Di Pinto, (non) c’eravamo tanto amati…

 

Mai (ri)sbocciato l'amore tra il "mago di Turi" e buona parte del pubblico di Taranto
Posted on 19 Marzo 2023, 20:16
5 mins

La fine del terzo matrimonio tra Vincenzo Di Pinto e la Taranto del volley ha un sapore differente dalle precedenti due occasioni. La prima rottura nel 2002 fu traumatica e dovuta alla mancata iscrizione, per problemi economici, della Magna Grecia Taranto Volley al campionato di A/1 (all’epoca il presidente era un ex sponsor, Parnasso). Coach Di Pinto fu informato di tale situazione mentre era in vacanza in Egitto e stava già programmando la nuova stagione. La seconda volta nell’estate del 2007 il mago di Turi fu costretto a lasciare la panchina della Taranto Volley a causa di un problema di salute.

Questa volta, invece, si è trattato di una specie di “esonero”. Con il contratto in scadenza al 31 maggio 2023 la Gioiella Prisma Taranto del presidente Bongiovanni lo ha convocato in sede, dopo un paio di precedenti colloqui interlocutori, e gli ha comunicato che non ci sarebbero più state trattative per il prolungamento del contratto e che per la prossima stagione l’intenzione era quella di aprire un nuovo ciclo senza di lui.

La notizia ha cominciato a circolare nell’ambiente pallavolistico nazionale poco prima dell’ufficialità giunta sabato mattina. Fuori da Taranto in molti hanno cominciato a dipingere a tinte fosche il futuro della Prisma Volley come se la vita sportiva del club dipendesse esclusivamente dalla presenza in panchina di coach Di Pinto.

A Taranto, invece, la società rossoblù ha fatto sapere che si aprirà un nuovo ciclo di tre anni con l’obiettivo di consolidare ancora di più la presenza nel campionato di Superlega italiana di pallavolo.

Si sono così rassicurati i tifosi molti dei quali, in realtà, non si sono certo strappati in capelli per la perdita di un allenatore che ha scritto, in campo, pagine importanti della storia della pallavolo tarantina ma che fuori dal taraflex non ha mai brillato per simpatia, empatia e capacità comunicative. Ed infatti il gruppo organizzato di tifosi Zio’s Boys Group gli ha dedicato un inequivocabile post su facebook con tanto di hashtag #Di Pinto out.

Un amore mai sbocciato quello tra il tecnico di Turi e il pubblico di Taranto, tacciato in modo brusco dal coach, assieme ai giornalisti, di essere incompetenti di pallavolo. Tifosi mai ringraziati sinceramente per l’apporto che hanno dato al PalaMazzola.

Una guerra fredda in atto da almeno un paio di stagioni e che ha avuto il suo teatro di battaglia sui social, dove ci sono state scaramucce verbali tra un gruppetto di tifosi che ha sempre contestato l’allenatore – per le sue scelte, per il suo modo vintage di fare pallavolo, per le sue tabelle di marcia, per il suo modo di relazionarsi con l’esterno – e i parenti diretti del coach, pronti a controbattere frase su frase.

Comportamento, questo, che Di Pinto ha semplificato con il suo essere stato per alcuni periodi della stagione ermetico con il fine di  salvaguardare il suo lavoro e la squadra.

All’interno del club, invece, il tecnico  paga quel suo modo di fare che a tratti può sembrare arrogante, quell’Io messo davanti al Noi, quel lasciare intendere che senza di lui, la sua competenza, le sue conoscenze, non ci sarebbe stato futuro, come per dire “Non avrete altro Di Pinto al di fuori di me”.

Ora si cambia pagina, per scrivere una nuova storia. Come sempre sarà il taraflex il giudice sovrano. A Di Pinto va comunque detto grazie per i risultati incredibili raggiunti assieme al club in queste ultime tre stagioni (una promozione al primo colpo in Superlega e due salvezze nel massimo campionato). I rapporti si sa, prima o poi finiscono ed a volte qualche straccio vola…

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