Gli operai e i rappresentanti dello Slai cobas della fabbrica Tessitura di Mottal terranno domani un incontro pubblico “per chiamare alla lotta i lavoratori, a fronte della nuova situazione che si è creata con la sospensione da parte della Motion dell’impegno a prendersi lo stabilimento e con esso tutti i lavoratori. Il giorno dopo che la Motion ha fatto questo, si è assistito ad una processione per cercare di seminare passività, attese e nuove illusioni, e riprendere la trafila di passerelle elettorali, con sindacati confederali a fare da megafono: l’obiettivo di tutti è concentrarsi solo sul prolungamento della cassintegrazione. Noi siamo naturalmente d’accordo sulla proroga di un anno della cassaintegrazione. Ma la questione è invece la riapertura della fabbrica e il lavoro, la lotta contro la delocalizzazione e i padroni che vengono solo per rastrellare fondi pubblici. Questa lotta alla Tessitura è oggi più che mai necessaria” affermano dallo Slai cobas.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/02/tessitura-mottola-la-motion-non-convince2/)
L’assemblea di domani, mercoledì 7settembre, “lancerà nuove proposte e riprenderà il lavoro per rendere nazionale la lotta dei lavoratori della Tessitura Albini, in unità con le altre fabbriche colpite dalle delocalizzazioni, che per fortuna, a differenza di Mottola, sono in lotta; una lotta nelle mani dei collettivi, coordinamenti di fabbrica perché gli operai non si fidano delle direzioni sindacali dalla Gkn alla Wartsila di Trieste – si prepara una scadenza nazionale a Roma. Sabato 17 settembre nell’Assemblea nazionale di Roma ci si organizzerà per sostenere le realtà in lotta sul territorio e per collegare le lotte” concludono dallo Slai cobas.
(leggi tutti gli articoli sulla Tessitura Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)
