“Lo Iacovone sarà una moderna agorà”

 

Intervista all'architetto Gino Zavanella, fondatore di Gau arena e progettista del nuovo stadio di Taranto
Posted on 27 Novembre 2022, 07:54
7 mins

“La mia idea di stadio si rifà all’agorà, un luogo di aggregazione e di cultura. Una condivisione comune di un grande spazio per riceverne piacere e benessere, che va oltre la partita…”, questa la frase-concept di Gino Zavanella, l’archistar dello sport, il progettista di stadi più ricercato in Italia.

Il fondatore e capo del gruppo GAU arena, la società che ha progettato il nuovo stadio “Iacovone” di Taranto, ha accettato di rispondere alle domande del corriereditaranto.it su uno degli argomenti più dibattuti in queste ultime due settimane.

Architetto Zavanella, veniamo subito al dunque, che impressione le ha fatto lo stadio di Taranto nel momento in cui ha effettuato il primo sopralluogo?

“Quella di una struttura non adatta al calcio attuale e alla città. Rappresenta un concetto superato di impianto sportivo, d’altro canto costruito decine e decine di anni fa e che non versa in buonissime condizioni.

Oggi quando parliamo di stadio moderno, ci riferiamo ad un luogo di massimo confort, in cui la gente, alla domenica, deve arrivare parecchio tempo prima dell’inizio della partita per incontrarsi, socializzare, svolgere attività di contorno all’evento sportivo.

Insomma la domenica è un giorno di festa in cui c’è anche la partita di calcio. Lo stadio moderno è uno stadio che fornisce tutta la settimana quei servizi di cui una città può aver bisogno, nel caso di Taranto una sala congressi, un centro di medicina dello sport, negozi, un museo dei cimeli storici; quindi che vive non solo una volta ogni 15 giorni”.

Qualcuno ha messo in dubbio la sostenibilità economica del progetto, asserendo che si sarebbero risparmiati soldi pubblici se si fosse deciso di operare degli interventi di ristrutturazione.

“Io penso che sia più utile alla città, in chiave futura, abbattere la struttura esistente; è stato deciso con grande serenità di prendere la strada del totale rinnovamento. Taranto merita di avere uno stadio moderno, all’avanguardia, in grado di essere un bel biglietto da visita in previsione dei Giochi del Mediterraneo. Si tratta di un’occasione unica da cogliere al volo”.

Parliamo di tempo e costo di realizzazione, preoccupato per entrambi visto il ritardo accumulato e l’aumento delle materie prime?

“I tempi cominciano ad essere maturi e bisogna dare un accelerata. In base alla mia esperienza dico che per costruire uno stadio come questo ci vogliono dai 18 ai 24 mesi. Per quanto riguarda i costi, quelli delle materie prime sono in calo e spero si stabilizzino, si aggirano intorno 50 milioni di euro totali”.

In una recente intervista al Corriere dello Sport, il presidente del Taranto FC, ha definito il nuovo stadio “Iacovone”, qualora dovesse essere realizzato, “Una cattedrale nel deserto che sfratterà la tifoseria per tre anni”.

“Non è una cattedrale nel deserto, sarà costruito nello stesso posto in cui è ora, francamente non capisco cosa volesse dire. Per quanto riguarda l’esilio dei tifosi, è una cosa prevista che debba accadere. La Juventus è andata a giocare altrove per il tempo necessario di costruzione del nuovo impianto, lo stesso farà il Bologna.

Si tratterà di trovare una soluzione provvisoria, non proibitiva per il Taranto FC, ma è un aspetto che ovviamente sarà presa in considerazione.

Tra gli sportivi di Taranto si è acceso il dibattito sulla capienza, ritenuta esigua rispetto al potenziale di una città di 190 mila abitanti, che ne pensa?

“Noi ragioniamo su dati empirici. Il pubblico negli stadi sta diminuendo. Basti pensare che sino a qualche anno fa la capienza minima per poter disputare la serie A era di 20 mila spettatori, attualmente siamo scesi a 12 mila.

Lo stadio dello Spezia, che stiamo realizzando, ha 12 mila posti a sedere e lo Spezia è in serie A ora. Ritengo che per Taranto uno stadio da oltre 16 mila posti sia una capienza comunque importante in relazione al numero di abitanti.

Un ultima domanda, di quale progetto di quelli realizzati nella sua lunga carriera, va più fiero?

“Facilissimo rispondere, l’ultimo sarà sempre quello di cui andrò più fiero”.

Ce ne sarà uno al quale è più affezionato. .

E’ chiaro che quello che mi ha dato più soddisfazione e visibilità è lo Juventus Stadium, però, ripeto, resta sempre l’ultimo quello che mi impegna di più e di cui sono innamorato perché rappresenta il risultato di tanti anni di esperienza.

