Tajani: «Serve una rivoluzione»

 

Il vicepresidente di Forza Italia a Taranto per sostenere la campagna elettorale di Walter Musillo, che attacca la stampa: «Pubblicati sondaggi farlocchi».
Posted on 28 Maggio 2022, 08:00
8 mins

Come sempre, le ultime settimane della campagna elettorale per le elezioni amministrative sono contrassegnate dal passaggio dei leader nazionali, che vengono a sostenere la campagna elettorale dei propri candidati. Ad aprire le danze, in questa campagna elettorale 2022, è Antonio Tajani, vicepresidente e leader de facto di Forza Italia, in nome e per conto di Silvio Berlusconi. In un evento presso il ristorante “Nautilus”, Tajani ha rivendicato la scelta di appoggiare un candidato non proveniente dalle proprie fila e, d’altro canto, lo stesso Musillo ha sottolineato la necessità che al civismo si affianchi il necessario sostegno dei partiti organizzati.

De Palma: «Non appaltiamo a nessuno il governo della città»

Ad aprire l’evento il commissario provinciale Vito De Palma, che ha sottolineato con veemenza la volontà di sottrarre l’amministrazione comunale alle influenze baresi (leggi: del Presidente della Regione Emiliano): «Non vogliamo appaltare a nessuno il governo di questa città». Concetto rincarato dal coordinatore regionale Mauro D’Attis: «Caro Antonio [Tajani, ndr], caro presidente, l’ultima giunta comunale del sindaco mandato a casa per la fortuna dei tarantini è stata fatta in una riunione, resa anche pubblica, a Bari. Questa città è stata commissariata».

Agganciandosi a questo tema, D’Attis ha ulteriormente attaccato l’ex-sindaco e ora sfidante elettorale Melucci: «Siccome è stato mandato a casa, ovviamente gli dovevano dare un ruolo istituzionale. Il Presidente Emiliano si è inventato di nominarlo consulente del Presidente della Regione per gli affari di Taranto per permettergli così di presentarsi, per esempio, alle riunioni della Prefettura».

Musillo: «Emiliano vuole tutto lui»

Gli attacchi più duri, però, non potevano che provenire dal diretto interessato, il candidato sindaco Musillo: «Solo una rivoluzione vera ci può liberare dalle grinfie di Michele Emiliano, del suo governo regionale che aleggia su di noi e a volte come un falco scende giù e prende tutto quello che si deve prendere. Perché lo fa sempre, lo fa sistematicamente, lo fa per ogni ruolo, lo fa per ogni cosa, per ogni progetto, per ogni futuro di questa città. La città è la sua, i ruoli fondamentali sono i suoi, il PNRR di questa città è il suo, il CIS è il suo, le bonifiche sono sue, i Giochi del Mediterraneo sono suoi, anche la ZES è sua, vuole tutto lui, non ha intenzione di mollare, né lui né i suoi compagni di merende».

Attacchi altrettanto duri sono arrivati contro la stampa, rea di aver pubblicato i risultati di un sondaggio che darebbe nettamente vincente l’ex-sindaco Melucci sugli sfidanti: «Stamattina hanno fatto pubblicare dai giornali un sondaggio farlocco […]. Ho approfondito e ho visto che quel sondaggista altro non è che un consigliere comunale del Partito Democratico di Verona. Allora cosa poteva scrivere su quel sondaggio? Allora, dico, anche la stampa, quando arrivano certe notizie… un po’ di filtro, un po’ di attenzione in più. È un momento importante e gli animi si surriscaldano, perché già non ce la facciamo più a tenere i baresi in casa nostra, ma non ce la facciamo neanche più a non avere una stampa equilibrata». [Nota del cronista: questa testata non ha pubblicato il sondaggio in questione; tuttavia, corre l’obbligo di precisare che, assieme ai risultati del sondaggio, sono stati resi pubblici anche il committente, la metodologia e le cifre relative alla composizione del campione; ciascuno, dunque, è messo nelle condizioni di pesare quei risultati e valutarli di conseguenza].

