Acciaierie d’Italia, Peyrani lascia?

 

Si lavora ad un'intesa economica ed operativa tra le parti
Posted on 01 Giugno 2022, 18:40
2 mins

La ditta Peyrani Sud, azienda appaltatrice di logistica e trasporti che opera da decenni nell’appalto del siderugico, e la società Acciaierie d’Italia stanno lavorando ad un accordo che possa risolvere il conflitto sorto nelle scorse settimane.

Lo scorso 15 maggio la Peyrani comunicò ad Acciaierie d’Italia la decisione di fermare al quarto sporgente del porto di Taranto, lo sbarco e la movimentazione delle materie prime alla base del ciclo produttivo del siderurgico. Alla base della decisione dell’azienda, il credito vantato dall’azienda e non ancora saldato, il famoso scaduto sulle fatture di lavori e operazoni già effettuate, che ammonterebbe a circa 10 milioni di euro (in realtà sono 7, che diventeranno 9 alla scadenza del contratto il prossimo 13 giugno).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/15/acciaierie-ditalia-peyrani-lascia-lo-sbarco3/)

La risposta di Acciaierie d’Italia non si fece attendere e fu durissima: definendo la decisione della ditta illegittima, e ricordando i due gravissimi incidenti mortali e ad una gru registrati nell’ultimo anno da parte dell’azienda portuale, che “hanno costretto ADI a valutare con cautela l’estensione del relativo contratto, in scadenza a giugno 2022″. E chiedendo 30 milioni di euro di danni per la mancata produzione di 20mila tonnellate di ghisa, proprio a causa dell’incendio alla gru utilizzata per lo scarico di materie prime.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/31/acquisto-ex-ilva-closing-slitta-al-2024/)

L’accordo in questione, che potrebbe diventare operativo nei prossimi giorni. prevederebbe il pagamento alla ditta Peyrani del credito vantato. A sua volta la ditta venderebbe ad Acciaierie d’Italia le due gru di sua proprietà che operano al quarto sporgente del porto di Taranto, sulle quali andrebbe ad operare personale di Acciaierie d’Italia. Questa intesa prevederebbe la concreta possibilità per la Peyrani Sud, alla scadenza del contratto prevista il prossimo 13 giugno, o di continuare a lavorare per il siderurgico siglando una nuova intesa oppure lasciare l’appalto dopo decenni di attività, continuando ad operare nel porto di Taranto grazie alla commessa con la Vestas relativa alla movimentazione degli impianti eolici. Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/31/dissequestro-ex-ilva-no-della-corte-dassise2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Acciaierie d’Italia, Peyrani lascia?

  1. Angelo

    Giugno 2nd, 2022

    Mi spiace smentire me il rapporto lavorativo della peyrani con lo stabilimento siderurgico risale solo a ottobre 2019 e quindi due anni e mezzo e non decenni forse si e confusa l’impresa in questione con un’altra impresa portuale di Taranto presente nel porto di Taranto nel 1994 e iniziato ad avere rapporti con ex ilva nel 2012 questo mio appunto e solo per fare chiarezza su quello che c’è scritto nell’articolo

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