La superficie di Taranto si estende per circa 250 km2, i suoi quartieri sono morfologicamente decentrati dal borgo umbertino e talvolta questa distanza non è solo fisica. Abbiamo voluto interfacciarci con gli attori del territorio e le persone che ci vivono e lavorano, per far emergere risorse e criticità di ciascuna periferia. Auspichiamo che chi amministra, e amministrerà la città, ne usufruisca per trarre interessanti spunti di riflessione che possano tramutare in azioni politiche concrete.
(Come si presentano i quartieri: San Vito https://www.corriereditaranto.it/2022/02/20/ascoltando-le-periferie-di-taranto-san-vito/ Lama https://www.corriereditaranto.it/2022/03/01/ascoltando-le-periferie-lama/ e Talsano-Tramontone https://www.corriereditaranto.it/2022/03/18/ascoltando-le-periferie-talsano-tramontone/)
SALINELLA-TA2: tra noncuranza e voglia di riscatto
Francesco Settembre e Paolo Masi – rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Osservatorio Permanente Salinella (OPS) – prima di raccontarci le condizioni della periferia, hanno voluto precisare che la situazione non cambierà se chi andrà ad amministrare la città non sarà presente costantemente sul territotio, per esempio, con una pulizia puntuale .
Hanno poi proseguito: «Questo ragionamento, come OPS, l’abbiamo portato tante volte all’attenzione dell’amministrazione comunale, come l’ultima volta in plenaria durante l’incontro di presentazione del Masterplan dei Giochi del Mediterraneo.
(Per saperne di più sull’iniziativa Masterplan Taranto:
•https://www.corriereditaranto.it/2017/05/16/masterplan-sud-taranto-882-milion-70-la-sanita-ritardo-colpa-della-regione/
• https://www.corriereditaranto.it/2021/07/06/cis-taranto-riunione-rinviata-a-data-da-destinarsi/
• https://eventi.ambrosetti.eu/ttbasilicata2020/masterplan-taranto/)
In quell’occasione ringraziammo pubblicamente e ci esponemmo anche noi a favore dei Giochi e della progettualità che ne segue, visto che da qui, al 2026, il volto della Salinella cambierà. Quest’iniziativa l’abbiamo supportata con uno sforzo incredibile perché oltre a fare il tifo per quel che verrà, abbiamo coinvolto Valentina Petrini, Roberto Missiani e tanti attori, cantanti e la buonanima di Pino Pittaccio il quale girò dei servizi per mostrare l’oasi della Salinella a tutta la città. Però, quello che dicemmo all’ex-assessore Viggiano, all’ex-assessore Occhinegro e allo stesso sindaco, è che abbiamo bisogno di una presenza quotidiana».
Dopo l’incontro in plenaria ci hanno detto che condivisero un questionario, rivolto ai cittadini e alle cittadine, per dar loro l’opportunità di esprimersi sullo stato e sulla progettualità del rione. I risultati ottenuti, pubblicati solo qualche giorno fa, li hanno definiti “un disastro” https://www.corriereditaranto.it/2022/04/08/sindaci-ecco-il-patto-di-quartiere/.
Focalizzandosi su singole voci del test, Settembre ha poi commentato: «Se vado a vedere le risposte sullo stato del quartiere relativo alla manutenzione ordinaria, il 27% ha risposto “scarso” e il 34% “mediocre”. Sommandoli fanno il 61%.
Per la manutenzione straordinaria abbiamo invece un 45% “scarso” e un 33% “mediocre”, arrivando così al 78%. Questo dato rappresenta quindi opinioni negative, così come il 58% per i collegamenti pubblici e il 79% per lo stato delle strade. Non essendoci al CEP biblioteche e scuole, abbiamo inserito anche una voce per la cultura a tal punto che all’amministrazione comunale, in questi ultimi tre anni, abbiamo chiesto più volte gli asili nido. Ci hanno risposto che non ci sono richieste e allora abbiamo proposto se fosse stato possibile aprire, da qualche parte nel quartiere, almeno una classe distaccata per la scuola elementare».
Su quali dati vi hanno motivato il “non c’è richiesta”?
