Senza parcheggi, commercio a fondo

 

L'analisi delle associazioni di categoria e l'amaro sfogo di una giovane imprenditrice
Posted on 05 Marzo 2023, 07:59
6 mins

L’economia globale e locale si sta evolvendo e gli imprenditori e gli amministratori pubblici dovrebbero essere pronti ad adeguarsi ai cambiamenti. A quanto pare il tessuto imprenditoriale locale non è ancora pronto e sta subendo molteplici battute d’arresto. Quali sarebbero le cause? Eccole in sintesi: la desertificazione del centro cittadino, la spietata concorrenza con gli store online e seppur in minima parte, l’incremento delle attività straniere.

Il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande, e il coordinatore regionale di Casartigiani, Stefano Castronuovo, sono allarmati e chiedono all’amministrazione comunale di essere ascoltati. “Anni addietro abbiamo già manifestato – dichiara Giangrande – la nostra preoccupazione per le imprese in affanno, già duramente stremate dalla pandemia.

La situazione tarantina è allarmante. Le nostre proposte di agevolazione alle start up non bastano perché devono essere supportate dalla volontà e la responsabilità politica tramite altri interventi. Spero che qualcuno – conclude – al più presto se ne renda conto e capisca davvero cosa stiamo vivendo”.

Desertificazione del borgo cittadino.  Uno dei principali problemi che contribuisce all’abbassamento delle saracinesche è la desertificazione del borgo. Complice la mancanza dei parcheggi sia per i consumatori sia per i titolari. “Se avessi bisogno di un articolo per la casa – spiega Castronuovo –   sarebbe più facile acquistarlo online perché ci sarebbe più scelta e soprattutto perché lo farei seduto comodamente a casa ed eviterei di stressarmi per trovare parcheggio”.

Secondo il coordinatore regionale di Casartigiani si è perso il “piacere di fare compere” passeggiando per le vie cittadine: “Bisogna che l’amministrazione investa nella viabilità per invogliare il consumatore a scegliere il negozio del vicinato, anziché il centro commerciale”.

Per Giangrande un altro fattore che non agevola l’imprenditoria locale sono gli affitti esosi dei locali. La soluzione potrebbe essere che “gli amministratori debbano confrontarsi con gli imprenditori e i proprietari immobiliari per cercare dei compromessi sugli affitti. Non affitti il locale? Paghi l’Imu al massimo viceversa, se affitti si riduce”.

La concorrenza online. Le piccole imprese e i negozi a conduzione familiare sono costretti a chiudere i battenti perché è quasi impossibile competere con il commercio online. Il presidente di Confcommercio spiega che questo problema non è dipeso dalla concorrenza del libero mercato, ma dalla tassazione: “Le piccole aziende non riescono a sopportare il confronto con gli store online perché sono stremate dalle tasse. In Italia la tassazione varia a livello nazionale, regionale e locale e la disparità si aggira attorno al 68%. Di conseguenza la competitività che ne deriva è minore”. Confcommercio si sta battendo affinché le regole “siano uguali per tutte le aziende”. Inoltre, Confcommercio sostiene le start up a investire nel commercio tradizionale, tramite incentivi e agevolazioni. “Anche se è chiaro che la tassazione spaventa tutti” conclude Giangrande.

Le imprese straniere. In dodici anni, dal 2010 al 2022, il numero degli imprenditori stranieri a Taranto e provincia è aumentato del 78,9%.  Castronuovo chiarisce che “il target dei negozi degli imprenditori immigrati dall’Africa è prettamente rivolto alle loro comunità”.

”Sono pochi – prosegue – gli effettivi imprenditori stranieri in crescita e la richiesta di corsi di abilitazione, presso i nostri uffici, lo confermano”. Il coordinatore regionale di Casartigiani pone l’attenzione anche sulle imprese asiatiche: “I cinesi sono più propensi a investire negli Stati europei perché dispongono di una liquidità importante e di agevolazioni statali. Rispetto agli italiani, nella fase iniziale sono più tutelati, mentre noi dobbiamo far fronte a un sistema bancario che attualmente è bloccato”.

