Dopo il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, con polemica politica di un certo peso annessa (contro l’atteggiamento politico del Partito Democratico e dopo il documento del 25 agosto dei consiglieri di maggioranza del comune capoluogo con il quale avrebbero chiesto ufficialmente al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci di candidarsi), arriva anche il ritiro della candidatura a presidente della Provincia di Taranto del sindaco di Maruggio, nonché attuale vicepresidente dell’ente, Alfredo Longo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/27/provincia-dalo-arretra-e-attacca/)
Dopo averla annunciata ad inizio agosto durante l’Assemblea dei sindaci Longo, nominato vicepresidente lo scorso 5 maggio dal presidente Gugliotti (ex sindaco di Castellaneta) e nella quale aveva di fatto annunciato l’indizione della consultazione e la sua stessa candidatura come civico (eletto nel gruppo “Progetto Comune” di area centrodestra), fa un passo indietro. Anche perché, numeri alla mano, vincere questa tornata elettorale è praticamente impossibile, specie dopo il ritiro del collega D’Alò.
Il sindaco di Maruggio sottolinea infatti come “pur essendo una figura civica e trasversale non posso non considerare il quadro che i partiti, il comune
capoluogo e la Regione Puglia, stiano riservando alla Provincia di Taranto. L’elezione del Presidente è legata ad una assurda normativa che non permette ai cittadini di esprimere liberamente il proprio voto, ma dipende da sproporzionate rappresentazioni di forza che favoriscono più un accordo elettorale
tra pochi piuttosto che un democratico confronto tra proposte politiche diverse. Spero che il metodo di lavoro che ho intrapreso, ovvero quello della collegialità e della partecipazione, rimanga un principio cardine nella mente e nel cuore del nuovo presidente della nostra meravigliosa Provincia“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/28/melucci-il-dado-e-tratto/)
Tutto questo è possibile perché, è bene ricordarlo, le elezioni per il presidente della Provincia (e per il rinnovo del Consiglio che si sono svolte lo scorso gennaio), sono consultazioni di secondo livello. A votare infatti sono solo i componenti dei consigli comunali che compongo il territorio provinciale (sindaci e consiglieri): voteranno dunque tutti i rappresentanti dei comuni della provincia ionica, tranne Pulsano che è commissariato. Inoltre vige il principio del voto ponderato, ovvero hanno un peso specifico maggiore le preferenze espresse dai rappresentanti dei comuni più popolosi (quindi Taranto, Martina Franca, Manduria, Grottaglie). In particolare, nella fase di calcolo finale dei voti, la scheda viola (quella assegnata al Comune di Taranto) pesa mettamente di più rispetto alle altre. Ogni voto proveniente dal capoluogo ionico vale 1.050 punti.
Dunque, il prossimo 18 settembre a meno di clamorosi ma ad oggi non previste nuove candidature (ricordiamo che nelle scorse settimane sia il sindaco di Statte Franco Andrioli rappresentante del gruppo “Terra Ionica”, sia Fabrizio Quarto, sindaco di Massafra si sono defilati), il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci sarà il nuovo presidente della Provincia di Taranto. Il tutto, ancora una volta come oramai da tanti anni accade a queste latitudini e non solo, con il beneplacito, o sarebbe meglio dire con il ‘permesso‘ del goverantore Emiliano (che a detta del sindaco di Grottaglie due anni fa gli aveva promesso l’appoggio elettorale per la presidenza dell’ente di via Anfiteatro), vero deus ex machina di tutta la politica pugliese del così detto campo largo pseudo progressista. Auguri.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/22/2elezioni-provincia-melucci-in-pole/)
Ma tanto le capre neanche vanno a votare