Aumenta la preoccupazione tra i lavoratori della Tessitura di Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini. E d’altronde, come abbiamo scritto recentemente dopo gli ultimi eventi, non potrebbe essere altrimenti. Del resto avevamo messo in guardia in tempi non sospetti di andare cauti sulla possiiblità di reindustrializzazione immediata del sito di proprietà del gruppo lombardo.
E’ da ricercare in questa continua incertezza, la richiesta deii sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, attraverso i rispettivi segretari Francesco Bardinella, Marcello De Marco e Amedeo Guerriero, hanno scritto alla Tessitura e alla Motion Spa, alla task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli, alla Vertus, la società di scouting incaricata dal gruppo Albini per individuare un nuovo investitore, ed al sindaco di Mottola, Giampiero Barulli, oltre che al Mise, alla presidenza della giunta regionale ed all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/18/tessitura-albini-svolta-a-luglio2/)
Nella missiiva viene ricordato quanto riportammo giorni addietro, ovvero che lunedì 11 luglio le due aziende in trattativa alla vigilia del vertice in Regione, hanno inviato una nota cogiunta a tutti gli attori interessati dalla vertenza, per richiedere un ulteriore rinvio, dopo che l’incontro era stato già rinviato una prima volta lo scorso 29 giugno. Alla base della richiesta di rinvio quella di “consentire alle parti di negoziare alcune condizioni essenziali relative al processo di reindustrializzazione del sito”. Le due società sostenevano infatti che l’incontro in Regione si debba tenere “solo a seguito del perfezionamento delle intese tre le parti che auspicabilmente dovrebbe avvenire nei prossimi giorni“. I sindacati scrivono che “non avendo ad oggi ricevuto ulteriori aggiornamenti sul negoziato in corso e con l’avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali chiediamo la convocazione di un incontro“.
A chiedere chiarezza e verità anche lo Slai cobas per il sindacato di classe che ha convocato un’assemblea pubblica a Mottola per discutere della vertenza con i lavoratori e i cittadini.
E’ bene infatti ricordare che dallo scorso maggio, sulla vertenza è calato il silenzio. E’ sparita del tutto dall’orizzonte, sin dal 18 maggio, il viceministro
del ministero dello Sviluppo economico Alessandra Todde (Movimento 5 Stelle), che scese nel paese del versante occidentale della provincia ionica in vista delle elezioni amministrative (che proprio a Mottola vedevano il sindaco uscente del Movimento 5 Stelle Giampiero Barulli in corsa per il secondo mandato, poi ottenuto al ballottaggio). Con lei c’erano anche il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica, sparito del tutto anch’egli, e l’onorevole Leonardo Donno. In quell’occasione, davanti ai lavoratori della Tessitura di Mottola del gruppo Albini, alla presenza dei sindacati di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil ed Ugl Chimici, la viceministro confermò le interlocuzioni in corso tra la Motion e il gruppo Albini per addivenire in tempi stretti ad un accordo per la cessione dello stabilimento.
Sempre come riportato poche settimane fa, lo scorso 31 maggio, la Motion Spa, multinazionale di Forlì che produce la componentistica in due impianti in Vietnam e in Cina e che ha deciso di aprire un nuovo sito industriale in Italia, ha presentato ufficialmente al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Todde) la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola (per chi volesse leggere i dettagli del piano cliccalre l’articolo linkato qui sotto).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)
Infine, cosa non da poco, quello di Mottola non è l’unico sito su cui la Motion ha messo gli occhi (come scrivemmo diversi mesi fa). Infatti, lo stesso business plan presentato per Mottola, risulterebbre essere stato avanzato anche la reindustrializzazione di una parte del sito di Termini Imerese ex Blutec. La Motion farebbe infatti parte di una cordata industriale che a fine giugno ha presentato uno studio di fattibilità per rilevare l’area e i capannoni della ex Blutec, al momento in amministrazione straordinaria. Ne fanno parte due aziende straniere la ‘Shapran Group‘ Llc e ‘BrovaryAluminium Plant’ Llc che producono meccanica di precisione e alluminio. C’è poi la Comal SpA è una società attiva nel settore dell’impiantistica per la produzione di energia da fonte solare ed infine la stessa Motion che ha previsto di entrare in possesso dell’area entro il mese di luglio 2022, partendo con parte della produzione il primo gennaio 2023.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/17/tessitura-mottola-quale-futuro/)
Non il massimo dunque per lavoratori e sindacati di categoria, che vorrebbero ricevere quanto prima risposte chiare e concrete sul futuro. I 114 lavoratori coinvolti dalla vertenza, al temine della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività (che scadrà il 28 ottobre), qualora non ci dovessero essere importanti novità per la risoluzione della vertenza, ed eventualmente una al momento difficile proroga della Cigs, sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni. Inoltre, questi lavoratori, come sottolineato più volte dai sindacati, in particolare dalla Filctem Cgil, sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo grandi per essere facilmente ricollocati nel mondo del lavoro qualora la vertenza finisse su un binario morto. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)