Parte ufficialmente da oggi la campagna elettorale della “Grande alleanza per Taranto”, la vastissima coalizione che va da SDS a Fratelli d’Italia e che oggi ha investito ufficialmente del mandato elettorale il proprio candidato sindaco, nella persona di Walter Musillo.

Vinte nella giornata di ieri le ultime resistenze di Fratelli d’Italia (leggi qui), il fronte anti-Melucci prende finalmente forma. E che l’elemento unificante sia anche la volontà di impedire il ritorno dell’ex-sindaco a Palazzo di Città lo afferma direttamente il neo-candidato Musillo, in apertura del suo lungo intervento, quando dice che a spingere verso la nascita di questa coalizione è stata la constatazione che la città non sia stata amministrata bene in questi ultimi quattro anni, rivolgendo poi un saluto ai diciassette consiglieri che con le proprie dimissioni hanno portato allo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e alla conseguente caduta della Giunta Melucci.
L’evento, ospitato al Salina Hotel, ormai vero e proprio punto di riferimento per le manifestazioni politiche tarantine, ha visto una larga partecipazione. Larga come la coalizione, che al momento comprende quindici liste, ma che potrebbe ancora crescere. «C’è qualcuno che manca ancora oggi – ha detto Musillo – mi auguro che già da domani si unisca a questa grande famiglia. Mi riferisco ovviamente e soprattutto all’avvocato Egidio Albanese e alla sua lista, che fino ad ora ha dato un grande contributo al dibattito, ma sono certo, perché ne abbiamo già parlato, che da domani si uniranno con noi in questa grande sfida».
«Un candidato tarantino al 100%»

A prendere la parola per primo, fra i numerosi esponenti, è anche l’ultimo ad arrivare, il Presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, che svolge anche le funzioni di moderatore. Proprio Gugliotti, come abbiamo spesso raccontato, è stato sino all’ultimo in ballottaggio con Musillo per il ruolo di candidato sindaco e nel suo intervento non rinnega l’ambizione a quel ruolo, anzi, la rivendica. A spingerlo al passo indietro, però, rivela essere stata la considerazione che in questo momento sia necessario un sindaco «tarantino al 100%». L’argomento delle origini, del resto, è già stato utilizzato più volte, ad esempio contro Massimiliano Stellato e contro l’ex-sindaco Melucci, che è tarantino ma risiede in provincia. Ma a convincere tutti, secondo le parole di Gugliotti e non solo, è stata la capacità di Musillo di mediare fra le diversissime anime del fronte. Con parole diverse, questo è stato il concetto espresso da tutti i rappresentanti politici intervenuti. Oltre ai già citati Gugliotti e Stellato anche Mauro D’Attis (Forza Italia), Roberto Marti (Lega) e Marcello Gemmato (Fratelli d’Italia), il quale ha confermato come la partecipazione del partito di Giorgia Meloni all’alleanza sia rimasta in discussione sino a ieri, con l’adesione decisa da un’assemblea dei militanti.
Il programma
Si è parlato poco di programma in quanto, per aperta ammissione, esso è ancora da scrivere, se non nelle sue linee generali. L’unico che si è sbilanciato su temi specifici è stato proprio Musillo, elencando alcune priorità. In particolare, il ripristino dei consigli di circoscrizione, la revisione del regolamento comunale con riguardo alle commissioni consiliari («i consiglieri devono stare per strada, non chiusi nelle stanze di una commissione»), interventi per le periferie e potenziamento delle crociere. Su questo punto in particolare, Musillo è molto piccato con l’amministrazione uscente: «Lasciateli stare i post su Facebook, le puttanate, l’ho fatta io quella cosa, nel 2015, e nel 2016 sono arrivate le prime navi; l’ho fatta io e sono pronto a portare a testimoniare decine di operatori internazionali. Basta, riportiamo tutto alla verità». L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad avere non una nave a settimana, ma una al giorno. «A Bari accade questo».
A nostra domanda specifica sulla rigenerazione della città vecchia, invece, Musillo ha risposto così: «Se dobbiamo andare nello specifico del programma io oggi ho davvero una difficoltà, sull’accordo di tutte le forze politiche. È chiaro che dobbiamo ripartire dalla città vecchia e l’unica soluzione è il ripopolamento, non la casa a un euro. Due rogiti in due anni, case comprate dalla famiglia miliardaria russa che verrà qui due settimane all’anno. Non è quella la soluzione. La città vecchia deve essere il cuore pulsante di Taranto, ci devono essere persone che chiacchierano, che cucinano, si devono sentire gli odori».
«Si decide a Taranto, non a Roma o a Bari»
Altro punto comune espresso da tutti gli intervenuti è stata la volontà di non sottostare ad alcun diktat da parte di Bari come, è l’accusa, avveniva sotto la Giunta Melucci. Infatti, forse solo Emiliano appare l’avversario di questa coalizione ancor più di Melucci. «È certo, è evidente, è scontato, io non ho nessun dubbio – scandisce Musillo – che siamo alternativi all’amministrazione uscente; è certo, è evidente, è scontato, io non ho nessun dubbio che siamo alternativi a Michele Emiliano e alla sua modalità di imporre egemonia sulle amministrazioni locali. Non abbiamo fatto i cugini che si offendono con una parte della famiglia, vanno a parlare con qualcun altro però rimangono sempre fedeli al papà. Abbiamo preso l’impegno di percorrere un’altra strada».
Un’alleanza complessa
«In molti potrebbero dirsi che…, ma invece noi…». Si gioca tutto su questa impostazione, al limite fra la domanda retorica e l’excusatio non petita, l’evento di presentazione della “Grande alleanza”. Del resto, le difficoltà sono evidenti e dichiarate. «Come faranno Lega e Fratelli d’Italia a sostenere un candidato sindaco ex-segretario provinciale del PD?» è la domanda che si rincorre e a cui tutti provano a dare la propria risposta. «Non ti libererai mai di questa cosa del PD» scherza Stellato. Indicativo del clima che si respira un anonimo commento sentito in platea: «Viene dal centrosinistra, ma è una brava persona».

