Nelle ultime settimane il dibattito sulla fragilità del territorio ha particolarmente interessato i media. La catastrofe di Ischia ha rimesso al centro la questione del dissesto idrogeologico e dell’impatto del consumo di suolo sulla sicurezza dei territori. Problematiche che ciclicamente ritornano nel dibattito pubblico italiano e che si reitera ogniqualvolta ci si trovi dinanzi a una tragedia. E’ la riflessione della rete di associazioni e movimenti, il Comitato Città sostenibile.
Il mondo scientifico, gli studiosi, i comitati locali continuano pedissequamente il loro lavoro di sentinelle sui territori, ma la politica sembra essere sempre più concentrata su altri aspetti più legati a economia e profitto, lasciando in secondo piano la salute e la sicurezza dell’uomo e del pianeta.
Il 5 dicembre si celebrerà la Giornata mondiale del suolo. Difendere il suolo significa anche lottare per fermare il cambiamento climatico. La correlazione tra difesa del suolo e contrasto ai cambiamenti climatici è ormai riconosciuta anche dal Parlamento europeo. I terreni, le piante, gli alberi sono fondamentali per l’assorbimento di CO² nell’atmosfera.
Il consumo di suolo in Italia ha raggiunto valori altissimi e a una velocità che supera i 2 mq al secondo, 19 ettari al giorno. Si stima che il cemento ricopra una porzione di territorio grande quanto la regione Liguria e i soli edifici rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato (rapporto Ispra 2022). Il consumo di suolo deve essere considerato una emergenza e non solo una enunciazione di parole nelle documentazioni tecniche; né può esistere un consumo di suolo buono e uno cattivo quando ci troviamo di fronte a numeri così allarmanti e per tanti versi eloquenti.
“Per tali ragioni anche la programmazione del territorio tarantino non può eludere tali questioni né accantonare determinate problematiche, come se non fossero all’ordine del giorno, come se non si trattasse di un’emergenza reale – osserva il Comitato -. Come Città sostenibile abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni in merito alla proposta della Giunta Comunale di insediare nuove strutture nella zona Cimino (delibera del comparto32) ed in generale su tutti gli interventi che prevedono la ‘manomissione’ del suolo. La ‘terra’ deve ritornare ad essere il centro della nostra vita e la priorità assoluta, così come stabilito recentemente anche dalla nostra Costituzione che sancisce che la salute e l’ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell’economia al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana”.
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