Città Vecchia, alcune domande al Comune

 

Piazza Fontana, Piazza Castello, Mura Aragonesi: raccogliamo alcuni interrogativi di un esperto
Posted on 04 Gennaio 2023, 16:06
4 mins

Grazie ai fondi provenienti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) e da varie altre fonti di finanziamento, stanno finalmente partendo una serie di interventi che mirano a dare finalmente una nuova vita alla parte più preziosa di Taranto: la sua città vecchia. Proprio l’enorme valore del patrimonio storico rappresentato dall’isola, unitamente alla sua profonda e complessa stratificazione, impone un confronto serio e informato su come si intende intervenire.

Per ravvivare questo necessario dibattito ospitiamo, come già in passato, gli interrogativi di uno degli operatori culturali più attivi in Città Vecchia, Nello De Gregorio, presidente di Nobilissima Taranto, che più volte ha collaborato con noi del “Corriere” (ultimamente intervenendo in due episodi della nostra serie documentaria “Taranto: la città nella città”, che vi invitiamo a rivedere su YouTube).

Partendo da Piazza Fontana, la prima criticità che De Gregorio evidenzia riguarda la portata dell’intervento. Il render diffuso dal Comune lascia infatti intendere che il lavoro di progettazione riguardi esclusivamente l’area centrale della piazza (quella che ospita la fontana, per capirci). Non sarebbe prevista, invece, una valorizzazione delle poche preesistenze superstiti delle antiche strutture di fortificazione, come i resti della Cittadella che sono visibili appena sul livello dell’acqua a destra del Ponte Sant’Egidio (provenendo da Porta Napoli). È previsto qualcosa in futuro per la loro valorizzazione? Bene invece, secondo De Gregorio, la ripulitura della fontana («finalmente si è capito che la Fontana di Carrino va valorizzata») che, sebbene controversa, rappresenta un simbolo di una fase storica della città. Bene anche la rimozione, rispetto al primo render diffuso, della vegetazione sulle facciate degli edifici (sul modello “bosco verticale”), elemento estraneo alla tradizione del luogo.

Anche sul versante esattamente opposto, quello di Piazza Castello, la critica riguarda un’estensione apparentemente troppo limitata dell’intervento. Bene, infatti, la pedonalizzazione della piazza e il ripristino delle pavimentazioni, ma perché nessun intervento sull’area archeologica oggi coperta dai giardini? E ancora, dal progetto definitivo si attende una risposta anche su come saranno riqualificate le pavimentazioni. Giova ricordare, in proposito, che proprio dinanzi all’ingresso del Castello si trova una pavimentazione ottocentesca in chianche calcaree bianche ben diverse dal basolato lavico che siamo abituati ad associare ai nostri vicoli.

Il basolato bianco di piazza Castello, oggi coperto dall’asfalto. Per la foto si ringrazia Nello De Gregorio

E ancora, in tema di pavimentazioni storiche, a che punto sono i rilievi per il grande cantiere di ripristino delle pavimentazioni in via Duomo, via Di Mezzo e nei vicoli che le incrociano? Quanto è rimasto delle chianche originali e quanto dovrà essere sostituito? Con cosa sarà integrato il “puzzle” antico?

E infine, ultima provocazione: a che punto è la valorizzazione delle mura aragonesi su cui corre Corso Vittorio Emanuele II? In che stato di manutenzione è la “mensola” in cemento armato su cui è collocato il marciapiedi? E, soprattutto, esiste una volontà reale (prevista solo come opzione nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) di pedonalizzare il corso e, così facendo, rimuovere la “mensola” e rendere le mura pienamente visibili ed apprezzabili anche dall’alto?

Le risposte a tutte queste domande si troveranno nei progetti esecutivi, ma intanto è necessario che questi interrogativi si impongano all’attenzione della cittadinanza, perché gli interventi di riqualificazione non siano vissuti passivamente ma con partecipazione verso quello che resta un patrimonio pubblico inestimabile.

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2 Commenti a: Città Vecchia, alcune domande al Comune

  1. Fra

    Gennaio 4th, 2023

    Ma avete visto che incapaci ,ma avete notato che inefficienza,stanno rovinando secoli di storia e tradizioni ,a lanterne in man a u’cecate,che si può fare se non hanno il coraggio di dimettersi ,altri quattro anni vedremo Taranto sprofondare negli abissi ,è sicuramente questo il loro obbiettivo ,altro che rinascita ,il declino . Le menzogne ,le chiacchiere ,l’incapacità sono queste le vostre qualità ,quella fontana del Carrino prima pisciava un pochino adesso oh sembra morta come il resto del paesotto ,una manica di scellerati. Ma perché San Domenico così andava rifatta ? La vecchia pavimentazione asfaltata e le mura pittate con semplice quarzo colorato come se a quei tempi avrebbero mai potuto fare un obbrobrio del genere e ancora ne faranno di danni. Per non parlare della zona dopo la discesa vasto ,mamma mia tra monnezza ,degrado e inciviltà stanno bene a seminare rinascita ,il danno con tutta la beffa ,più incapaci non si può .

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  2. Fra

    Gennaio 4th, 2023

    Quei soldi del cis avremmo potuto asfaltare le strade del comune e di tutte le sue povere e abbandonate frazioni ahimè speriamo si possano distaccare dal paesotto prima o poi così non va bene ,non sembra cambiato molto il perimetro della vecchia Taranto ancora è impresentabile e imbarazzante presentarla a qualcuno ,entrare ci vuole coraggio e speranza che prima o poi qualcosa cambi ,un vero peccato tutto ciò che è sgarrupato rimarrà tale se non si interviene sul serio affidando il posto a gente che vuole valorizzare ,sinceramente tutto lascia a desiderare e tanta bellezza sprecata non darà i frutti sperati ,inutile che mostrare cantieri e impalcature personalmente quella rinascita che tanto vi vantate di seminare non si vede per niente e spero che il vostro elettorato si renda conto che schifo ha combinato dandovi la fiducia di gestire Taranto ,una delle ultime provincie di Italia .

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