‘Aiuti ter’, idrogeno e siderurgia a Taranto

 

Il Consiglio dei Ministri approva un nuovo decreto legge che tocca anche la città dei Due Mari
Posted on 16 Settembre 2022, 21:33
3 mins

Dal Consiglio dei Ministri odierno arriva un nuovo provvedimento per Taranto. Il CdM, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco e del Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, ha approvato quest’oggi un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), chiamato ‘Aiuti ter‘.

E nelle pieghe del comunicato stampa si legge questo passaggio: “Sono perfezionate le procedure per l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici e sono definite le responsabilità attuative del progetto che prevede la realizzazione a Taranto di investimenti siderurgici legati all’idrogeno“.

Seppur non specificato, potrebbe trattarsi di un ulteriore passaggio relativo al progetto DRI d’Italia Spa, la società totalmente controllata da Invitalia che ha l’obiettivo di realizzare, per la prima volta in Italia, un impianto di produzione del “preridotto” (Direct Reduced Iron), il bene intermedio utilizzato per la carica dei forni elettrici per ridurre la produzione di acciaio a ciclo integrato con il carbon-coke. Che nelle intenzioni dovrebbe sorgere proprio a Taranto. La società ottenne il via libera dal decreto Grandi Navi approvato nel settembre dello scorso anno, dove sempre Invitalia veniva autorizzata alla costituzione di una società, allo scopo della conduzione delle analisi di fattibilità, sotto il profilo industriale, ambientale, economico e finanziario, finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del preridotto – direct reduced iron. Il capitale sociale della società veniva determinato entro il limite massimo di 70.000.000 euro, interamente sottoscritto e versato da INVITALIA, anche in più soluzioni. Nello stesso decreto in realtà, prevedeva l’autorizzazione ad Invitalia a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705.000.000 euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell’impianto siderurgico della Società ILVA S.p.A. di Taranto, qualificato stabilimento di interesse strategico nazionale (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231)”. Cosa che però non è mai avvenuta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/15/invitalia-nasce-dri-ditalia-preridotto-per-ex-ilva3/)

Ma potrebbe trattarsi di tutt’altro. Al momento ancora non è chiaro.

Il tutto in attesa che venga definitivamente approvato il decreto legge ‘Aiuti bis‘ (il testo è ritornato in Senato che è convocato per il via libera definitivo martedì 20 settembre) che contiene il provvedimento che consentirà ad Invitalia la possibilità di a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, sino all’importo complessivamente non superiore a 1.000.000.000 euro per l’anno 2022. Provvedimento sul quale torneremo una volta approvato.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/10/ilva-dl-aiuti-bis-firmato-da-mattarella2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: ‘Aiuti ter’, idrogeno e siderurgia a Taranto

  1. Gico

    Settembre 17th, 2022

    Tutto questo dimostra che un vero e maestoso progetto di riconversione industriale e del sistema produttivo del siderurgico non esiste bensì palliative forme che consentiranno in un primo momento di mantenere l’attuale limitata produzione per poi traghettare il sito alla chiusura totale lasciando macerie e bombe ecologiche. Eppure di progetti e sostegni economici come di esempi ne abbiamo non ultimo a Catania dove ai nastri di partenza la “voltaico Valley” con 1000 nuovi occupati in partenza escluso relativo indotto e potenziale sviluppo. A Taranto è notte e nessuno per ignavia è pronto neanche a raccogliere ” la manna dal cielo”

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  2. Lucio

    Settembre 17th, 2022

    Per la produzione di idrogeno verde va coinvolta la vicina raffineria ENI per alimentare i futuri forni elettrici: si avvierebbe così una progressiva riduzione di due poderose fonti d’inquinamento del territorio (raffineria e siderurgia)

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