“V 13”: redenzione impossibile dopo Bataclan

 

Da Emmanuel Carrère un resoconto dall’abisso
Posted on 24 Marzo 2023, 16:49
3 mins

Di Alessandro Epifani . Era un venerdì 13 quel fatidico giorno di novembre del 2015 quando la guerra cosiddetta “asimmetrica” entrò ancora e con prepotenza nella tranquilla  pace europea: un gruppo di terroristi provenienti dal quartiere multietnico Molenbeek di Bruxelles provocò la strage del Bataclan a Parigi. Si trattò, in verità- sul modello dei famigerati attacchi dell’11 settembre 2001- di ben 4 attacchi simultanei, tra cui uno allo Stade de France e altri nei bistrot affollati delle strade parigine.

Nella sala concerti Bataclan tre terroristi per oltre mezz’ora urlando frasi sconnesse spararono su tutti i passanti: i morti furono 130 (di 25 etnie diverse, tra cui un italiano) e oltre 300 i feriti. La Francia già era stata colpita pochi mesi prima dalla strage di Charlie Hebdo, che aveva causato 20 morti per una vignetta satirica su Maometto.

Emmanuel Carrère, tra i più noti scrittori della sua generazione, dedica a queste pagine dolorose della nostra storia recente il suo “V 13” nel quale rendiconta la grande catarsi collettiva che tra il 2021 e il 2022 ha coinvolto 14 imputati, 1.800 parti civili, oltre 300 avvocati per un dossier lungo 53 metri. Nel Palazzo di Giustizia parigino, l’8 settembre 2021 si è aperto un capitolo doloroso ma necessario per capire “…dove comincia la follia quando si tratta di Dio”.

“V 13” è il puntuale resoconto di storie minute spezzate dalla Storia di quello che Huntignton già nel 1996 aveva chiamato “lo scontro delle civiltà”, ossia l’opulento Occidente evoluto e democratico contro l’arretrato mondo islamico, ancora inchiodato ad un immaginario e ad una ritualità da Medioevo.

Il libro contiene un paradosso e da esso prende le mosse: quella notte morirono tutti, attentatori inclusi, tranne Salah Abdeslam che è l’unico imputato e l’unico condannato, benchè la verità processuale abbia dimostrato che non volle né uccidersi né partecipare attivamente alla carneficina. Eppure dimenticando secoli di giustizia riparativa, ponderosi manuali di psicologia sociale, tralasciando Calamandrei e Beccaria, i giudici transalpini lo hanno condannato all’ergastolo perpetuo, quello che da noi, tra mille polemiche parlamentari, si sta cercando di modificare dal suo status di “ostativo”: quelle mani grondano sangue e forse serve una pena esemplare per giustificare alle famiglie, ai superstiti e alla Francia tutta l’incubo vissuto quella terribile notte.

Emmanuel Carrère

“V 13”- Editore Adelphi

Traduzione di F. Bergamasco

pp 260 – Euro 20,00

Giudizio: 4 stelle su 5

 

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