Franco Bernabè, presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, è intervenuto durante il webinar “La filiera dell’acciaio nel Centro-Sud: numeri e prospettive“, terzo appuntamento del ciclo ‘Bilanci d’Acciaio 2022’ di Siderweb. Intervistato dal direttore responsabile di Siderweb, Davide Lorenzini, il presidente di ADI ha affermato che per il siderurgico tarantino il 2022 è stato un anno complessivamente buono nonostante le difficoltà e che l’attenzione del nuovo governo verso l’Ilva “è massima“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/17/salvare-lilva-e-la-siderurgia-italiana/
)il presidente di ADI ha ricordato che lo scorso anno l’azienda ha registrato quasi 3 miliardi e mezzo di ricavi e un Ebitda di 259 milioni e realizzato investimenti importanti (oltre 350 milioni) sia nell’ambito del piano ambientale sia per lo sviluppo tecnologico. Ha poi sottolineato che sono stati effettuati profondi interventi sulla struttura organizzativa e che è stato creato il nuovo Centro di ricerca e sviluppo per iniziative di decarbonizzazione e transizione energetica. Ancora, sono state gettate le basi del progetto Hydra per la produzione di acciaio verde con energie rinnovabili, un progetto pilota che “consentirà di produrre una valutazione su tutta la scala del processo che parte dalle rinnovabili, arriva al DRI (preridotto, ndr) e infine all’acciaio verde”. Inoltre, sono state avviate collaborazioni con Snam ed Eni per la cattura, lo stoccaggio e la riduzione della CO2 e con NextChem sull’economia circolare.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/17/2ex-ilva-i-sindacati-proclamano-lo-sciopero/)
Positivo è stato poi il giudizio sull’attenzione mostrata finora dal nuovo governo verso il dossier ADI: il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “aveva già seguito e conosce nei dettagli la vicenda dell’ex Ilva e ha dato un contributo importante alla soluzione dei problemi“, mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso “fin da quando era presidente del Copasir segue le problematiche dell’acciaio con grande attenzione“. Infine, ha menzionato il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, che da ex presidente della Regione Puglia ha familiarità con il dossier Ilva. L’impressione che Bernabè ha avuto dopo le prime interlocuzioni è che “ciò che è stato fatto dal governo precedente verrà non solo implementato ma addirittura rafforzato“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/12/acciaierie-ditalia-chiaro-segnale-al-governo2/)
Riguardo al progetto di decarbonizzazione di Acciaierie d’Italia, Bernabè ha sottolineato che esso poggia su due gambe: una è la costituzione di DRI d’Italia (la società che dovrà realizzare l’impianto di riduzione diretta), che “ha già fatto studi di fattibilità e sta lanciando le prime gare per la scelta di tecnologie e ingegneria e si sta muovendo velocemente e con grande spinta”; l’altro pilastro “è costituito dalle acciaierie e ha i problemi che tutti conosciamo, ma bisogna ricordare che le disponibilità finanziarie che sono state dedicate al sito sono importanti e aspettano che venga definito un percorso da parte degli azionisti con il quale dare impulso al progetto di crescita e investimento, progetto di cui sono note tutte le specifiche”. Del finanziamento, ha rimarcato, si conosce già l’entità e la natura, pertanto la situazione è abbastanza paradossale ma destinata comunque a risolversi: “Le risorse ci sono, i progetti ci sono, il piano sta andando avanti, pertanto a un certo punto la situazione si sbloccherà inevitabilmente“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/16/ex-ilva-tutta-una-questione-di-soldi3/)
Tornando alla vicenda ex Ilva, Bernabè ha fatto capire di non avere motivo di dubitare che, “avendo constatato l’anno prossimo che l’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) è stata completata, così come tutte le prescrizioni”, la magistratura si dovrà esprimere sul dissequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico tarantino (una delle condizioni sospensive dell’accordo di co-investimento tra ArcelorMittal e Invitalia, ndr). A quel punto “si potrà procedere”. Chiaro che, ha continuato il presidente di ADI, “abbiamo una situazione in cui le due parti devono incontrarsi e decidere cosa intendono fare. L’idea originaria era chiara. Il cambio di governo da questo punto di vista non ha aiutato, perché la situazione è così delicata che non può non avere il consenso e il supporto del governo e il partner (ArcelorMittal) deve essere tranquillizzato del fatto che l’atteggiamento dello stesso esecutivo non cambi nel tempo”.
Bernabè ritiene infine che lo Stato e ArcelorMittal si incontreranno già nei prossimi giorni e “decideranno come proseguire, se lo riterranno, in questa collaborazione. Dal punto di vista del governo l’impegno sicuramente c’è, aspettiamo di sapere se si concretizzerà in un accordo forte o meno con il partner“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/10/05/ilva-ha-futuro-ma-abbandonata-per-anni2/)

Fra
Vedete di rendere decente questo posto dall’illuminazione alla monnezza abbandonata ovunque ,di essere precisi nei pagamenti e di meritare il dissequestro ;che la magistratura vigili in maniera corretta su questo punto . I ricavi ci sono ,ma la situazione è peggiorata in maniera vertiginosa …volete lo stabilimento rendetelo decente ,così non sembra ..