«La priorità è aiutare le imprese»

 

Intervista a Vito De Palma, capolista di Forza Italia nel proporzionale Camera. «Carfagna? Ingrata».
Posted on 18 Settembre 2022, 13:00
10 mins

Ad una settimana esatta dal voto politico intervistiamo Vito De Palma, consigliere regionale e capolista di Forza Italia nel collegio proporzionale di Taranto per la Camera dei Deputati.

Il Parlamento e il Governo nazionale hanno fra le mani numerosi dossier relativi al territorio tarantino. Quali sono le vostre proposte in merito?

«Sicuramente la prima questione da affrontare è quella dell’emergenza lavoro, che va affrontata in particolar modo attraverso un’attenzione alle attività produttive, mettendole nelle condizioni di poter assumere nuova forza lavoro. Per fare questo hanno bisogno che la politica fiscale sia rimodulata, in particolar modo attraverso una riduzione della pressione fiscale. La proposta di Forza Italia, come è noto, è quella della flat tax, la cosiddetta tassa piatta. La sua applicazione consentirebbe di pagare meno ma pagare tutti, e al sistema delle imprese consentirebbe di poter reinvestire quelle imposte in particolar modo nelle assunzioni di giovani, di nuove professionalità. Abbiamo necessità di immettere nel circuito lavorativo nuova linfa. Per fare questo bisogna aiutare il sistema delle imprese e non lo possiamo fare con la pressione fiscale attualmente al 70%».

Cosa rispondete a chi accusa la vostra proposta di flat tax di essere incostituzionale? Avete in mente una revisione della Carta Costituzionale relativamente al tema della progressività?

«A quelli che ci dicono che è anticostituzionale diciamo di rivedere i principi della Carta, perché secondo noi ci sono le condizioni perché la flat tax possa essere applicata in Italia, così come è applicata in 52 Paesi del mondo. Il problema vero è che tutti sanno che questa è la ricetta giusta, ma la devono ostacolare in tutte le forme possibili ed immaginabili. Forza Italia si è sempre caratterizzata per aver mantenuto gli impegni, questo è un impegno che sarà sicuramente mantenuto».

Qualche giorno fa è stata a Taranto Mara Carfagna, per molti anni uno dei volti più noti del vostro partito. Adesso ha cambiato schieramento e attualmente è ancora coordinatore del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto. Qual è il giudizio di Forza Italia sul suo operato e che cosa avete in mente per il futuro?

«Noi come Forza Italia abbiamo seguito l’evoluzione, la rimodulazione, la riprogrammazione di quella risorse, finalizzandole alle questioni urgenti. Ricordo la battaglia sull’investimento Ferretti, ricordo a chi non lo ricorda che la proposta che destina ai Giochi del Mediterraneo quelle risorse da parte del governo nazionale avvenne su proposta dei parlamentari di Forza Italia, in particolar modo del senatore Damiani, che in commissione bilancio al Senato fece passare l’emendamento. Mi fa piacere che la ministra Carfagna si sia spostata da Roma e sia venuta ad incontrare la comunità tarantina. Noi l’abbiamo affiancata in tutti questi anni per quanto riguarda le risposte concrete da dare al territorio. L’abbiamo fatto con il nostro modo di fare, attraverso le proposte, attraverso i parlamentari di Forza Italia. La ministra Carfagna non è mai stata a Taranto nemmeno quando era ministro di Forza Italia e doveva accompagnarci nella campagna elettorale per le amministrative. Ma io sono fiducioso che i cittadini di Taranto e provincia comprendano che le proposte politiche non passano attraverso una persona ma attraverso un progetto politico di un partito. Mara Carfagna ha deciso di lasciare Forza Italia, con profondo senso di ingratitudine, visto che Forza Italia l’aveva costruita politicamente. Io rimango coerente con Forza Italia all’interno dei progetti di Forza Italia».

Uno dei temi importanti della campagna elettorale del centrodestra, non soltanto in questa campagna ma da molti anni, è quello del presidenzialismo. Si è parlato spesso di riproporre su scala nazionale il modello dell’elezione dei sindaci delle grandi città. Lei è stato sindaco, cosa riprenderebbe di quel modello e che cosa invece no?

