“In uno dei prossimi consigli comunali si discuterà la possibilità di finanziarci due milioni e mezzo di euro per permetterci di andare avanti, facendo fronte alle esigenze dell’azienda e pagando gli stipendi. Il che non necessariamente condurrà a una stabilizzazione, tuttavia, creeremo le condizioni affinché i lavoratori possano essere a disposizione del Comune, nel rispetto delle normative vigenti”. Questo è quanto dichiarato dal numero uno di Amiu, l’azienda dell’igiene urbana del comune di Taranto, Giampiero Mancarelli, dopo il vertice che si è tenuto ieri pomeriggio in Prefettura. Al confronto hanno preso parte i lavoratori, le sigle sindacali, l’assessore con delega alle partecipate Francesca Viggiano e la dirigenza dell’agenzia interinale Tempor, i cui 130 somministrati hanno prestato servizio per l’Amiu durante la pandemia e alcuni sono fuoriusciti e altri sono in scadenza.

Ancora, buone notizie per i lavoratori perché entro fine mese l’agenzia interinale Tempor gli salderà la parte restante dello stipendio di febbraio e il mese di marzo. Domani, inoltre, verrà aperto il primo tavolo, di una serie di tanti altri, in cui i sindacati e i somministrati si confronteranno con l’amministrazione e la municipalizzata, guidata dal presidente Mancarelli, affinché si creino le necessarie condizioni per definire un percorso di continuità lavorativa. Si starebbe valutando l’ipotesi di poter creare delle liste di lavoratori da cui le municipalizzate possano attingere in caso di necessità, tramite spese etero finanziate. Per i sindacalisti USB Franco Rizzo e Uiltrasporti Carmelo Sasso, si tratta di piccoli passi avanti, tuttavia “rimane l’obiettivo principale di stabilizzare i 130 lavoratori che si sono resi disponibili anche in tempi duri come quelli della pandemia”.

One Response

  1. Certo, con i soldi delle multe a tolleranza zero, aumento della tari etc
    Speriamo che il governo metta il commissario per i giochi dove il sindaco ha detto che si dimette.
    SPERIAMO anche se non credo che lascia la poltrona .
    Tornare a fare il portuale è dura

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