La dipendenza dai social è un fenomeno che oggigiorno tormenta e affligge molte persone, colpendo principalmente adolescenti tra i 12 e i 17 anni, ma non risparmiando neanche gli adulti. Il tempo passato sui social arriva a compromettere ogni altra attività sociale, come sport, scuola e lavoro.
Alcuni sintomi della dipendenza dei social sono:
- Alterazioni dell’umore: sensi di colpa, irrequietezza, ansia e isolamento;
- Craving: : desiderio incontrollabile dell’oggetto;
- Problematiche fisiche e psicologiche: mal di testa, bruciore agli occhi, stanchezza, depressione, insonnia, agitazione, pensieri suicidi.
Per avere un responso più vicino e realistico a noi, abbiamo voluto avviare un’indagine basata sulle nostre esperienze personali all’interno della nostra classe. I risultati sono riportati all’interno del grafico che ne è risultato.
La dipendenza dai social è una forma di ansia sociale che porta a sentirsi tagliati fuori dalla società. Il fenomeno in questione viene anche soprannominato FOMO (Fear Of Missing Out). Tutto inizia con l’utilizzo spasmodico di dispositivi, quali computer, smartphone, tablet; con il tempo il loro utilizzo si trasforma in una dipendenza o addirittura in una droga. Una volta che si diventa dipendenti difficilmente si torna indietro e i social diventano una parte dell’utente. In alcuni casi questa dipendenza si è rivelata mortalmente pericolosa, in quanto ha suscitato negli utenti pensieri suicidi.
I sintomi provocati dalla FOMO possono essere i seguenti:
- Astinenza: manifestazione di stress in caso non si possa accedere ai propri account social;
- Salienza: necessità di rimanere sempre più tempo connessi;
- Problemi di salute: disturbi del sonno e depressione;
- Ansia: provocata dal non sapere cosa stiano facendo i propri amici e familiari;
- Preoccupazione: percepire le vite degli altri più interessanti e soddisfacenti della propria;
- Paura: non riuscire ad apparire sufficientemente importanti sui social media.
I pericoli dei social non comprendono solo la FOMO e la dipendenza ma anche il rischio di esporsi pubblicamente, tra questi c’è la possibilità di essere vittima di Body Shaming.
Parlando di Body Shaming, si fa riferimento al fenomeno che consiste nel giudicare negativamente il corpo delle persone. In questo caso i social diventano il terreno di caccia preferito da chi fa uso di questa pratica, in quanto garantiscono spesso l’anonimato.
Un nostro compagno di classe, di tredici anni, ha voluto raccontare e condividere con noi la sua esperienza personale.
Ci ha parlato di un avvenimento che lo ha particolarmente sconvolto ed emotivamente ferito.
E’ avvenuto tutto su Instagram, dove aveva conosciuto una ragazzina che si sarebbe inizialmente presentata come molto interessata a lui. Dopo averlo illuso a lungo, lei lo avrebbe improvvisamente respinto in malo modo, apostrofandolo con attributi quali “brutto”, “grasso” e “stupido”, insinuando inoltre che lo avrebbe anche picchiato se lui avesse provato a scriverle ancora per chiederle spiegazioni.
La dipendenza dai social può gravemente condizionare il nostro modo di vivere, ma questo non deve farci pensare di esserne condannati a vita.
Per curare questa problematica, infatti, bisogna innanzitutto riconoscere di avere un problema di dipendenza, darsi dei limiti e utilizzare strategie. Potrebbe essere utile:
- Utilizzare le app solo per un arco di tempo stabilito
- Tenere alla larga il telefono quando si lavora o si studia
- Chiedere aiuto in caso di difficoltà
- Rivolgersi alla famiglia o ad esperti (psicologi, insegnanti, adulti)
- Denunciare eventuali situazioni critiche
La tecnologia è un’arma nelle mani di tutti noi, dobbiamo essere in grado di utilizzarla nel modo corretto e al fine di migliorare le nostre vite, non distruggerle.

Maria Pamela Giufrè
Articolo bellissimo! Complimenti
Debora
complimenti, siete bravissimi!
Marta
abbiamo fatto un ottimo lavoro 🙂
Marta
ottimo lavoro!
Angela Piglionica
Siete stati davvero in gamba!! Complimenti, ragazzi
Domenico Marinelli
Un ottimo lavoro. COMPLIMENTI !
Vittoria tarantino
Ottimo lavoro
Alessio
Bravissimi. Forse c’è speranza per il futuro
Teresa
Bellissimo articolo, molto interessante
Giovanni Tartaglia
Ottimo lavoro.
Grazie ai docenti, grazie al giornalista Saracino. Grazie al Corriere di Taranto.
Bravi ragazzi.
Rossella Peluso
Un articolo non solo interessante ma molto importante, riguardo una problematica che non può essere altro che peggiorata con gli effetti pandemici attraverso l’isolamento, complimenti alla classe 3E e grazie!
Antonello
Bellissimo lavoro
Esther
Complimenti ragazzi, uno articolo perfetto.
Gabriele
ci sta ma gli articoli di altri ragazzi sono migliori