La disperazione dei commercianti. Una giovane imprenditrice, proprietaria di due negozi di abbigliamento nel borgo, a marzo festeggerà dieci anni. È fortemente preoccupata perché rischia di chiuderne uno. “Ormai per i cittadini – racconta – il centro è sinonimo di parcheggio. I nostri clienti, infatti, sono per la maggior parte abitanti dei dintorni. Spesso, mi capita anche di ascoltare gli anziani che preferiscono non spostare le auto per paura di perdere i parcheggi. E le lasciano lì per mesi, rischiando di comprometterle. Basterebbe semplicemente costruire dei silos o usufruire degli spazi inutilizzati”. Per l’imprenditrice, i social network sono un aiuto importante: “Se non fosse per la vendita online, non riuscirei a vivere perché il 60% dei guadagni è dipeso dalle spedizioni. Infatti, mi dispiace per i colleghi più anziani che hanno una visione tradizionale del commercio e non riescono ad adeguarsi ai tempi”. La speranza della commerciante è che la categoria venga ascoltata, al più presto, dalle istituzioni: “Amo il mio lavoro e non riuscirei a vedermi in altre vesti. A che serve abbellire la città con le luci se poi viene trascurato il resto? Ascoltateci o rischiamo di morire”.

*foto Paolo Occhinegro

 

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4 Commenti a: Senza parcheggi, commercio a fondo

  1. angela

    Marzo 5th, 2023

    A proposito dei problemi e delle difficoltà del commercio locale e nelle zone del centro città e dei negozi tutti che ci sono vari elementi che voglio segnalare:
    – se un prodotto acquistato on line non ti piace e cambi idea lo puoi restituire e ti consentono il cambio o addirittura la restituzione delle somme, cosa che nei negozi ti puoi sognare;
    – capita di frequente che i nostri negozianti non accettano carte di credito perché il sistema non funziona, dicono!
    – quanto ai parcheggi esiste una difficoltà, in generale, attualmente aggravata dai tanti lavori di manutenzione stradale che comunque occorre fare;
    – molti posti auto che si potrebbero liberare dipendono dal fatto molti sono occupati per l’intera giornata proprio dai negozianti e dai commessi che potrebbero optare per la passeggiata o i mezzi pubblici.

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  2. Piero

    Marzo 5th, 2023

    Mentalita’ da anni 70. Ilmondo sta cambiando, aggiornatevi

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  3. Fabio

    Marzo 5th, 2023

    Ritengo che occorre dare un segnale ai commercianti e a tutto il tessuto imprenditoriale. Sicuramente i parcheggi sono uno dei problemi, ma non solo. La possibilità di dare indietro ciò che si acquista online non può e non deve essere un limite anche xche anche chi vende al pubblico può ( e dovrebbe ) farlo. La vera problematica a mio avviso sono

    – i costi fissi che creano punti percentuali maggiori che vanno ad aumentare il costo finale per la vendita. (Tasse e affitti troppo alti) potrebbero crearsi dei protocolli d’intesa tra istituzioni e aziende.
    – L assenza del turista che possa spendere
    – la costante permanenza dei lavoratori tarantini in cassa integrazione. (Taranto prima in classifica x maggiori cassaintegrati)
    – aumentare attrazioni e intrattenimenti serali nel centro cittadino. (Da parte di istituzioni e commercianti) il vantaggio della nostra città è il clima mite che consentirebbe programmazioni.
    – investimenti accurati x agevolare lo Street food per aziende che vorrebbero vendere prodotti tipici tarantini.
    Servirebbe sicuramente creare un tavolo tecnico tra le associazioni e le istituzioni per consentire la gestione degli investimenti a fronte delle richieste.
    – pubblicizzare il territorio xche il nostro centro il nostro lungomare la zona taranto vecchia non hanno nulla da invidiare a centri come bari, lecce, napoli ecc. solo che in questi centri la gente preferisce passare il week end. Da noi?!?!

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  4. Fra

    Marzo 6th, 2023

    Ma se solo in via Cesare Battisti ci sono una decina di megastore cinesi ,per non parlare in città piena zeppa ,ma come cavolo fanno, con la stessa mentalità tarantina ,un negozio vicino ad un altro e senza temere crisi di alcun tipo . Mentre noi pieni di tasse e quindi di rivalità e concorrenza straniera tra un po’saremo davvero costretti ad addrizzare le banane . Insomma i parcheggi neanche a pagamento ci sono ,e poi ci sono pochi negozi in città ,bisogna che ci siamo negozi all’altezza della concorrenza ,qualcosa che non sia “aspettare i saldi” ,ma un qualcosa di più … vedi Bari che oltre i mille negozi da un po’ ha anche il marchio della ditta Primarx una concorrenza spietatissima ,la gente fa la fila per entrare … va bene ci rimangono i mozziconi ,la spazzatura ,gli escrementi del cane ,le buche da golf ,le tracce dei lavori ,l’inquinamento e il nulla cosmico . Degna degli ultimi posti in classifica . Ancora non è pronto il parcheggio di quel fatiscente ospedale che abbiamo ,stiamo bene ad aspettare l’inefficienza dell’amministrazione comunale ,indegna di coprire quel ruolo così importante e strategico per Taranto .

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