La Red Sport Srl (capitale sociale 10 mila euro) con sede a Taranto in viale Magna Grecia, che ha come codice Ateco della sua attività (9393.11.30) “Gestione di impianti sportivi polivalenti”, ha proposto al Comune di Taranto di realizzare un grande centro sportivo (4 campi di calcio regolamentari, di cui due in erba sintetica e due in erba naturale, più 6 campi di Padel, più una foresteria per ospitare giovani atleti), ubicato su un’area di circa 10 ettari a Lama in contrada San Domenico, nei pressi di via Primule.
La proposta doveva essere discussa nella seduta di ieri del Consiglio Comunale (sospesa prima di arrivare ad esaminare il punto in questione) mentre oggi è stato richiesto il rinvio della discussione per approfondimento della pratica istruttoria.
I soci della Red Sport srl sono il milanese Emiliano Di Bartolo (38% delle quote) Founder & Chairman di Esperia Investor, nonché Founder & CEO di Gabetti Short Rent Spa, il tarantino Antonio Ferrara (38 % delle quote, Amministratore Delegato di Esperia Investor) e la Esperia Investor srl (24% delle quote), società che ha presentato il progetto per il nuovo Stadio Iacovone e che si poggerà proprio sulla Red Sport srl per la gestione del (probabile) nuovo impianto (al momento rimasto alla mera fase progettuale ma entro i prossimi due mesi ci potrebbero essere delle novità).
Dell’idea di costruire questo grande centro sportivo che in qualche modo andrebbe a colmare la perdita del campo B dello Iacovone quando saranno avviati i lavori di rifacimento dello Iacovone ce ne parlò lo stesso Ferrara in un’intervista rilasciataci lo scorso 21 novembre (https://www.corriereditaranto.it/2022/11/21/taranto-ultima-chiamata-2/ ) nella quale usò parole d’amore nei confronti della sua città natale: “Vorrei contribuire a cambiare la narrazione di questa città, sto provando ad accendere i riflettori su di una Taranto differente da quella percepita fuori dalla Puglia che è la solita legata all’acciaio, alle ciminiere, e , purtroppo, alle morti per inquinamento. Taranto è bellissima ed ha bisogno di una strategia comunicativa differente, come quella che ha avviato da qualche anno l’amministrazione comunale”.
*immagine di repertorio
Chiedo scusa ma la “strategia comunicativa differente” sarebbe quella di lasciare la città in una situazione di decoro alquanto discutibile?