«La cosa principale che riporterei, più che quella del modello dei sindaci e di altri meccanismi che impattano con le riforme costituzionali, è il sistema di preferenze, dando la possibilità ai cittadini di scegliersi il proprio parlamentare evitando liste bloccate, anche se oggi io sono candidato in una lista bloccata. Dobbiamo portare i cittadini a riaffezionarsi della politica, perché la politica serve al territorio. Il sistema elettorale attuale sicuramente li allontana. Ad ogni buon conto, in questo momento ritengo che il problema principale sia quello di dare risposte concrete ai cittadini non solo di Taranto ma di tutta la nazione e le risposte concrete devono essere date attraverso le politiche giuste sul lavoro e sull’occupazione, e soprattutto alle imprese per quanto riguarda i costi energetici. Uno dei primi punti che il nuovo governo di centrodestra dovrà affrontare è quello di dare risposte concrete in tal direzione. Poi sul resto indubbiamente si potrà lavorare e io credo che molto vada fatto anche in tema delle riforme costituzionali, perché e necessario riportare la parola ai cittadini».

Le chiedo un commento sul voto del Parlamento europeo sulla questione Ungheria. Viktor Orban, come noto, è come voi membro del Partito Popolare Europeo. Quale è la posizione di Forza Italia su questa questione?

«Il problema del voto Parlamento europeo ritengo che oggi sia a sé stante dalle politiche nazionali. Questa campagna elettorale è una campagna elettorale che dice al popolo italiano “guardate che c’è la possibilità di avere un governo italiano finalmente eletto dal popolo, visto che siamo stati governati da governi tecnici”. È chiaro che questo argomento può anche essere interessante e sicuramente le politiche sovraniste di Orban non mi appartengono, ma voglio continuare a parlare al popolo italiano e quindi ritorno alla domanda di prima, penso che la priorità sia quella di dar respiro, lavoro ai cittadini. Probabilmente quel tema sarà interessante successivamente e in questo momento affiancarlo ai temi nazionali può essere motivo di distrazione».

Cosa risponde a chi, come per esempio il Partito Democratico, addita il problema di un governo sovranista? Lei ha parlato di governo di centrodestra. Continuerà ad essere una coalizione di centrodestra o più una coalizione di destra?

«Chi la definisce di destra lo fa solo per tentare di screditare l’avversario. Lo sanno bene i cittadini, la nostra coalizione è una coalizione di centrodestra, ideata, fondata e realizzata dal presidente Berlusconi attraverso una intuizione del passato. Noi l’abbiamo fondato il centrodestra e riteniamo che all’interno del centrodestra ci siano diverse sensibilità. La nostra caratterizzazione è quella di area moderata e lì è la barra al centro che noi vogliamo mantenere, attraverso quello che è il DNA di Forza Italia, partito liberale, europeista, atlantista e che sicuramente incarna meglio di tutti se non in maniera esclusiva i valori dell’area moderata. Perciò non mi spaventa assolutamente (anzi, è motivo di condivisione di un progetto politico) la presenza dell’area di destra. Siamo compiutamente di centrodestra e non, come qualcuno vuole farci apparire, esclusivamente di destra, per tentare di catturare magari le simpatie dei cittadini screditando l’avversario. Non è così che si può catturare il consenso. Il consenso va chiesto attraverso i programmi e i programmi sono chiari: Forza Italia rappresenta l’anima moderata del centrodestra».

Siete fiduciosi di essere la coalizione più votata nei collegi di Taranto oppure siete ancora un po’ cauti visto l’esito non proprio esaltante delle recenti amministrative?

«Io non ragiono sui pronostici, nemmeno sui sondaggi. Ragiono sulle sensazioni di questa campagna elettorale, che ci sta dando la possibilità di confrontarci “vis a vis” con i cittadini, non soltanto attraverso i social. I cittadini ci stanno chiedendo con forza di governare questa nazione. Anche la provincia di Taranto darà una risposta forte di centrodestra eleggendo i candidati di centrodestra. Non ho dubbi che i cittadini vorranno darci questa forza».

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