Continuiamo la nostra carrellata sulle questioni amministrative con le quali dovranno confrontarsi i vincitori delle prossime elezioni comunali. Dopo l’approfondimento sulla Città Vecchia, ci scontriamo con un’altra questione scottante del dibattito: la mobilità. Come sempre cerchiamo di districarci facendo il punto della situazione attuale e riassumendo le proposte dei candidati.
Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
Non si può parlare di mobilità a Taranto senza parlare del PUMS. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è stato adottato dall’amministrazione nel 2018 (con voto unanime del Consiglio Comunale, come avevamo scritto qui) e ha una validità di dieci anni. In 203 pagine esso disegna le modifiche da apportare alla viabilità, alle infrastrutture, alle norme, per ottenere l’obiettivo di una città più e meglio connessa. Qualsiasi provvedimento futuro in quest’ambito, qualunque sia il colore politico dell’amministrazione, dovrà confrontarsi con questo documento.
Esso prevede un’ampia serie di interventi. Qui conviene richiamarne almeno quattro:
- Linee BRT – Bus Rapid Transit
- Parcheggi di interscambio
- ZTAL – Zona a Traffico di Attraversamento Limitato
- Rete ciclabile
Linee BRT, si va verso il progetto definitivo
Delle linee BRT abbiamo parlato spesso su queste pagine (rinviamo, per l’approfondimento, a questo articolo del 12 aprile). Qui ci limitiamo a richiamare le linee essenziali del progetto. I Bus Rapid Transit sono un sistema concettualmente a metà fra un autobus e una tramvia. In sostanza, i mezzi utilizzati sono autobus a tutti gli effetti (preferibilmente a pianale ribassato, per migliorarne l’accessibilità, e articolati, per aumentare la capienza) attorno ai quali viene costruita un’infrastruttura fatta di corsie preferenziali e incroci canalizzati che ne garantisca la precedenza sul traffico circostante, proprio come accadrebbe per un tram. Il progetto si propone di porre rimedio a due grandi problemi della mobilità tarantina: la scarsa “leggibilità” dell’offerta di linee (con un sistema di collegamento elettronico con le fermate che tracci in tempo reale le percorrenze dei mezzi e le comunichi all’utenza) e l’ingombrante presenza degli autobus extraurbani nel centro della città. Quest’ultimo problema in particolare ci porta al secondo punto, quello dei parcheggi di interscambio.
Parcheggi di interscambio: quando in funzione?
Questo tema è fra le maggiori fonti di polemica di questa campagna elettorale. I parcheggi di interscambio sono quelle aree in cui chi proviene dalla provincia (sia in auto privata che attraverso i mezzi pubblici) può prendere un mezzo pubblico cittadino per arrivare in centro senza incorrere nei soliti problemi di parcheggio e di traffico. La dura critica degli oppositori dell’ex-sindaco Melucci riguarda il ritardo nell’attivazione di questi parcheggi, in particolare di quello di Cimino, pressoché completo ormai da molto tempo.
Il PUMS prevede un gran numero di parcheggi e nodi di interscambio:
| Nodi di Interscambio | Componenti Intermodali | Stato |
| Stazione di Taranto Nasisi | SERVIZI FERROVIARI – SERVIZI EXTRAURBANI – SERVIZI SU-BURBANI – AUTO PRIVATA – MOBILITÀ CICLISTICA | DI PROGETTO |
| Terminal intermodale passeggeri ferro-gomma “Taranto Croce” | SERVIZI FERROVIARI – BRT – SERVIZI EXTRAURBANI – AUTO PRIVATA | DI PROGETTO
(P in corso di realizza-zione) |
| Terminal Bus Mercato Vecchio | LINEE AUTOMOBILISTICHE COMMERCIALI DI LUNGA PER-CORRENZA, LINEE DI TPL EXTRAURBANE QUADRANTE OVEST, AUTOBUS TURISTICI | ESISTENTE DA RIQUA-LIFICARE E POTEN-ZIARE |
| Parcheggio di scambio “Cimino” | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA | ESISTENTE |
| Parcheggio di scambio “Auchan” | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA | DI PROGETTO
(P esistente) |
| Parcheggio di scambio Unicef – Battisti | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA | DI PROGETTO |
| Parcheggio di scambio “Toscano” | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA
Il Parcheggio di scambio dovrà essere oggetto di rac-cordo con i servizi BRT avanzati dal PUMS |
DI PROGETTO |
| Parcheggio “Quasimodo” | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA – MOBILITÀ CICLISTICA | DI PROGETTO
(P esistente) |
| Parcheggio “Pezzavilla” | SERVIZI BRT – AUTO PRIVATA – MOBILITÀ CICLISTICA | DI PROGETTO |
| Parcheggio “Tramonto” | SERVIZIO NAVETTA SAN VITO | DI PROGETTO |
| Parcheggio “Ionio” | SERVIZIO NAVETTA SAN VITO – MOBILITÀ CICLISTICA | ESISTENTE DA RIQUA-LIFICARE E |
| Parcheggio “San Vito” | SERVIZIO NAVETTA SAN VITO – MOBILITÀ CICLISTICA – IN-FOPOINT | ESISTENTE DA INTE-GRARE |
La ZTAL
I parcheggi di interscambio sono funzionali anche ad un altro obiettivo, quello di ridurre il traffico “di attraversamento” della zona centrale della città, cioè il traffico di chi attraversa tutta la Città Vecchia e il Borgo semplicemente per andare da un capo all’altro dell’abitato. Nel PUMS è previsto, come strumento per contrastare questo fenomeno, un sistema di videocontrollo delle targhe all’ingresso e all’uscita della ZTAL che sanzioni eventuali attraversamenti che durino meno di un lasso di tempo predefinito (ad esempio un’ora).
