La società Acciaierie d’Italia smentisce le notizie circolate nelle ultime ore (sulle pagine del Corriere della Sera) in merito alla questione legata al fornimento del gas. Da quanto sappiamo, la società Eni aveva già preannunciato lo scorso giugno all’azienda che non avrebbe rinnovato il contratto a conclusione dell’anno termico, che dura dal 1 ottobre al 30 settembre dell’anno successivo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/21/ex-ilva-indotto-e-appalto-in-fermento/)
Nella nota diramata ieri sera si legg che “i dati riportati e riguardanti le relative obbligazioni contrattuali non hanno alcun fondamento” e che “le
relazioni commerciali con Eni sono improntate alla migliore e reciproca collaborazione” e che “Eni già dallo scorso giugno aveva comunicato a ADI di non essere disponibile a prolungare il servizio di fornitura oltre la data del 30/9/22, per motivazioni legate alla congiuntura internazionale“.
Tra l’altro, lo scorso 5 ottobre sempre Acciaierie d’Italia comunicò che “alla data del 30/9 non risultano pervenute offerte di fornitura gas per il mese di ottobre 2022 da parte del precedente fornitore” ovvero Eni.
Secondo alcune fonti, il taglio della fornitura del gas da parte di Eni sarebbe da addebitare ad un debito contratto da Acciaierie d’Italia pari a quasi 300 milioni di euro, smentito però dalla stessa società.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/05/ilva-ha-futuro-ma-abbandonata-per-anni2/)
Attualmente, oltre alla rete interna di recupero gas dagli altiforni, è al momento subentrata Snam società statale controllata da Cassa Depositi e Prestiti. Come dichiarato anche nelle scorse settimane dal presidente Bernabé, l’ad Morselli è impegnata nella complicata gestione di una vicenda complessa come quella della fornitura del gas, lavorando ad una diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas.
“Chiaramente l’emergenza gas riduce un pò la capacità produttiva perchè la quantità di gas disponibile va diminuendo. Perciò credo che l’azienda abbia gli strumenti per passare attraverso questo percorso un pò stretto che ha davanti e che riguarda non solo Acciaieria ma tutte le imprese d’Italia per i prossimi due anni. Saranno un pò complicati, ma ci sentiamo più forti” dichiarò l’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, parlando con i giornalisti a margine della conferenza di presentazione di un accordo di partnership con il Politecnico di Bari, ha fatto il punto della situazione sullo stabilimento siderurigico lo scorso 5 ottobre. “Questa situazione – disse ancora – ha rallentato un pò l’aumento della produzione perché il gas ha un prezzo che non posso che definire se non quasi inaccessibile. Quindi abbiamo dovuto un pò ridisegnare il processo produttivo”.
Allarmi che l’azienda già preannunciò nell’ultimo incontro romano con il sindacato e i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, quanto l’ad Morselli affermò che “Se noi abbiamo il gas oggi è perchè ArcelorMittal ha firmato una garanzia di 300 milioni di euro due giorni fa. Senza di essa avremmo chiuso tutti i forni di Taranto“.
Senza dimenticare le complessità vissute non solo in termini di attività produttiva, ma soprattutto quelle vissute nell’indotto e dell’appalto, con i sindacati in fermeto e prossimi ad una nuova mobilitazione il prossimo 4 novembre.
Il tutto in attesa che il nuovo governo riprenda in mano il dossier Ilva, che vedrà al ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica Pichetto Fratin e al ministero delle Imprese e Made In Italy (ex Sviluppo Economico), Adolfo Urso presidente uscente del Copasir. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/03/ex-ilva-il-governo-pronto-ad-intervenire/)
