“Tessitura Mottola, lotta dei lavoratori non deve finire”

 

Lo Slai cobas protesta per l'atteggiamento antisindacale del gruppo Albini e di Confindustria e invita i lavoratori alla lotta
Posted on 09 Novembre 2022, 17:25
3 mins

I lavoratori della Tessitura Albini di Mottola aderenti allo Slai cobas per il sindacato di classe, tornano nuovamente ad esprimere la loro disapprovazione “a fronte della palese discriminazione antisindacale nei loro confronti. L’azienda Albini Group e la Confindustria hanno infatti convocato un incontro per lunedì 14 dal quale siamo stati tenuti fuori se non come uditori a distanza“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/04/tessitura-mottola-altri-12-mesi-di-cassa/)

“Si vuole sancire una situazione di lavoratori di serie a e lavoratori di serie b colpevoli di essere iscritti allo slai cobas – si legge in una nota stampa -. Lo Slai cobas all’interno dell’azienda è attualmente il terzo sindacato dopo Cisl e Uil e ha più iscritti di Cgil e
Ugl
– ciò nonostante queste ultime due organizzazioni sindacali sono regolarmente invitate alle riunioni – mentre si impedisce la partecipazione regolare ai lavoratori ed rsa Slai cobas con lo scopo evidente di isolarli e di ‘dissuaderli da iscriversi allo slai cobas e intimidire tutti i lavoratori da iscriversi a questo sindacato. Ora basta stiamo organizzando un ricorso legale contro questa palese discriminazione e un esposto denuncia a Procura e Prefettura“.

“Ma perché questa avversioine verso lo Slai cobas? Perché ha espresso il suo dissenso nei confronti dell’accordo firmato tra tessitura albini e OO. Sindacali confederali con il quale si da il via libera alla procedura di licenziamento senza ritorno per tutti i lavoratori dal 7 ottobre – sia pure operativa dopo un anno di cassa integrazione – si da il via libera allo svuotamento dell’azienda il che vuol dire chiudere ogni prospettiva di riapertura della fabbrica – ridotta a un capannone vuoto – o del rilevamento di essa anche per una riconversione seria. Le OO. ss confederali hanno accettato passivamente l’odioso ricatto/accordo peraltro approvato da una minoranza dei lavoratori. Lo Slai cobas lotta invece per la riapertura della fabbrica la difesa del salario e dei diritti dei lavoratori” su legge ancora nella nota.

“L’accordo prevede anche ‘l’impegno delle OO.ss a non ostacolare lo svuotamento della fabbrica con iniziative sindacale’: si tratta di una clausola illegittima che viola le libertà sindacali e le libertà di manifestare dei lavoratori. Lo Slai cobas a difesa degli interessi dei lavoratori chiede un nuovo incontro in Regione e al MiSE sulla reindustrializzazione per affrontare seriamente il problema dell’incentivo all’esodo affinché che sia un risarcimento reale ai lavoratori. Su questo gli stessi si possono e si devono unire  e si deve allargare il sostegno di tutte le forze politiche e sociali sul territori” concludono la Rsa slai cobas tessitura mottola e lo Slai cobas coordinamento provinciale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/20/tessitura-mottola-slai-cobas-invita-alla-lotta/)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: redazione@corriereditaranto.it

Commenta

  • (non verrà pubblicata)