Sono 36 i progetti relativi alla realizzazione di stazioni di rifornimento a base di idrogeno rinnovabile ammessi a contributo nell’ambito dell’Investimento 3.3 “Sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale”, missione 2 componente 2 (M2C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra questi risulta essercene anche uno per Taranto, presentato dall’Eni Sustainable Mobility S.p.A. Si tratta della uova società di Eni dedicata alla mobilità sostenibile e posizionata in modo unico come business multi-energy e multi-service focalizzato sul cliente. ed è operativa dall’1 gennaio 2023. A tale società Eni conferisce le attività di bioraffinazione, di commercializzazione e distribuzione di tutti i vettori energetici per la mobilità tra cui i carburanti anche di natura biologica come l’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e il biometano, le ricariche elettriche nelle stazioni di servizio e l’idrogeno, i bitumi, lubrificanti e combustibili in genere, nonché l’offerta dei servizi connessi alla mobilità come il car sharing Enjoy, la ristorazione e in generale i servizi presenti nei punti vendita.
In base alla graduatoria, il totale dei contributi ammissibili per la realizzazione delle 36 stazioni ammonta ad euro 103.512.831,50 vale a dire circa il 40% dei 230 milioni di euro stanziati per l’attuazione della misura nel periodo 2021–2026, come stabilito nel DM del 30 giugno 2022, n. 199. Sulla base della classifica, entro il secondo trimestre 2026, è stabilita la messa in esercizio delle stazioni di rifornimento a base di idrogeno, in linea con la Direttiva 2014/94/UE sull’infrastruttura per i combustibili alternativi. La graduatoria risulta al momento provvisoria, in attesa dell’acquisizione della documentazione e delle garanzie da parte dei soggetti beneficiari.)
(leggi gli articoli sull’Eni a Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=raffineria+eni&submit=Go
