Ex Cementir, grido d’allarme della Cgil

 

La Fillea di Taranto scrive alle istituzioni chiedendo un incontro e proponendo la riconversione del sito come impianto di produzione idrogeno
Posted on 15 Marzo 2022, 17:27
2 mins

Dal 2014 lavoratori considerati figli di una vertenza di serie B. Ridotti, scorporati, avviati prima a una Cassa Straordinaria e infine a una Cassa Integrazione per cessazione definitiva di attività. È la storia dei 51 ex dipendenti della Cemitaly al secolo Cementir. Ad occuparsi di loro ancora una volta è la Fillea Cgil di Taranto, con il suo segretario provinciale Francesco Bardinella.

“A settembre queste 51 persone saranno cancellate definitivamente dalla storia industriale e del lavoro di questa città, scadrà la cassa integrazione straordinaria e su di loro cadrà la mannaia della dimenticanza – spiega Bardinella -. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente alla task force regionale per il lavoro, all’impresa e ai vertici della Regione Puglia. Perché quel licenziamento collettivo ben sintetizza il fallimento della politica verso una vertenza che rappresenta la vertenza dell’acciaieria in miniatura“.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/03/ex-cementir-la-storia-e-finita-nel-silenzio-generale/)

I 300 mila metri quadri dell’area dell’ex Cementir rispetto agli oltre 15 chilometri quadrati dell’ex Ilva, 51 dipendenti per la cementeria e migliaia di operai e impiegati per l’acciaieria. “È sul quel terreno – spiega ancora Bardinella – che avremmo dovuto provarci, mostrando lungimiranza, transizione, desiderio di diversificazione, e invece il 15 settembre del 2022 nel silenzio più assordante questi lavoratori smetteranno anche di sperare. Una speranza che invece la Fillea Cgil non intende abbandonare“.

“Crediamo davvero che sia possibile valutare nuovi percorsi – scrive Francesco Bardinella – come ad esempio l’avviso pubblico emanato dal ministro della Transizione Ecologica, Cingolani, rispetto agli investimenti previsti, previa manifestazione di interesse di Regioni e Province autonome, per la nascita in “aree industriali dismesse” di impianti per la produzione di idrogeno verde. Non sappiamo se può essere una risposta immediata, da inserire anche nelle schede del Pnrr predisposte dalla Regione, ma non possiamo smettere di pensare al futuro anche in presenza di una fabbrica attigua come l’ex Ilva fortemente energivora”.

La lettera della FILLEA alla politica e agli amministratori suona come un ultimo disperato appello di fronte a una vertenza dimenticata. Settembre è vicino.

(leggi l’articolo sull’aggiornamento della bonifica della falda https://www.corriereditaranto.it/2021/06/16/italcementi-vende-ex-cementir-il-futuro-un-deserto/)

 

 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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