Cambio alla direzione di Acciaierie d’Italia

 

Lascia a poco più di un anno Vincenzo Dimastromatteo: al suo posto Alessandro Labile
Posted on 10 Agosto 2022, 19:19
2 mins

Cambio alla direzione di Accieierie d’Italia: Vincenzo Dimastromatteo a poco più di un anno dall’insediamento (il 26 aprile 2021 subentrando a Loris Pascucci), non è più il direttore dello stabilimento, gli succede Alessandro Labile, già direttore per l’ambiente, la salute e la sicurezza (ruolo nel quale sino ad oggi ha seguito l’attuazione delle prescrizioni del Piano Ambientale, non a caso è sempre presente alle riunioni dell’Osservatorio Ilva).

La notizia arriva dai sindacati metalmeccanici, ai quali è stata comunicata dall’azienda (sembra con una telefonata). Che come suo custome non ha rilasciato nessuna nota ufficiale sull’avvicendamento, che ha comunque sempre giustificato come semplice turnazione ai vertici di un’azienda così grande.

Voci, come si diceva un tempo provenienti da ‘radio fabbrica‘, parlano di presunti dissidi tra Dimastromatteo e l’ad Lucia Morselli dopo i problemi subiti dall’area altiforni (in particolare per quanto riguardava AFO 1). Tanto che a giugno, per risolvere la situazione, venne richiamato in qualità di consulente per l’area a caldo l’ingegner Salvatore De Felice (andato in pensione anticipata grazie ai beneifici dell’esposizione all’amianto ai fini della valutazione del periodo contributivo) che riaccese l’impianto in pochi giorni. Pare inoltre che tra i due, Dimastromatteo e De Felice, non corresse da anni buon sangue (entrambi avevano già lavorato insieme ai tempi dei Riva) e c’è chi mormora che sull’allontanamento del primo possa aver pesato anche questo fattore.

Ciò detto, lasciano comunque pensare questi continui avvicendamenti (mesi fa era rientrato Giovanni Valentino, consulente per l’acciaieria, mentre eraandato via Giovanni Donvito, che aveva preso il posto di Vito Ancona, spostato dall’acciaieria all’energia, ora in Belgio a lavoro in uno stabilimento europeo del gruppo Riva) che lasciano immaginare un clima non proprio sereno all’interno del siderurgico.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/10/ilva-dl-aiuti-bis-firmato-da-mattarella2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Cambio alla direzione di Acciaierie d’Italia

  1. Filippo

    Agosto 11th, 2022

    Gli avvicendamenti sono conseguenza della perdita di know how conseguente all’abbandono di fatto delloStabilimento per 10 anni.E’ necessario ricostruire necessarie competenze tecniche e manageriali.Dimastromatteo è il piu’competente manager di Altoforni in Italia

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  2. Fra

    Agosto 11th, 2022

    I Riva inquinano ma chi non lo fa a Taranto ? Mai più un morto mai più sta coppa di …comunque trattano meglio i propri operai se sanno leccare abbastanza bene per cui la quale cicale cicale.. mamma mia che città di stupidì miserabili ignari di qualsiasi pericolo . Ma la Taranto croce è pulita oppure è normale che sia tutta rossa ,cosa è quarzo ,polvere di stelle ,per non parlare poi prima di arrivare a benvenuti alla « meravigliosa «  Taranto perché sta rosso ,boh cosa sarà mai ,eppure don Ferrante ha detto che non si inquina a Taranto ,e la diffida del sindacuccio è stata respinta visto che i nastri stanno bene e non perdono un granello di minerale , quel ebete che mi ha contraddetto non parla in questo caso , non dice che dico un sacco di sciocchezze visto che sei tanto saggio e saccente vedi di annà a fa in cù… siamo vittime di scherzi a parte o siamo proprio deficienti ? Domande che il Tasso chiederebbe ai posteri ( qualora a Taranto ci saranno) tanto gli spartani manderanno i loro figli in guerra « lontano »dalla città discendente di Sparta , che ridere dei rammolliti apparteniti ad un popolo valoroso e guerriero .. è proprio vero il passato di Taranto e dell’Italia è da dimenticare, quel popolo di navigatori ,di inventori di trasmigratori di poeti e di artisti ,come può dimenticare certi valori e diventare degli autentici schiavi e automi senza poi un briciolo di dignità e cervello .. la gloria di colui che tutto move perché non ci illumina e ci fa uscire dal baratro ?

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