“La “ex Yard Belleli” è pronta a rinascere, con la bonifica ambientale e un nuovo investimento privato: storica zona industriale che si affaccia sul molo polisettoriale tarantino, oggi dismessa, è stata infatti scelta dal Gruppo Ferretti, leader mondiale nella nautica di lusso, per la realizzazione di un cantiere navale. L’area, già da tempo oggetto di complesse attività di recupero ambientale, verrà completamente bonificata, ponendo così le basi per il nuovo insediamento produttivo: a questo puntano le attività dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, del Commissario del Porto di Taranto Sergio Prete e di Sogesid, Società “in house” dei Ministeri della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, con una convenzione che è stata recentemente integrata con nuove attività e stanziamenti economici, fino a raggiungere circa 138 milioni di euro, cui se ne aggiungono altri 62 da fonte privata, che fanno dunque superare la soglia dei 200 milioni di investimenti complessivi per lo sviluppo dell’area”. E’ quanto si legge in una nota della Sogesid, che fa il punto della situazione, in attesa  che si concluda la procedura prevista dall’articolo 252 bis del Codice Ambiente, che si occupa dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale, introduce la possibilità, per i responsabili della contaminazione e/o i soggetti interessati ad attuare investimenti su un SIN, di stipulare appositi Accordi di Programma (AdP) con le amministrazioni interessate al fine di adottare un progetto integrato di bonifica e di riconversione industriale dell’area.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/25/ferretti-a-taranto-procede-iter-concessione-yard-belleli2/)

Gli Accordi di Programma ai sensi dell’art. 252-bis del TUA assicurano che il responsabile della contaminazione (polluter) ed altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di bonifica, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nei SIN, partecipino direttamente alla stipula degli Accordi di Programma con le amministrazioni coinvolte. Attraverso lo strumento dell’AdP viene, pertanto, assicurato il coordinamento delle azioni delle amministrazioni per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso e funzionale adempimento per favorire l’attuazione dei progetti di bonifica, gli interventi di riconversione industriale e di sviluppo economico produttivo dei SIN.

Quale elemento fortemente innovativo, dunque, l’art. 252-bis del TUA prevede espressamente la possibilità di sviluppare un progetto di bonifica che sia direttamente funzionale a quello di riconversione industriale, permettendo la trattazione integrata delle due fasi fondamentali di un processo di riqualificazione industriale, ovvero la bonifica e la riconversione, e determinando un notevole risparmio di tempo e costi nell’attuazione degli interventi.

L’obiettivo principale della norma, invero, è quello di garantire che un progetto di bonifica e di riqualificazione industriale di un SIN sia, sin dalle prime battute, condiviso da tutti i soggetti coinvolti, al fine di procedere con maggiore omogeneità, speditezza e coesione alla concessione delle autorizzazioni necessarie ed all’attuazione degli interventi.

(leggi tutti gli articoli sul gruppo Ferretti https://www.corriereditaranto.it/?s=ferretti&submit=Go)

Nell’atto integrativo che disciplina il rapporto tra l’Autorità Portuale, Il Commissario e la Sogesid, sono specificate tutte le attività su cui la società è chiamata a dare il proprio supporto. Innanzitutto il secondo lotto delle attività di bonifica: Sogesid, che ha già realizzato il progetto definitivo, passerà al livello esecutivo e alla successiva funzione di stazione appaltante per la realizzazione dei lavori, che sarà chiamata a dirigere.

Si prevede in particolare il completamento della bonifica già avviata col primo stralcio, col capping di circa 40 ettari di superficie, il marginamento della falda sul lato interno, dopo quello già ultimato nel primo lotto a ridosso del mare, l’ammodernamento della banchina portuale adiacente all’area interessata alla bonifica, la gestione dell’impianto TAF (trattamento acque di falda).

A queste attività se ne aggiungono altre, dal valore economico complessivo di circa 62 milioni di euro per dare forma all’insediamento produttivo della Ferretti.

Per quanto a carico della parte pubblica, come ad esempio la costruzione delle fondazioni, dei capannoni e dei fabbricati secondo il progetto dell’azienda, è previsto che Sogesid svolga attività di Responsabile del Procedimento, verifica e validazione progetti, diriga i lavori e collaudi le opere terminate. Responsabili delle attività convenzionali sono il dirigente Ing. Enrico Brugiotti per Sogesid e l’ingegner Gaetano Internò per l’Autorità Portuale.

Sono diverse le attività ambientali che il Commissario del Porto di Taranto e l’Autorità di Sistema del Mar Ionio, avvalendosi del supporto di Sogesid, realizzano in area portuale: dal dragaggio per la realizzazione della cassa di colmata sul quinto sporgente del molo polisettoriale a una serie di attività disciplinate in un nuovo protocollo d’intesa, che prevede una collaborazione su vari interventi ambientali nelle aree del Sito d’interesse nazionale e in particolare sul Mar Piccolo: dalle banchine al risanamento dei fabbricati, da nuove attività di dragaggio a opere di protezione dell’agitazione ondosa, fino alla cooperazione su grandi progetti quali l’Eco-industrial-Park.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Yard Belleli https://www.corriereditaranto.it/?s=yard+belleli&submit=Go)

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