Il progetto è, al momento, esclusivamente allo stato di idea e non vi è traccia di una sua attuazione concreta. In compenso, in campagna elettorale alcuni esponenti (ad esempio il candidato sindaco Battista) hanno lanciato la proposta di una vera e propria Zona a Traffico Limitato (ZTL), ben più restrittiva, per il Borgo.
La rete ciclabile
Altro elemento di fortissima polemica già da ben prima della campagna elettorale sono le piste ciclabili. L’amministrazione uscente ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia, rivendicando il progetto di facilitare gli spostamenti in città con mezzi diversi dall’auto, come biciclette e monopattini. I tre oppositori dell’ex-sindaco Melucci, invece, compattamente bollano la realizzazione di queste piste come un fallimento e ne propongono la revisione o, in alcuni casi, l’eliminazione. Le più criticate in assoluto sono quelle di viale Liguria (che ha di fatto eliminato la corsia preferenziale degli autobus) e quella del Lungomare, realizzata attraverso una semplice segnaletica orizzontale sul marciapiede già esistente. Ma cosa dice il PUMS al riguardo?
Il corridoio urbano ciclabile prioritario
Il PUMS non scende nel dettaglio di tutte le piste ciclabili, per le quali sono stati predisposti strumenti di pianificazione appositi. Parla, però, di un “corridoio urbano ciclabile prioritario”, cioè di un’unica grande infrastruttura ciclabile che consenta di attraversare la città da parte a parte, mettendo in collegamento le piste ciclabili esistenti di San Vito-Viale Magna Grecia con l’area pedonale del Borgo e con la stazione ferroviaria e il parcheggio di interscambio Croce. Allo stato attuale, risulta approvato (lo scorso 27 aprile) solo il progetto preliminare del tratto che collegherà la pista ciclabile di viale Magna Grecia con il Lungomare (in sostanza, tutta la lunghezza di via Dante). La realizzazione del “corridoio ciclabile” è senz’altro il tassello centrale della rete ciclabile cittadina, senza del quale tutti gli altri interventi non avranno pienamente senso.
La questione parcheggi
Dulcis in fundo, lasciamo la questione che più di tutte ha fatto versare fiumi di inchiostro: quella dei parcheggi. Le criticatissime delibere della Giunta Melucci che hanno rivisto il contratto di servizi con AMAT (in particolare la 122 del 2 aprile 2021) estendendo le aree e gli orari della sosta a pagamento sono state centro del dibattito pre-elettorale. Tutti i candidati (incluso l’ex-sindaco Melucci) hanno scritto nei propri programmi di volerle rivedere o addirittura abolire. Tuttavia, la questione parcheggi non è solo una storia di strisce blu. Il problema è anche la quantità degli stalli di sosta disponibili, soprattutto nel Borgo. Anche qui, la soluzione proposta dai candidati è pressoché unanime: individuazione di nuove aree di sosta ed eventualmente costruzione di autosilos, anche in dialogo con la Marina Militare per recuperare alla fruizione cittadina alcune aree dismesse dell’Arsenale. Va detto che questa soluzione, ancorché ottimale per la mobilità, presenta alcune importanti criticità per la realizzazione. Prevedere dei parcheggi all’interno dell’Arsenale, infatti, significherebbe immaginare un flusso costante di civili all’interno di un sito militare, con comprensibili complicazioni. Non è del tutto calzante il paragone con quanto avvenuto per la campagna vaccinale, in quanto in quell’occasione si trattava di un afflusso controllato, per lo più su prenotazione e, comunque, per un lasso di tempo limitato. Tuttavia, non è da escludere che un dialogo fra Comune e Marina possa avvenire, anche sulla base di una mozione di minoranza approvata ormai molto tempo addietro dal Consiglio Comunale: quella che impegnava l’Amministrazione a chiedere alla Marina la riapertura di alcuni dei varchi attualmente chiusi all’interno del muraglione (ne avevamo parlato qui).
Una questione complessa che non si presta a facili slogan
Dalla lunghissima disamina che abbiamo presentato sinora risulta chiaro come la questione della mobilità sia estremamente complessa, richieda una programmazione dettagliata e studiata (che in parte è già stata realizzata) e, soprattutto, come non si presti a facili semplificazioni e slogan.



