Si complica drammaticamente la corsa verso la salvezza della Gioiella Prisma Taranto (13 punti in classifica), passata da una settimana all’altra dalla gioia per il successo con Verona, alla depressione per la sconfitta netta (3-0) rimediata sul taraflex di Padova (14 punti), diretta concorrente per la permanenza in Superlega. A ciò va ad aggiungersi la seconda vittoria consecutiva di Siena (questa volta 3-1 in casa con Cisterna), fanalino di coda, dato quasi per spacciato sino a due settimane fa, che ora va sentire il suo fiato (12 punti).
Questa volta non si possono risparmiare critiche ad una Gioiella Prisma Taranto che si presenta a Padova ben sapendo di essere in gravi difficoltà di organico (senza l’opposto Stefani infortunato, senza un secondo opposto di ruolo in panchina) che vanno, adesso o mai più, subito assolutamente colmate dal club sul mercato senza perdere altro tempo che sinora se ne è perso sin troppo.
Basti pensare che i rossoblù hanno terminato il match con Padova addirittura con il centrale Gargiulo, finto opposto, che ha rilevato un opaco Ekstrand (ruolo schiacciatore), impiegato dalla prima battuta al posto di Stefani. Questa la dice lunga su una panchina sempre più corta, quasi da club di serie A/2.
La sconfitta, pesante per la classifica e per il prosieguo della stagione, porta con se’ anche qualche comprensibile scoria di nervosismo dato che Antonov pare non abbia gradito il cambio con Andreopoulos a fine terzo set e se al termine della gara pare che tra il libero Rizzo e coach Di Pinto ci sia stato un acceso scambio di punti di vista.
E’ chiaro che nulla è perso e che i margini per raggiungere una nuova miracolosa salvezza ci sono tutti ma è ora che tutti facciano la loro parte.
Il match con Padova assomiglia molto a quello perso lo scorso anno con Vibo Valentia nel girone di ritorno. Scontro diretto, sorpasso in classifica e Taranto nella buca, dalla quale seppe tirarsi fuori.
Oggi come allora un giapponese ha solcato il match con le sue battute (ieri Nishida, oggi Takahashi) mandando in tilt il sistema di ricezione di Taranto nel secondo set quando i rossoblù hanno incassato un pesante parziale di 7-0 (da 15-17 a 22-17), subendo tre ace diretti.
Il giapponese Takahashi (18 punti di cui 5 in battuta), ha anche sferzato i suoi avversari con dei pallonetti che la difesa della Gioiella Prisma Taranto non è mai riuscita ad intercettare. Non è bastato il solito buon Loeppky (20 punti), costretto a fare gli straordinari in attacco (32 palloni schiacciati, 47% di efficienza) anche a causa della serata negativa di Ekstrand e Antonov. E quando la ricezione ha cominciato a balbettare, per Falaschi le alternative si sono ulteriormente assottigliate visto che non ha potuto spingere di più sul gioco al centro.
TABELLINO
Progressione set (25-21; 25-21;25-20)
Durata partita – 88 minuti
PALLAVOLO PADOVA
Saitta1, Petkovic 5, Volpato 5, Crosato 6, Takahashi 18, Asparuhov 16, Zenger (L, 40% ricezione perfetta); Gardini 1, Canella ne, Zoppellari ne, Guzzo 5, Desmet ne, Lelli ne. All.: Cuttini
Statistiche – bs 21, ace 7, mv 11, errori in attacco 5, attacco 50%, ricezione positiva 39% (14% perfetta)
GIOIELLA PRISMA TARANTO
Falaschi 3, Ekstrand 4, Alletti 5, Larizza 3, Loeppky 20, Antonov 7, Rizzo (libero, 36% ricezione perfetta); Gargiulo 1, Andreopoulos 2, Pierri(L) ne, Cottarelli 0. All.: Di Pinto
Statistiche – bs 12, ace 2, mv 10, errori in attacco 5, attacco 40%, ricezione positiva 52% (33% perfetta)
Arbitri: Simbari e Cerra