Che ancora vi siano delle incongruenze è palese. Mentre D’Attis, Marti, Gemmato e lo stesso Musillo lanciano i propri strali contro Emiliano, accanto a loro è seduto Massimiliano Stellato che ancora oggi in consiglio regionale ne sostiene la Giunta. E se in tanti, da Gugliotti in giù, datano l’inizio di questo percorso al 2018, quando lo stesso Gugliotti sconfisse proprio Rinaldo Melucci per la carica di Presidente della Provincia, è vero che ancora nel 2020 lo stesso Musillo si candidava al consiglio regionale (senza venire eletto) proprio a sostegno di Emiliano. I problemi e le ambiguità, dunque, non mancano, ma gli esponenti della “grande alleanza” sono fiduciosi di riuscire a mettere da parte le divergenze. Del resto, ribadiscono, anche nella coalizione di Melucci e in quella di Emiliano in Regione ci sono persone di provenienze diversissime. Siamo dunque davvero nell’era del post-ideologico?
Piccola nota a margine: ci sentiamo di stigmatizzare la scarsissima sensibilità dimostrata da vari esponenti politici verso l’uso della mascherina al chiuso che, ricordiamo, è ancora obbligatorio. Ancora di più ci sentiamo di stigmatizzare chi quella mascherina ha sentito il bisogno di cercarla solo a telecamere accese all’inizio dell’evento. La pandemia, purtroppo, non è ancora finita.
Nessuno è stato capace di fare un programma vero e fattibile Perlomeno non prendono in giro ,il fatto al 100% di Melucci non convince non ha fatto nulla ,figuriamoci dopo ,questi altri si organizzano a due mesi dalle elezioni ,neanche si fossero svegliati adesso ,rimane il direttore Abbate sperando che porti il giusto cambiamento ,insomma una città ai piedi di Cristo Ha bisogno di un miracolo per rialzarsi dal baratro ,la città più brutta d’Italia non può essere sempre Taranto . L’unica cosa che condividiamo è la vittoria di un sindaco tarantino ,uno che vive Taranto e conosce questi sciagurati fino in fondo ,basta sentire dei sinistri pro Bari ,pro Emilio ,pro sto cappero ,dobbiamo cambiare rotta e non naufragare nel nulla.
A parte che chi conosce la storia di Taranto, sa benissimo che i migliori sindaci/podestà di questa città, sono stati NON tarantini.. Ad ogni modo Musillo.. Che vergogna per la destra questa presentazione. Coerenza ZERO. In pratica non solo hanno deciso di perdere, ma per lo più hanno appena decretato la loro fine politica. Un ex DEM… Sarà pure legittimo cambiare idea nella propria vita, ma non si può addirittura sceglierlo come candidato alla massima poltrona cittadina. Che indecenza.
Chiacchere senza manco distintivo…
Forse non riusciamo a rassegnarci in questa città veramente non esistono personalità di alto profilo, esperti di politica economica, personalità tali da risollevare questo territorio . Dobbiamo al massimo accontentarci di qualche bravo amministratore condominiale che svolge ordinaria amministrazione tipo marciapiedi ed illuminazione stradale. Ancora più grave resta l ‘ assenza di associazioni, gruppi quindi di esperti disponibili a dare un loro adeguato contributo sui temi cruciali dell’ economia cittadina.
Le associazioni? No..Manca l’università di taranto. Una città di circa 200mila abitanti, con una provincia di circa mezzo milione di abitanti.. E non c’è una università di taranto… Con tutto il clamore che ha scatenato l’ilva, NESSUN politico è riuscito a prendere la palla al balzo e farci avere una università autonoma almeno a compensare. Ovviamente le sedi distaccate di bari sono una vergogna, un presidio per sistemare i figli e parenti dei professori di bari.. Quindi lasciamo stare. Nessuno riesce a capire che l’università indipendente è il pilastro fondamentale di una società
A questo proposito la invito ad ascoltare le nostre interviste dedicate al tema dell’Università di Taranto. Può trovarle a questo indirizzo: https://www.corriereditaranto.it/category/idee-e-opinioni/le-interviste-del-corriere/parliamo-di-universita/.