«Fu un’ex-consigliera comunale a risponderci – le parole del presidente – che non c’erano richieste per una scuola e né domande d’iscrizione dalla Salinella. Onestamente io non so su che dati ci si basa ma questa risposta ufficiale la ricevemmo durante una delle due agorà online organizzate per il nostro quartiere durante il lockdown del 2020».
SEGGI ELETTORALI
Paolo Masi: «Mi allaccio a questo discorso per dire che automaticamente al CEP manca anche un seggio elettorale. Chi come me vive nella parte alta del quartiere può andare al Circolo Didattico Livio Tempesta ma chi è al Sestante,
quindi quel versante che comprende anche le case bianche, dove va a votare? In teoria alla Martellotta, in pratica difficilmente vanno».
Francesco Settembre: «Lanciammo una petizione che fu firmata da 700 persone. Tre anni fa la consegnai personalmente all’allora sindaco Melucci durante un incontro che la sua giunta organizzò sul D.P.P. (Documento Programmatico Preliminare). Due, dei tre punti, su cui verteva la petizione erano:
1. “La mitigazione del rischio idrogeologico”. Il CEP Salinella, quindi anche il Sestante, sorge tredici metri sotto il livello del mare. Sembra assurdo ma è così infatti il quartiere si chiama in questo modo perché era il vecchio bacino della salina piccola. Le saline a Taranto erano tre tra San Brunone, dove hanno costruito Ilva e cimitero sopra; la salina grande che ancora esiste e la salina piccola. La Salinella quindi non sarebbe dovuta nascere così com’è, sicuramente non avrebbero dovuto realizzarci delle case ma sarebbe dovuta rimanere come un lago paludoso, magari tutelato con un parco. Viviamo questo problema da rischio idrogeologico da cinquant’anni, non a caso per arrivare al CEP si scende, da qualsiasi punto si giunga e quando piove ci allaghiamo.
2. “I seggi elettorali”. Ho sentito ultimamente un ex assessore che mi ha detto che pur provando a contattare il Commissario Cardellicchio non farebbe nulla per le elezioni imminenti. Questo significa che i cittadini del quartiere, di nuovo, non voteranno in un seggio sito alla Salinella e noi non riusciamo a capire il motivo. Tanta gente, come gli anziani, non andrà a votare perché tra l’altro non è mai stato messo a punto un servizio navetta. Avevamo anche proposto, in accordo con Don Giuseppe, di utilizzare l’auditorium della Parrocchia Santa Famiglia però non si può fare in quanto non idoneo ad essere un seggio elettorale».
Vi hanno spiegato per quale ragione non attiveranno il servizio navetta?
«Io non credo che due pullman che facciano da spola dal CEP, sino ai seggi elettorali siano un problema. Succede però, come si può riscontrare da articoli di giornale del passato, che gli autisti e i controllori diventano tutti presidenti di seggio o scrutatori, di conseguenza non c’è personale».
Il terzo punto della petizione qual era?
«“La realizzazione del parco”. Avevamo fatto richiesta di un dog park che stiamo ancora aspettando».
Dove l’avreste voluto?
«Avevamo chiesto di recuperare quell’area verde che sta tra il Palafiom e Via Golfo di Taranto». 
La superficie in cui oggi sorgono degli alberi?
«Esattamente e lì, prima del nostro intervento, era completamente abbandonata a tal punto che l’erba era alta quanto me – ha ironizzato Francesco Settembre – e io sono alto 1 m e 94 cm. C’è da dire che da quando abbiamo proposto il dog park, si sono accorti che quell’area è comunale e ogni tot passa il trattore del comune a tagliare l’erba. Questo spazio è inoltre diviso in due e in una parte ci sono sette file da tre alberi che sono stati donati dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), per mezzo della diocesi, durante la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. In quei giorni avevano lanciato delle iniziative e grazie alla volontà e all’aiuto di Don Antonio Panico, che ha sposato il nostro progetto, siamo riusciti a intercettare gli alberi ed averli qui. Abbiamo così riqualificato questo spazio e dedicheremo, con l’associazione “Genitori Tarantini”, ciascun albero a 21 bambini che hanno perso la vita per colpa dell’inquinamento».
Dunque avete accantonato l’idea del dog park?
«No, noi adesso abbiamo candidato quest’intera area ad un bando e se andrà tutto bene avremo la possibilità di installare dei giochini, delle panchine e di far mettere la recinzione per il dog park. Lo spazio per il parco costituisce la seconda parte di questa superficie in cui gli alberi, invece di essere a file da tre, formano un recinto».
