“Angelo azzurro”, un nome che evoca un mondo fiabesco, quasi fanciullesco, ma in realtà è tutto tranne che questo. E’ uno tra i più potenti cocktail a base di gin, in voga negli anni 80’, tornato di gran moda tra i giovanissimi. Costa poco, di facile reperibilità e dal sapore dolce, in grado di mandarti “su di giri” in poco tempo.

Ma non è l’unica bevanda alcolica più diffusa, oltre a quella, possiamo trovare mix di vodka liscia con altri gusti, “shottini”, gin tonic, negroni, 5 bianchi e altri con ingredienti in base alla fantasia del barman.

Purtroppo il fenomeno dell’uso ed abuso delle bevande alcoliche tra i teenagers è in costante aumento, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dichiarato, in numerose occasioni, la totale astensione dal consumo di alcolici fino ai 15 anni di età. Addirittura il 27,3% dei giovani sotto i 16 anni di età dichiara di assumere alcol sopra il limite consentito.

Recenti dati Istat evidenziano che in Italia circa il 40% degli adolescenti beve regolarmente vino, il 50% beve birra, il 22,4% beve liquori e il 13,3% afferma di essersi ubriacato almeno una volta sotto i 18 anni.

I ragazzi si procurano le bevande alcoliche nelle discoteche, bar, negozi, dove sanno che i controlli non sono rigidi e che la maggior parte di esse vengono servite tranquillamente ai minori, senza richiedere i documenti anagrafici.

Infine sono molto utilizzati anche i distributori H24, dove l’alcol è di facile reperibilità, grazie a documenti procurati da amici maggiorenni consenzienti, o sottratti ad un familiare maggiorenne, o ancora dimenticati sul posto e quindi riutilizzati.

In classe abbiamo condotto un’indagine basata sulle nostre esperienze personali con l’alcol. Da tale indagine è emerso che oltre la metà della classe ha già assunto almeno una volta bevande alcoliche e il 25% assume abitualmente bevande alcoliche nel fine settimana.

Da tali comportamenti scorretti possono derivare gravi effetti collaterali a livello organico (danni al fegato, cirrosi, diabete, ictus, disturbi cardiovascolari, neoplasie epatiche) e psicosociali (comportamenti a rischio, aggressività, violenza, assenze scolastiche, depressione, ansia, problemi di memoria).

Ma cosa spinge noi ragazzi a bere? Ce lo siamo chiesti in classe ed è emerso che la maggior parte di noi lo fa per provare nuove emozioni, per puro divertimento, nel caso delle sfide alcoliche, e per il gusto di infrangere le regole.

Nonostante i rischi e i pericoli derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche siano affrontati in famiglia e nelle scuole, purtroppo il fenomeno tra noi ragazzi non sembra diminuire. Forse occorrerebbe fare più prevenzione e maggiore informazione fin dalla scuola primaria, maggiori controlli da parte degli organi preposti, proseguire con le campagne di sensibilizzazione in maniera più sistematica, oltre ad un maggiore coinvolgimento informativo ed educativo da parte delle famiglie.

 

 

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