno rispedite al mittente le accuse di incapacità gestionale contenute nel fantasioso – per usare un eufemismo – comunicato dei sindacati!

Fantasiosa è pure la ricostruzione fornita dai sindacati della seconda parte della riunione: durante una sospensione chiesta dagli stessi rappresentanti sindacali, il Presidente del CdA di Kyma Mobilità Amat, avv. Giorgia Gira, a causa di un improvviso problema personale era costretta ad allontanarsi temporaneamente dalla stessa.

Essendo la riunione on line, il Presidente Gira non riusciva a comunicare ai partecipanti il suo improvviso allontanamento, anche se alla ripresa era comunque presente una qualificata e coesa rappresentanza di Kyma Mobilità Amat con il Vicepresidente Dott. Francesco Scarinci, pienamente titolato ad assumere decisioni per l’azienda, nonché il Direttore Generale Dott. Pietro Carallo ed il Direttore Tecnico Ing. Mauro Piazza.

La riunione proseguiva e terminava senza che ci fosse quel “contrasto ed incomprensione all’interno del C.d.A. e il gruppo dirigente della municipalizzata” riportato nell’immaginoso comunicato dei sindacati…

Quindi se anche questa riunione non ha portato a nessuna decisione, impedendo che i dipendenti si vedano riconosciute importanti premialità in busta paga, non è certo per colpa del management di Kyma Mobilità Amat: questa “impasse” è figlia unicamente dalla volontà di denigrare – sempre e comunque – quanto di buono è stato costruito negli ultimi anni da tutti i lavoratori di Kyma Mobilità Amat.

Il management di Kyma Mobilità Amat intende continuare a gestire l’azienda in modo responsabile e trasparente, conscio che il personale è il suo più importante patrimonio, con la ferma intenzione di continuare a presentare bilanci in attivo nell’interesse della collettività, non come avveniva in un lontano passato in cui “azienda pubblica” era purtroppo sinonimo di gestione non oculata e bilanci in rosso, un passato che non tornerà più».

 

Una risposta

  1. Bravi a fare le lotte per i premi, e per gente che perde il posto di lavoro (40 autisti che hanno lavorato sotto pandemia non potendo partecipare al concorso perché discriminati dal limite di età per partecipare)l’assoluta indifferenza, addirittura prefetto e commissario, probabilmente le dodici euro al mese che davamo per essere assistiti non bastavano, tanto valete…..

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