Il vicepresidente Masi a proposito del bando ha voluto sottolineare che invece di continuare ad aspettare il comune, si sono mossi autonomamente per arrivare all’obiettivo prefissato.
Settembre ha poi ripreso la parola: «Sul dog park la storia è abbastanza contorta perché in un primo momento l’ex amministrazione si era fatta abbindolare da un cittadino che aveva interessi per gestire, con la sua associazione che si occupa di attività come il pet sitting, l’area verde. Quest’ultimo aveva detto che la responsabilità in caso di problemi, come potrebbe accadere se due cani si aggrediscono, è del Comune. Ad Arezzo ci sono dog park ogni 2 km quindi mi sono fatto mandare dal Comune il loro regolamento che richiama la normativa italiana e dice che la responsabilità sul cane, è del padrone. Ho provveduto ad inoltrare questo regolamento al nostro Comune e dopo due giorni hanno avviato i lavori per i due dog park che hanno realizzato alla Villa Peripato. È un esempio lampante di come si trattano differentemente i territori della stessa città: noi Osservatorio sblocchiamo questa situazione dal punto di vista normativo ma realizzano due aree cani altrove. Alla Salinella, praticamente, continuiamo ad aspettare».
Avete provato a denunciare, a chi di competenza, quanto è accaduto?
«Certo, abbiamo un buon rapporto con alcuni ex-assessori che, comunque, continuano a supportarci e ne diamo merito. Come Osservatorio però siamo neutrali ed essendo in campagna elettorale, preferiamo non fare alcun nome. Tolta questa premessa ci è stato detto che gli sponsor sono spariti nel momento in cui il Consiglio comunale è stato fatto cadere ma credo sia stato abbastanza imbarazzante sentirsi dire che negli ultimi sei mesi (cioè il periodo di tempo che mancava alla scorsa amministrazione per concludere il mandato quinquennale), avrebbero messo la recinzione e i giochi per la dog agility, donati appunto da questi sponsor. Hanno avuto anni per farlo perché dal canto nostro, appena abbiamo capito il problema, lo abbiamo sbloccato subito infatti gli alberi sono stati piantati due anni fa. Allo stesso modo l’amministrazione ha avuto tutto il tempo per trovare i fondi per finanziare quest’area, hanno pubblicato i comunicati stampa per annunciare l’avvio del dog park ma di fatto non lo hanno realizzato».
Prima che i 17 consiglieri si dimettessero, come vi motivavano quest’inerzia?
«Per la burocrazia e quant’altro ma adesso abbiamo deciso di risolvere noi candidando l’intera area ad un bando, di 35.000 euro, dell’azienda Mondoffice®. Ogni anno la tematica del bando cambia e in questo caso era perfetta per noi basandosi sulla riqualificazione di un’area periferica di una città italiana con un beneficio dimostrabile per il territorio. In sostanza un’area che una volta riqualificata sarà sicuramente utilizzata. Passando dal quartiere si noterà che la pista di atletica è chiusa per i lavori quindi i ragazzi si vengono ad allenare proprio qui sul piazzale del Palafiom, sull’asfalto, sul brecciolino e fanno anche il lancio del giavellotto. Abbiamo pensato che, aldilà di quando verrà riaperto il camposcuola di atletica leggere, i platani piantati diventeranno maestosi e faranno tanta ombra in modo che chiunque potrà allenarsi. Una piccola area che sia fruibile dai cittadini anche perché, installando delle panchine, verrebbero utilizzate dalle famiglie di chi partecipa agli eventi del palazzetto. In questo modo la riqualificazione a cui auspichiamo sarebbe completa e avverrebbe in un’area che prima del nostro interesse era completamente abbandonata».
Piazza Giacinto Spagnoletti
Perché hanno montato un pannello sui fondi europei utilizzati per costruire il Centro Comunale di Raccolta rifiuti (CCR) lì dove invece sorge Piazza Giacinto Spagnoletti, recentemente riqualificata con giochini e panchine?
- Pannello fondi CCR
- Piazzetta Spagnoletti
La risposta sarà presente sul prossimo articolo dedicato alla periferia Salinella-TA2.
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