Il mistero di Villa Capecelatro, quando è stata demolita?

 

Oggi si troverebbe sopra l’attuale officina del Reparto Siluri dell’Arsenale
Posted on 18 Marzo 2023, 08:07
4 mins

A cura di Roberto Orlando  – Capita spesso, soprattutto in tempi social, che tanti appassionati, storici e amanti di Taranto, si confrontino col passato della città, soprattutto quello scomparso. Negli anni uno degli argomenti sui quali ci si infervora di più e sui quali sarebbe già scritta la verità (quasi) assoluta, diventa motivo di controversia, spesso anche da bar. Ma la passione che porta a questi confronti, basati su letture, ricordi, “ho sentito dire” e “mi hanno detto che” è da percepire come l’espressione della passione e dell’amore per Taranto.

Partiamo dalla pietra dello scandalo, quella che confonde tutti, ovvero una illustrazione molto comune, apparsa in diversi libri su Taranto e molto frequente sui gruppi FaceBook che tramandano la storia della città. Foto della villa con operai in posa e didascalia impietosa: Villa Capecelatro (demolita per costruire l’Arsenale). Perché pietra dello scandalo? Semplicemente per l’errore di interpretazione nel quale incorre chi legge quella didascalia: arsenale iniziato a costruire nel 1883, (ergo) in quell’anno è stata demolita la villa. Falso.

Facciamo un passo indietro: dal 1882 in poi, per costruire l’Arsenale, il Genio militare espropria diversi terreni che affacciano sul mar Piccolo, tra cui quelli dei fratelli Catapano, della contessa Giovinazzi, di Carlotta Coventry (erede Pepe). Ecco, sul terreno della Coventry era edificata la villa del Monsignor Capecelatro, ovvero Villa Pepe, dal nome del precedente proprietario. Ma se dovessimo affacciarci sul mar Piccolo, dov’era collocata esattamente? Una parte di quel promontorio venne sbancato negli anni e la villa oggi si troverebbe sopra l’attuale officina del Reparto Siluri dell’Arsenale. Abbiamo sovrapposto un prezioso disegno di fine ‘800 dove si vede la suddivisione delle proprietà con una mappa di Google dove, in qualche modo, si riesce vedere il cambiamento orografico negli anni.

Ciò che resta avvolto nel mistero, però, è la fine di Villa Pepe. Nelle carte dell’Archivio di Stato e del Genio militare nulla è stato trovato a riguardo. Noi facciamo riferimento agli studi e alle pubblicazioni di Mina Chirico (essenziale è “Sulla via che mena al Pizzone…”) e sulle testimonianze fotografiche custodite in Arsenale ma pubblicate su tanti libri che parlano di Taranto, ma proprio il punto su questa storia non si riesce a mettere. Di certo c’è che la villa rimase in piedi almeno fino agli inizi del ‘900 e potremmo affermare che venne demolita prima del 1910: testimoni sono le foto delle navi nel bacino Principe di Napoli (ora Benedetto Brin) nelle quali non si vede più la sagoma della villa sullo sfondo. Fino ad allora fu utilizzata per esigenze miliari e anche come caserma dei Regi Carabinieri.

Restano un paio di nodi da sciogliere. Il primo: spesso, troppo, si fa confusione tra le proprietà: i giardini dell’Ospedale Militare, dove sono custoditi alcuni reperti provenienti dalla villa del Monsignore Capecelatro, vengono associati al giardino di sua proprietà. In realtà, i giardini dell’ospedale ricadono all’interno delle proprietà Catapano e Giovinazzi e poco o nulla hanno a che fare con la villa e il parco del Monsignore. Il secondo nodo, invece, è legato al nome di Villa Pepe. Attualmente, tale nome viene dato impropriamente all’abitazione del Direttore dell’Arsenale, all’interno dello stabilimento, all’altezza dell’inizio di via Pitagora (da lì si vede un vecchio cancello di ingresso). In realtà quella villa è il casino Catapano, di proprietà di Giuseppe Catapano, la cui proprietà confinava con quella di Carlotta Coventry.

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte redazione@corriereditaranto.it

Un Commento a: Il mistero di Villa Capecelatro, quando è stata demolita?

  1. Fra

    Marzo 22nd, 2023

    Tutto rimane sepolto dal tempo e ciò che è stato non ritornerà mai più a Taranto che nasconde immensi tesori che nessuno vuole far riemergere ,in cambio si è costruito ciò che più inutile possa esistere ,armi quelle che l’Italia usa poco ,però vende e regala a chi è libero di usarle si vede . A Lecce è stato recuperato il teatro antico romano ,che a quanto pare valorizza l’intera area e inoltre a giorni dovrebbero partire i lavori di restauro dello stesso ,se non ricordo male anche da noi ne esiste uno ancora più grande e forse più bello sepolto da quella struttura inutile usata a mo di parcheggio e c’è poco da dire a parte che essere dei monnezzari non c’è rimasto più nulla di tutta quell’arte che forse è meglio sia sepolta ,ci avremmo portato i cani a fare i bisogni , o l’avremmo trovata piena di siringhe ,di mozziconi ,buste della spazzatura e quant’altro . Si può essere appassionati ,ma il presente è diverso e molto più triste ,adesso si realizzano case fatiscenti vicino a discariche ,depuratori ,parchi minerali e se si propone di creare qualcosa di nuovo lontano dallo schifo ,viene negato l’accesso e si preferisce vivere tra sterpaglie e vigneti che non producono nulla per come sono trascurati . Peccato una Taranto in mano a chi ? Vedi le tombe a camera (chiuse ) cosa facciano vedere al turista la monnezza il polverino la raffineria o le palle eoliche o lo spazio porto e le strade dissestate o la chiesa di gio ponti che oltre le ranocchie ha il colore verde dello schifo ,insieme alla fontana del Carrino (opere di due artisti che hanno interpretato Taranto in quella maniera ) non sono opere che sono apprezzate ,ma adesso mi tornano comprensibili ,non potevano fare di meglio ,c’è poco di quell’epoca per cui le opere sono state riprodotte in chiave moderna richiamando soltanto in piccolissima parte quello che un tempo è stato ed oggi non esiste più ,le colonne e i muri di acciaio , questa è Taranto la storia infangata dal presente grigio e tempestoso ,poveretti o forse sapevano che non l’avrebbero mai potute capire sti cozzari . Peccato comunque capisco di più osservando meglio le cose appaiano molto più chiare ,e devo ammettere che sono stato due geni ma non ce lo meritavamo si vede . Adesso chi ci dedicherà qualcosa di buono ?…..

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)