“Il commercio sta morendo nell’indifferenza”

 

Confartigianato Taranto punta ancora il dito sulla mancanza di parcheggi in centro
Posted on 11 Marzo 2022, 16:54
4 mins

“Sono oltre venti anni che la città vede abbassare definitivamente saracinesche di negozi e botteghe, spesso storiche, nella totale indifferenza generale. Il grido di allarme e la sofferenza di artigiani e commercianti della città di Taranto non inizia certo oggi, ma è un’inascoltata agonia di molti anni”.

Comincia così una lunga nota a firma della segreteria Generale di Confartigianato Taranto, la quale interviene sulla grave emergenza che sta abbattendosi sulle attività produttive del territorio jonico.

“Nel borgo la percezione della gravità a cui si è giunti è evidente, impensabile ma vero, con gran parte delle vie consegnate al degrado e al commercio extracomunitario. Il cosiddetto “salotto buono della città” ha oggi dimensioni molto ristrette – afferma Domenico D’Amico, Presidente di Confartigianato Taranto–  Non occorre elencare le vie abbandonate a loro stesse, la crisi delle serrande chiuse ha colpito anche le più rinomate vie commerciali.  Questo è il segno, l’ennesimo, di una città che commercialmente è asfittica, in crisi, allo stato dei fatti con pochissime prospettive di ripresa. Tutta colpa della crisi della grande industria? Dell’e-commerce Il declino parte da lontano, ma attenzione al convincimento che la responsabilità sia solo della crisi generalizzata in tutta la nazione

Quali le ragioni della crisi?. “Una su tutte – continua D’Amico – macroscopica, gigantesca, ripetuta mille volte da tutti, esercenti compresi: la grave aritmetica mancanza di parcheggi disponibili in centro, oltre a quelli dei residenti, che ha agevolato e condizionato i flussi di acquisto verso i centri commerciali. Quindi, ciò che manca sono le aree di sosta disponibili per gli avventori dei negozi, e negli anni si sono addirittura erosi quei numeri per le trasformazioni stradali e piste ciclabili. Su questo crediamo (almeno speriamo) siamo tutti d’accordo. E quindi, una volta sperimentate e risperimentate le varie soluzioni per disincentivare la sosta dei residenti (l’ultima quella di dicembre scorso), poi puntualmente (anche giustamente a seconda dei punti di vista) fallita, si è sempre ritornati miseramente allo status quo, con grossolane marce indietro per quanto riguarda i residenti, mentre comunque ci restano nuovi chilometri di strisce blu a pagamento in vie dove, veramente, si fa fatica a comprenderne lo scopo se non si vuol pensare esclusivamente alla necessità di fare cassa”.

“Una programmazione di park&ride (ottima soluzione) che però viene incomprensibilmente avviata iniziando dalla fine, forse perché economicamente più facile da realizzare: – prosegue –  viale Magna Grecia e Corso Italia, per intercettare il flusso proveniente da viale Jonio anziché intercettare i grandi flussi di auto provenienti dai versanti orientale ed occidentale  attraverso i “promessi parcheggi di scambio” di Cimino e Porto Mercantile. Comunque la si pensi,  l’unica cosa chiara, altrimenti non staremmo a riparlare della situazione, sono gli effetti:  si scoraggia il raggiungimento del centro, visto che, dalle nostre parti, il cittadino avventore (la grande maggioranza) è abituato e soprattutto disposto ad andare a fare compere con la propria auto e non con i mezzi pubblici o in bicicletta e quindi va alla ricerca delle comodità,  in primis parcheggio disponibile, opzione ovviamente sempre presente nei centri commerciali”.

La soluzione? “Gli autosilo, li hanno costruiti in tante città che hanno risolto il problema. – conclude -Possono essere costruiti dalle Amministrazioni comunali ed anche da privati”. Ci viene in mente la sorte dell’immobile ex UPIM in Piazza Ramellini, cosa dobbiamo pensare!”

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Un Commento a: “Il commercio sta morendo nell’indifferenza”

  1. Piero

    Marzo 11th, 2022

    Se il commercio langue da queste dichiarazioni si capisce il perchè: gente che ragiona con logiche del 1820. Il mondo è cambiato, svegliatevi.

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