| --° Taranto

E’ stato inoltrata alla Procura della Repubblica, ai sensi dell’ art. 335, 3° comma del C.P.P, una richiesta di informativa sull’esposto denuncia sottoscritto da 216 cittadini in merito alla realizzazione del porticciolo turistico in zona Blandamura – San Francesco degli Aranci. Ad essere interessato, un suggestivo tratto di costa sottoposto a vincolo paesaggistico, dichiarato di notevole interesse pubblico, con una rigogliosa pineta che digrada verso il mare e nel cui specchio acqueo adiacente insiste anche la presenza di un posidonieto protetto come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.). 

“L’esposto è stato presentato il primo settembre dell’anno scorso nel mentre i lavori in corso trasformavano una vasta area di macchia mediterranea lungo la scogliera in un paesaggio lunare con perdita delle sue peculiarità vegetazionali e paesaggistiche – ricordano dal comitato che si oppone al porticciolo -. Nell’esposto i cittadini denunciavano il presunto mancato rispetto delle norme previste dal PPTR e delle prescrizioni imposte dalla Regione Puglia nelle conferenze dei servizi nonchè la legittimità degli atti rilasciati dal commissario ad acta Blonda e dal comune di Taranto. Chiedevano, inoltre, l’immediata sospensione dei lavori e sequestro dell’area”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/05/22esposto-su-porticciolo-zona-blandamura/)

La concessione demaniale marittima rilasciata dal commissario ad acta dott. Tommaso Blonda nel 2015 e la convenzione sottoscritta nel 2019 tra comune e società risulterebbero infatti inficiate, tra l’altro, dal mancato rispetto del vincolo di inedificabilità gravante sulla particella 15 per la sua tipizzazione come “Bosco e Macchie/ Biotopi” ed il suo essere inserita nel catasto delle aree percorse dal fuoco. Sulla stessa particella, inoltre, gravava il vincolo di ‘zona speciale A3’ e la destinazione a parco in caso di sdemanializzazione, che sarebbero in antitesi con la costruzione di un porticciolo turistico. Nel merito anche la stessa avvocatura del comune, a quanto risulta, aveva espresso perplessità, senza trovare ascolto. Del resto, come area percorsa dal fuoco la particella non poteva mutare la sua destinazione urbanistica per 15 anni. Si riscontrerebbe, inoltre, una violazione della L.R. 17/15 che vieta il rilascio di concessione demaniale nelle aree di macchia mediterranea” ricordano dal comitato. Il commissario ad acta, in seguito a ricorso della società interessata, era stato nominato dal Tar nel 2012 per chiudere il procedimento ancora in corso dal 1998 e più volte modificato per incertezze istituzionali sulle norme da seguire. Il Tar imponeva solo l’obbligo di rilascio dell’atto finale lasciando allo stesso commissario ad acta la facoltà di rilasciare o meno la concessione demaniale” si legge ancora nella nota del comitato.

Nell’ultimo periodo i lavori sono andati a singhiozzo, ma sono proseguiti. I cittadini firmatari dell’esposto, presentato ormai mesi fa, sollecitano un’immediata e definitiva sospensione dei lavori da parte delle autorità. Il loro esposto fu presentato unitamente ad un altro sottoscritto dalle associazioni ambientaliste con le medesime richieste. Oltretutto i lavori in corso non consentono l’accesso al mare e, in caso di incendio nella parte soprastante della pineta Blandamura, potrebbe crearsi una situazione di rischio per gli eventuali fruitori. Non si concepisce che il pur auspicato sviluppo turistico dell’area jonica possa avvenire con un nuovo devastante impatto e non su criteri di sostenibilità e di tutela ambientale e paesaggistica” concludono per il Comitato San Francesco degli Aranci – Blandamura Leo Corvace, Fabrizio Marzulli, Francesca Boccardi, Francesco Gaudio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/01/25/1petizione-per-la-pineta-di-torre-blandamura-piu-di-6mila-firme/)

2 risposte

  1. Questa cosa orrenda va fermata. Ma chi ha dato la concessione a questi palazzinari d’altri tempi? (che già anni fa hanno rovinato parte della costa con quell’orribile cascata di cemento del mon reve. ) Chi gli da la concessione di metà spiaggia di porto cupo d’estate? Oltretutto mi sembra anche molto strano il business, non siamo a Montecarlo: una volta buttato tutto quel cemento a mare ma davvero pensano loro e chi li finanzia che venga qualcuno?

  2. E poi vi preoccupate del comparto 32 che rivaluterebbe una zona schifosa di Taranto ,questa invece che è un oasi viene dato il permesso di distruggere ,per questo dico che i tarantini non hanno nulla a che fare con gli spartani . Lega ambiente cosa dice ,i paladini della giustizia tarantina cosa fanno ,nulla ….

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