Che i ragazzi siano sempre “connessi” è noto a tutti, ma che lo siano anche molti adulti ed anziani ci stupisce ancora tanto a causa dell’apparente dualismo che, invece, pone inspiegabilmente tre generazioni l’una accanto all’altra.

È difficile spiegare, ma cercheremo di farlo, come sia possibile che talvolta tra coloro i quali giudicano o addirittura condannano a priori tutto ciò che ruota intorno al mare magnum di Internet, si nascondano gli “influencer” più seguiti del pianeta, pronti a fare concorrenza ai propri figli o nipoti.

Infatti, esplorando, con la curiosità di un Ulisse 2.0, il mondo dei social ci imbattiamo in TikToker di ogni età, veri e propri idoli della cosiddetta Generazione Z, balzati agli onori della cronaca ballando, cantando, creando sketch o sponsorizzando prodotti.

Così, dall’anonimato della propria stanza alla fama conquistata a suon di like, il passo è breve e in men che non si dica si ritrovano ad essere dei veri e propri punti di riferimento per milioni di persone, dei modelli da seguire o da imitare.

Il ventiduenne Khaby Lame, senegalese di nascita, ma da sempre in Italia, ha superato i 143,3 milioni di followers con i suoi brevissimi ma originali video, diventati improvvisamente virali in tutto il mondo e non solo tra i ragazzi.

Ma tutto ciò non fa notizia perché, continuando a navigare, scopriamo che tra i più seguiti influencer ci sono quattro arzilli novantenni italiani: Severino, Giovanna, Mario e Luigina, diventate delle vere star. O ancora, senza muoverci dalla nostra scrivania, ci imbattiamo in un’altra inaspettata realtà “virtuale” che ha come protagonisti altri quattro anziani statunitensi che hanno trasformato la casa di riposo in cui alloggiano in un vero e proprio set da cui pubblicano ogni giorno, su Tik Tok, una nuova performance: balletti, challenge e consigli di moda per assecondare tutti i gusti e le tendenze.

Dunque, per analizzare meglio il fenomeno e per comprendere se quello dell’influencer venga percepito come un lavoro svolto da professionisti, una opportunità per il futuro, un modo per ottenere facili guadagni o un modello da seguire, abbiamo fatto un sondaggio sottoponendo alcune domande a tre campioni di 20 persone ciascuno, rappresentativi delle diverse fasce di età: i giovanissimi tra i 12 ed i 19 anni, gli adulti tra i 20 ed i 45 anni e gli over 45.

Ne è emerso quanto segue:

– l’80% dei giovani lo considera un lavoro redditizio che non richiede un impegno eccessivo, il 75% degli adulti un lavoro poiché garantisce un ritorno economico, mentre il 50% degli over 45 lo ritiene un lavoro ben remunerato e l’altra metà solo un modo per apparire;

– se tra i più giovani il 65% si dice attratto da questo lavoro perché consente di socializzare e di guadagnare, il 55% degli adulti e l’80% degli over 45, non lo sceglierebbe mai come lavoro per tutelare la propria privacy;

– per il 65% dei ragazzi gli influencer sono modelli da seguire poiché capaci di dispensare consigli “di vita” e di influenzare migliaia di persone, mentre per il 70% degli adulti non sono da considerarsi modelli poiché raggiungono gli obiettivi senza sacrifici; gli over 45 si dividono al 50% tra chi si ispira a loro e chi non li apprezza affatto;

-infine, riguardo la professionalità, stupisce che per il 55% degli under 20, gli influencer non siano dei professionisti –tranne qualche rara eccezione- ma solo abili nello sponsorizzare prodotti, che per il 50% degli adulti lo sono solo coloro i quali si sono formati adeguatamente, mentre per il 65% degli over 45 sono persone capaci che si impegnano quotidianamente.

Stupisce, dunque, il possibilismo degli over 45 che non disdegnano affatto le nuove frontiere della comunicazione a cui guardano con la curiosità e gli occhi di un bambino che muove i primi passi in un mondo ancora tutto da esplorare. Un mondo in cui la solitudine appare più lontana e le distanze anagrafiche si dissolvono con un semplice clic.

Quanto alla possibilità di socializzazione offerta dall’essere influencer (dato emerso dalle risposte dei più giovani) non è sempre vero. La socializzazione nel mondo reale è un processo che si svolge nel tempo anche attraverso il contesto in cui si vive, mentre nel mondo virtuale, essa è immediata, veloce e anche molto pericolosa perché non conosciamo l’identità di chi si dichiara nostro amico.

In conclusione la figura dell’influencer è stata accettata un po’ da tutti anche se il mondo degli adulti stenta ancora a catalogarla come una possibile professione ma la ritiene semplicemente legata a momenti di svago e perché no, di socializzazione.

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