L’Italia continua a festeggiare medaglie d’oro su medaglie d’oro in sport affamati di successo che non sono certo quelli dei milionari che corrono dietro ad un pallone. Dopo l’incetta di metalli preziosi ai recenti campionati del mondo di nuoto, a salire sul gradino più alto è stata la nazionale italiana di pallavolo che nel giro di meno di un anno ha vinto un campionato europeo ed un mondiale, guidata da due pugliesi doc, il coach motivatore Ferdinando Fefe’ De Giorgi ( da Squinzano) ed il presidente della federazione, Giuseppe Manfredi (da Alberobello), senza dimenticare il francavillesse Vincenzo Fanizza, scopritore di talenti e osservatore di De Giorg.i
Abbiamo raccolto un po’ di impressioni tra gli addetti ai lavori coinvolti direttamente o indirettamente in un mondo, quello pallavolistico italiano, che sta vivendo una meravigliosa stagione, grazie ad un lavoro miracoloso svolto partendo dai giovani.
“Hanno fatto qualcosa di straordinario. Siamo campioni del mondo e tutti giocheranno nel nostro campionato, quindi auspico e spero per il nostro movimento pallavolistico una maggiore visibilità sui media. Abbiamo il meglio che c’è al mondo, uno sport che con tutte le difficoltà e senza grossi aiuti, riesce a restare sempre al top. La pallavolo continua a regalare medaglie e trofei a differenza di un altro che non parteciperà nemmeno ai mondiali”, si conclude con una stilettata al calcio, il pensiero di Marco Falaschi, palleggiatore e capitano della Gioiella Prisma Taranto, che ha fatto parte del gruppo allargato di questa nazionale italiana, partecipando in estate ai Giochi del Mediterraneo, dai quali è tornato con un meritato bronzo.
Il fratello di Fefe’ De Giorgi, Michele, anche lui ex palleggiatore, ovviamente è molto felice e da Squinzano racconta di quanto all’inizio di questa cavalcata trionfale c’era solo un manipolo di giovanotti da forgiare – “Qui a casa abbiamo seguito con ancora più trasporto questo mondiale perché affettivamente coinvolti. Un anno fa Fefe’ si è ritrovato a gestire un nuovo corso, un gruppo di ragazzi promettenti, penso a Michieletto ad esempio, che dovevano crescere gradatamente ed ai quali non si chiedeva certo di vincere subito. Si è trovata immediatamente la chimica giusta, si è creato un gruppo affiatato ed affamato e bene ha fatto successivamente a rinunciare a un campione come Zaytsev per puntare su Pinali prima e Romanò, lasciando intatto il nucleo originale di giocatori” .
Lorenzo Dallari, storico giornalista del volley, che ha raccontato le gesta delle vittorie della generazione dei fenomeni, trova proprio nel coach azzurro il legame con i successi dei Velasco boys – “Nel 1990 il mondiale è stato vinto dopo aver conquistato un anno prima l’europeo, tutti e due risultati sorprendenti come questa volta, il link è rappresentato proprio da Fefe’, presente in quella squadra ed in quella che ha vinto altri due mondiali nel 1994 e nel 1998. Con questo, da allenatore, sono quattro i mondiali vinti a suggello di una carriera sottorete straordinaria”.
Ed ancora – “La squadra ha impersonato perfettamente l’essenza di Fefe’ De Giorgi, personaggio molto concreto, disciplinato dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche dotato di quella capacità di sorridere e di affrontare i problemi con una certa leggerezza, in grado di sdrammatizzare le situazioni con maggiori pressioni. Ha compiuto un capolavoro assoluto, battendo i campioni di Olimpia (la Francia) ed, in casa loro, i campioni del mondo in carica (Polonia) .”
Ecco, invece, le parole del coach della Gioiella Prisma Taranto, Vincenzo Di Pinto – “Orgoglioso di essere italiano e di fare pallavolo. Una finale mondiale trasmessa dalla prima rete Rai, ci deve rendere fieri. Merito del mio caro amico Ferdinando, che con il coraggio delle sue scelte, con la sua visione vincente, con la sua competenza ed il suo lavoro, ha ottenuto risultati straordinari diventando il protagonista numero uno di un progetto che vede tra i meritevoli anche un altro amico pugliese, il presidente della Fipav Manfredi”.
Il “mago di Turi” poi si sofferma sui singoli “Mai visto giocare con quella personalità tecnica, iniziativa ed irriverenza Giannelli, idem Lavia che meritava il premio come miglior schiacciatore”.
A proposito di Lavia, si parla di un talento che giovanissimo aveva adocchiato Vito Primavera, attuale dg a Taranto, qualche anno fa a Castellana Grotte, che ricorda “Arrivò appena diciottenne ed aveva già una tecnica da fantascienza. Negli ultimi anni è cresciuto tanto fisicamente. All’epoca faceva già gola a tanti grandi club ma era troppo giovane ed i genitori scelsero Castellana per tenerlo vicino casa (è di Rossano Calabro). Lasciatemi però dire che il vero top player della nazionale azzurra è Ferdinando, ha dato serenità anche a me che sono iperteso (ride, ndc)” .
L’ex palleggiatore, ora commentatore web e televisivo, Andrea Brogioni è su di giri “Un’emozione unica ed incredibile. L’Italia torna sul tetto del mondo con una squadra che ha un’età media di 23 anni. Un successo ancora più bello perché del tutto inatteso. Nessuno avrebbe scommesso un euro dopo le finals di VNL. Sono stati semplicemente fantastici. Giustamente Giannelli ha fatto incetta di premi; Simone è il più forte palleggiatore al mondo. Mi dispiace solamente che Lavia non sia stato premiato perché a mio avviso è stato il più forte e continuo. E per finire che dire di Romanò? Aveva gli occhi di mezza Italia puntato su di lui ed il ragazzo ha risposto giocando un mondiale perfetto! Immenso Fefè De Giorgi”.
Anche un altro ex giocatore di altissimo livello, anche lui commentatore televisivo, Paolo Cozzi parla di Lavia – “E’ stato decisivo, cresciuto in maniera esponenziale, si è fatto carico dei palloni più difficili, senza nulla togliere a tutti gli altri è stato il faro nelle ultime tre partite”.
Poi parla della ricaduta che può avere sul movimento pallavolistico questo successo mondiale – “Vi racconto quello che è accaduto a me e che potrebbe accadere, spero, a tanti ragazzi ora. Vidi la finale del 1994 in tv sulla Rai e da quel momento ho iniziato a giocare a pallavolo, avevo il poster in camera dove c’era, tra gli altri, proprio De Giorgi, e sognavo un giorno di entrare anche io in un poster ed è accaduto. Spero, quindi, che questo successo serva di ispirazione a tanti giovani e che da questa generazione potenziale che si sta appassionando al volley in queste ore, possa magari emergere quella generazione che tra otto anni dia il cambio a quella attuale che con un europeo e un mondiale è nella storia di questo sport.”
Il presidente della Gioiella Prisma Taranto, Antonio Bongiovanni, spera che questo successo sia da traino per un maggiore coinvolgimento di pubblico ed istituzioni anche a livello locale “La vittoria del mondiale rappresenta non solo un momento importante sportivo ma anche educativo perché questo sport ha tanto da insegnare ai giovani. A Taranto siamo fieri e orgogliosi di poter ospitare al Palamazzola, nel prossimo campionato di Superlega, questi neo campioni del mondo. L’auspicio è che le istituzioni si accorgano di quanto prezioso sia questo successo per promuovere ed aiutare uno sport sano e per famiglie come la pallavolo.
*credito foto Federvolley