 

*L’architetto Gino Zavanella, tra gli anni ’80 e ’90 acquisisce importanti commesse come la stesura definitiva dello “Stadio delle Alpi” a Torino, la realizzazione di “Sportilia, Città dello Sport”, lo stadio Euganeo di Padova, lo stadio di Salò (BS) , il Palazzetto di Fossano e vince il premio al Concorso Internazionale per lo Stadio ed il Palazzo dello Sport per i Giochi del Mediterraneo a Tunisi. Negli stessi anni collabora con Architetti di fama mondiale come Aldo Rossi e Ron Labinsky. Sulla base di queste esperienze, tra il 2003 e il 2006 è chiamato a progettare e dirigere i lavori per il centro di  allenamento a Vinovo (TO) della Juventus FC.

Nel 2007 viene decisa la demolizione del vecchio stadio “Delle Alpi” (di cui era stato chiamato a progettarne la rifunzionalizzazione)  e l’architetto Zavanella diventa Capo Progetto del nuovo Stadio della Juventus FC i cui lavori, iniziati nel 2009, terminarono nel 2011.

Nel 2009 gli viene assegnato il PREMIO FIABA come progettista del 1°stadio in Italia senza barriere architettoniche.

Dal 2007 ad oggi riceve molteplici commesse per la progettazione di complessi di livello internazionale tra cui:– Nuovo stadio di Palermo,Nuovo stadio dell’AS Roma con la gestione della famiglia Sensi, intitolato “Franco Sensi”,Nuovo stadio a Rijeka (Croazia) con annesso hotel, centro commerciale e museo,– Nuovo complesso Olimpiaco a Mostagamen, Algeria, Centro allenamento per l’Hellas Verona FC,Ristrutturazione dello stadio dall’Ara di Bologna,Ampliamento del centro di allenamento di Casteldebole del Bologna FC

5 Commenti a: “Lo Iacovone sarà una moderna agorà”

  1. N

    Novembre 27th, 2022

    Ma, per caso, voi sapete se il progetto del nuovo Iacovone prevede una predisposizione all’ampliamento della capienza? O se magari è una caratteristica di tutti gli stadi moderni? Perché, se non ricordo male, lo stadio della Juventus è predisposto all’ampliamento. E se così fosse anche per noi, il problema capienza sarebbe risolto perché al cambiare, eventuale, delle circostanze ci si potrebbe comportare di conseguenza.

    Rispondi
  2. Piero

    Novembre 27th, 2022

    Io penso che quando dovessimo arrivare in champions il problema della capienza sarebbe l’ultimo. L’ultima volta che abbiamo superato i 20000 paganti e stato piu’ di 20 anni fa.

    Rispondi
  3. Fra

    Novembre 27th, 2022

    Caro Zavanella lei forse sa benissimo tutte le disgrazie di Taranto il paese nel paesello ,avrà avvertito il senso di menzogna spudorata da parte del sindaco in primis e poi da parte di tutte le istituzioni che ci possono rappresentare,quanti disegnini stiamo vedendo in questo giornale che a dirla nel gergo aborigeno namme arricchisciut . Facciamo un esempio semplicissimo l’ospedale non sapremo mai se sarà terminato (ho i miei dubbi) da mo che ce lo dovevano consegnare ed indispensabile ,figuriamoci lo stadio (inutile ) ,finiremo per rimanere senza sicuramente e lei come il sindaco incassa il bottino a scapito di un paesello deficiente in tutto . Lei sostiene che il prezzo delle materie prime si è abbassato a chi dovremmo credere visto che non riusciamo neanche a realizzare una strada che come dice merducci le materie prime costano troppo e si rischia di far slittare il progetto della regionale 8 oltre che l’ospedale un’opera fondamentale per un paesello disastrato . Infine la finisca di fare differenze tra lo stadio della Juve o del Bologna perché qui siamo a Taranto e la società dilettantistica non ha nessun prestigio ne tanto meno la squadra rende qualcosa di buono questo è certo ,quindi bastafavolette lasciamo lo stadio dove è e pensiamo a realizzare qualcosa di veramente indispensabile per il paesotto ,tanto i concerti se si fanno sono a lungomare bloccando un’uscita della città e ormai abbiamo il fegato scattat..

    Rispondi
    • Piero

      Novembre 27th, 2022

      Ma quante studicarie che scrivi ogni giorno nei tuoi commenti. Ma perchè non te ne vai a vedere i cantieri?

      Rispondi
  4. Nicola

    Novembre 28th, 2022

    Però se dovessimo ragionare come ragiona Zavanella e se dovessimo dargli ragione visto che ha citato la Spezia, il nuovo Iacovone, in proporzione ai residenti di Taranto, dovrebbe avere 24.700 spettatori. La Spezia 92.000 abitanti > stadio da 12.000, Taranto 190.000 abitanti > stadio da 24.700.
    Quindi quando dicevo che 25.000 era il numero giusto per lo Iacovone avevo ragione, secondo il ragionamento di Zavanella. E avevo ragione anche se chiedevo di farlo almeno da 20.000, sempre secondo il ragionamento di Zavanella.

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)