Buon vento di solito è l’augurio che si rivolge ai velisti prima di una regata ma da oggi è anche l’augurio indirizzato al primo impianto eolico marino del Mediterraneo, realizzato a Taranto, al largo del molo polisettoriale, dalla Renexia, società del Gruppo Toto, attiva in Italia e negli Stati Uniti nelle energie rinnovabili, grazie ad un investimento di 80 milioni di euro.

Produrrà energia pulita per 58 mila mvh, pari al fabbisogno di 60 mila persone, che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista, consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2.

Ed il vento, di scirocco, che spirava a circa 35 km/h sul molo polisettoriale è stato il protagonista dell’inaugurazione stamani del Beleolico. Potrebbe essere di buon auspicio a breve, quando sarà pigiato il bottone dello start, visto che il parco è in fase di completamento (in corso di installazione la nona turbina, sulle dieci previste).

«Entro 20 gg sarà erogato il primo mvh perché finiremo tecnicamente il parco. Poi sarà perfettamente funzionante, per cui diciamo che per la fine di maggio andremo a regime», spiega al corriereditaranto.it, il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto, il quale con un pizzico di emozione ha raccontato le sue sensazioni: « È un momento storico per il Paese questo. L’ inizio di una nuova era in un momento storico ben preciso nel quale si parla tanto di transizione ecologica, di energie rinnovabili, di nuove fonti di approvvigionamento di energia, di autonomia energetica. Per noi di Renexia una grande responsabilità. Con grande gioia abbiamo inaugurato questo primo parco eolico a Taranto ma siamo sicuri che non resterà il solo ma che la serie sarà lunga».

Ed infatti nel corso della tavola rotonda- che ha occupato la parte centrale dell’inaugurazione, alla quale hanno partecipato, oltre al Direttore Generale di Renexia, Riccardo Toto, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, il Presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, il Presidente Legambiente, Stefano Ciafani, il Presidente dell’Aiad, Guido Crosetto e il giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone – si è parlato dell’ambizioso progetto che riguarda un parco eolico da impiantare nel canale di Sicilia con nuove tecnologie (sarà galleggiante), in grado di fornire energia a 3,4 milioni di abitanti.

Ma Renexia ha altri progetti in ballo sul territorio di Taranto ossia quello della mobilità elettrica con l’amministrazione comunale subito dopo le elezioni, e quello relativo alla trasformazione di una quota parte dell’energia in idrogeno, che potrebbe tornare utile per la transizione energetica dell’ex Ilva e della raffineria Eni.

Inoltre, dal punto di vista occupazionale, Renexia, nell’arco dei 25 anni della concessione del parco, si è impegnata ad avviare una filiera industriale specializzata, e Taranto potrebbe diventare un punto di riferimento per un settore in forte crescita come quello dell’eolico offshore.

E’ stato un percorso lungo (14 anni) e contrassegnato da molte difficoltà quello che ha portato alla realizzazione del Beleolico.

Il cantiere a mare è partito lo scorso settembre, ma come abbiamo riportato in questi mesi, le operazioni si sono interrotte prima ad ottobre, poi a novembre ed infine a dicembre. L’ultimo stop a causa di problemi registrati questa volta alla nave posa pali. Ulteriore ritardo per il riavvio dei lavori era stato dovuto al forte vento degli ultimi giorni di gennaio e per la predisposizione delle turbine. Mentre la fornitura di turbine eoliche è stata assegnata alla società cinese Ming Yang Smart energy, che è andata sostituire la precedente pattuita con Senvion, società poi fallita e acquistata da Siemens Gamesa.

Senza dimenticare le moltissime prescrizioni di ARPA Puglia e Asl a cui è stato sottoposto il progetto, e qualche no qua e la incassato dalle associazioni ambientaliste: «Il nostro rapporto è diventato eccellente con tutti. Ci sono stati dei momenti di confronto anche sostenuti, che ci hanno portato a fare delle modifiche al  progetto. Lo abbiamo fatto perché i suggerimenti ricevuti li abbiamo ritenuti validi», ha precisato il dg di Renaxia, Toto.

Alla cerimonia inaugurale e al dibattito hanno contribuito anche alcuni esponenti del Governo. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha inviato un messaggio plaudendo all’iniziativa e sottolineandone l’importanza rispetto all’impegno che il nostro Paese sta profondendo per ridurre la dipendenza dagli idrocarburi e in particolare da quelli provenienti dalla Russia.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha tenuto a dare risalto “alle grandi opportunità di sviluppo che l’eolico marino può offrire al Paese”, mentre il titolare del MIMS, Enrico Giovannini, dopo aver lodato l’iniziativa ha evidenziato come “la trasformazione verso la sostenibilità passi anche attraverso la produzione di energia pulita”.

Presenti anche le delegazioni diplomatiche di Paesi che rappresentano importanti partner industriali a livello internazionale con l’ambasciatore cinese in Italia Li Junhua e la consigliera economica Agnes Agterberg dell’ambasciata olandese.

Al termine della cerimonia l’Arcivescovo di Taranto, Monsignor Filippo Santoro, ha dato la sua speciale benedizione non prima di aver fatto recitare ai presenti una preghiera.  Successivamente è stato firmato un accordo tra l’Autorità Portuale e Renexia per la cessione di una parte (circa il 10%) dell’energia prodotta da Beleolico per consentire la totale elettrificazione del Porto di Taranto ( in origine questo progetto quando venne presentato aveva come idea di base quella di rendere totalmente autonomo dal punto di vista energetico il porto jonico).

Il presidente dell’Authority Sergio Prete e il direttore generale di Renexia Riccardo Toto, dopo aver siglato l’intesa, hanno sottolineato come «elettrificare il porto significhi una riduzione molto elevata dell’inquinamento, se si considera che ogni nave che entra in porto e non spegne i motori produce un inquinamento su base giornaliera pari a quello di 10 mila vetture».

Per chi volesse andare a ritroso e ricostruire tutto il percorso dal 2008 ad oggi può andarsi a rileggere gli articoli sul tema parco eolico a Taranto a cura del collega Gianmario Leone  https://www.corriereditaranto.it/?s=parco+eolico&submit=Go

 

2 Responses

  1. Ottima notizia. Magari ce ne fossero tantissime in Italia (magari un po più lontano dalla costa). Di sicuro non è che i delfini (cetacei intelligentissimi) si lasciano impressionare da un palo in mezzo al mare

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