Musillo ha poi rivendicato l’importanza di avere alle spalle un «partito con i suoi riferimenti nazionali, europei, con la sua struttura». «Io ho una veste civica ormai da tanti anni – ha proseguito Musillo – ma lo so, il civismo non ce la può fare. Il civismo può contribuire, può far parte di un grande progetto, può offrire spunti, offrire idee, ma poi alla fine ci vogliono i partiti, ci vogliono le organizzazioni, ci vogliono gli onorevoli, ci vogliono i riferimenti importanti, ci vuole il Governo».

Tajani: «Raccogliere il testimone di Rossana Di Bello»

La conclusione è stata affidata, ovviamente, ad Antonio Tajani, il quale ha aperto il proprio intervento con un omaggio alla memoria di Rossana Di Bello, che ha indicato come «modello di governo della città», designando Musillo come «la persona più adatta a raccogliere quel testimone». Ha poi paragonato l’operazione “grande coalizione” che ha condotto Forza Italia a sostenere Musillo a quella per la quale il partito appoggia il Governo Draghi (vale la pena notare, comunque, che il Presidente del Consiglio non è mai stato espressamente nominato): «con lo stesso spirito con il quale Silvio Berlusconi ha detto “Diamo vita a un governo di unità nazionale per salvare il Paese” […], con lo stesso modo di ragionare qui a Taranto abbiamo deciso di scommettere su di te perché puoi rappresentare veramente l’uomo in grado di cambiare il modo di amministrare la città».

Non poteva mancare un riferimento alla madre di tutte le questioni, il centro siderurgico: «Noi siamo un paese industriale, non possiamo rinunciare alla nostra vocazione. Certo, siamo fortemente impegnati per avere un’industria non inquinante, ma questo non significa che rinunciamo alla politica industriale. […] Crediamo che l’industria non debba essere inquinante, ma deve anche essere messa nelle condizioni di non essere inquinante. Quindi serve una politica industriale moderna e le risorse che offre Taranto devono essere inserite in un progetto complessivo nazionale di crescita». Crescita che, secondo il leader di Forza Italia, deve passare necessariamente anche dal porto: «Non è il porto turistico di un piccolo Comune di vacanze, è uno dei grandi porti italiani e non vogliamo che finisca nelle mani cinesi, tanto per essere chiari. Non vogliamo che i nostri porti mi vengono le teste di ponte di prodotti che fanno concorrenza sleale nostri prodotti».

Nel resto del suo lungo intervento, poi, Tajani si è ampiamente soffermato su temi di carattere nazionale, come lo scontro parlamentare che si è svolto in queste settimane sulle riforme del catasto e delle concessioni balneari.

I prossimi comizi in programma

Se Forza Italia ha scelto la cornice riservata del Nautilus, subito dopo in Piazza Maria Immacolata si sarebbe dovuto svolgere un vero e proprio comizio, con la presenza di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, tuttavia, ha dovuto annullare l’impegno e al momento non è dato sapere se e quando questo sarà recuperato. Resta al momento confermato, invece, un altro comizio, il 10 giugno, quando l’ex Presidente del Consiglio e leader del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Conte verrà a chiudere la campagna elettorale di Rinaldo Melucci.

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2 Commenti a: Tajani: «Serve una rivoluzione»

  1. Piero

    Maggio 28th, 2022

    Certo che forza italia che ha ancora il coraggio di parlare di taranto dopo i celebri loro trascorsi è veramente da oggi le comiche

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  2. Gico

    Maggio 29th, 2022

    Tutto chiaro Taranto resta città industriale ma obsoleta per interessi nazionali (lobby) quindi si può inquinare il porto non dovrà avere investitori cinesi teste di ponte per protezionismo ( lobby) sui prodotti nazionali ( quali visto che in Italia non si produce quasi nulla tranne che derrate alimentari ).

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