Stress da traffico, parcheggio o lunghe attese alla fermata dei bus? Nessun problema, o meglio, per una buona parte dei cittadini ci sarebbe una soluzione: viaggiare in monopattino. Si può usare tramite un’applicazione, a cui dev’essere collegata una carta di credito, che serve a saldare il pagamento dopo il viaggio. Economicamente accessibile, è un mezzo rapido che consente di spostarsi facilmente in città. Meno adatto, invece, per raggiungere i quartieri periferici. Complici alcuni aspetti che sarebbero da migliorare, quali la manutenzione stradale o la mancanza di piste ciclabili che consentano di percorre percorsi più lunghi in sicurezza. Ancora, sarebbe opinione diffusa secondo cui alcuni utenti, in particolare i ragazzi, farebbero un cattivo uso del velocipede. Il buon senso a quanto pare non è ancora alla portata di tutti.
Metti un giorno a Taranto in monopattino
Gabriele (37 anni, impiegato) ogni mattina si sposta dal centro per raggiunge la zona Bestat, in sella al monopattino elettrico urbano. Starebbe valutando l’ipotesi di acquistarne uno, perché attualmente usufruisce degli abbonamenti il cui costo, di recente, è aumentato. “La prima volta l’ho usato per curiosità – racconta divertito – poi mi sono trovato molto bene e ho continuato a usufruirne per recarmi a lavoro. In centro, si sa, è complicato trovare parcheggio e non ci sono posti auto stabili garantiti ai residenti. Così, grazie al monopattino elettrico ho smesso di passare le sere in auto con la speranza di sostare al più presto”. Gabriele, tuttavia, è dispiaciuto per il modo in cui i mezzi, molto spesso, vengono utilizzati: “La maggior parte dei monopattini elettrici in circolazione sono usurati. Ancora, molti non vengono riposizionati per bene, alcuni sono lasciati nei cassonetti o abbandonati a caso per terra”. Gli è capitato anche di osservare alcuni comportamenti scorretti dei ragazzini che “viaggiano in due o in tre sullo stesso mezzo”, che “indossano le cuffie alla guida”, che “guidano contromano” o di “persone che viaggiano cariche di pesi”. Secondo Gabriele, non è possibile utilizzare il mezzo ovunque, perché ci sarebbero da migliorare alcuni tratti della viabilità stradale: “Noto con piacere che da questo punto di vista l’amministrazione comunale sta intervenendo perché la città è un cantiere a cielo aperto. Piuttosto, per quanto riguarda gli episodi di inciviltà penso che la stessa amministrazione possa fare ben poco. Credo che il cittadino medio non abbia ancora compreso l’utilità di questi mezzi, e così facendo rischia seriamente anche di compromettere la sicurezza degli altri utenti della strada”.
Anche per Walter (25 anni) studente universitario, residente al quartiere Paolo VI, si dovrebbe intervenire sulla viabilità stradale, come la riqualificazione del manto stradale e l’istituzione di più piste ciclabili in periferia. Fausto (48 anni) invece, militare pendolare che viaggia in bus da Taranto a Bari, utilizza “comodamente” il monopattino elettrico urbano per recarsi alla fermata dell’autobus. Per lui “c’è un risparmio notevole” e ribadisce come a volte sia “spiacevole viaggiare su mezzi rotti e non proprio efficienti”. La studentessa Simona (23 anni) trova molto comodo spostarsi in città col monopattino elettrico: “Sono una persona prudente che rispetta meticolosamente il codice della strada. Paradossalmente, è più comodo viaggiare in monopattino che attendere ore e ore gli autobus alla fermata”.
Chiacchierando con la Polizia Urbana
Abbiamo anche intervistato il comandante della Polizia Urbana, Michele Matichecchia, che ci ha spiegato come la città stia reagendo ai cambiamenti legati alla mobilità urbana. Nel 2022 sono avvenuti 33 sinistri col monopattino elettrico. Inoltre, Matichecchia ci ha confermato che la maggior parte delle sanzioni sono state fatte ai ragazzi. “Purtroppo, ho l’impressione – spiega – che tra i giovani il monopattino elettrico venga recepito come un gioco e non come un mezzo di spostamento, che possa giovare, sotto molti più di vista, all’ambiente e alla viabilità urbana. Questo accade sia con i mezzi privati sia con i mezzi urbani. Negli ultimi mesi abbiamo sanzionato 20 utenti per comportamenti stradali scorretti, molti dei quali si è trattato di minorenni”.
Che genere di comportamenti comandante?
“Abbiamo fatto contravvenzioni per guida contromano, a più persone che viaggiavano a bordo dello stesso mezzo e per la mancanza del casco”.
Comandante, a cosa crede sia dovuta questa leggerezza?
“In primis, dai genitori. Noi abbiamo sempre l’obbligo morale di vigilare sui nostri figli. Nel momento in cui il monopattino si sblocca, ci sono delle procedure da seguire e tra queste c’è anche la richiesta di associare una carta di credito, che poi serve a pagare la tratta. Non credo che i minorenni siano tutti titolari di un conto bancario; pertanto, credo che quando un ragazzo decide di utilizzarlo il genitore dev’esserne al corrente, così come deve conoscere che tipo di comportamento il figlio sceglie di adottare sulla strada”.
Non crede che l’educazione civica sia ancora una materia un po’ off limits nelle scuole?
“Si, è ancora un punto debole su cui bisogna lavorare. Pertanto, in collaborazione con l’amministrazione abbiamo avviato dei progetti rivolti ai più piccoli, come ‘Vigili..amo la città’. L’obiettivo è di sensibilizzare i bambini della scuola primaria sulla cultura della legalità e sono stati anche ospiti della nostra sala operativa, in cui hanno potuto toccare con mano i segnali e gli strumenti della Polizia Urbana. È importante che i bambini – ironizza il comandante – raccontino ai loro genitori che non siamo dei nemici da cui scappare, piuttosto che il nostro lavoro serva a garantire maggiore sicurezza”
Ritornando ai monopattini elettrici, alcuni fruitori hanno lamentato alcune criticità legate alla sicurezza e alla viabilità urbana. Cosa risponde?
“Questa amministrazione crede molto nei vantaggi della mobilità sostenibile. Durante la pandemia abbiamo iniziato a realizzare le prime piste ciclabili, il cui progetto è ancora in corso d’opera; infatti, dovremmo potenziare quelle già presenti in città e mi riferisco ai tratti che comprendono viale Magna Grecia e San Vito, Lungomare, Viale del Tramonto, Talsano al quartiere Tamburi. Ancora, con l’istituzione delle nuove linee elettriche veloci, le Brt, che dovrebbero transitare ogni tre minuti, i cittadini potranno fare a meno di viaggiare coi le auto, un passo avanti verso il rispetto ambientale. Ci auguriamo, pertanto, che questo tutti questi cambiamenti possano smuovere la coscienza collettiva è che ci si approcci con maggiore fiducia verso le sfide del futuro.
Qualche giorno fa l’amministrazione ha ufficializzato l’ampliamento del rapporto con la Bit Mobility, l’azienda che già gestisce il servizio di noleggio dei monopattini elettrici in città e che metterà a disposizione 700 nuovi mezzi. Con la speranza che vengano usati con maggiore attenzione e ci sia più cura.
Il cambiamento futuro di Taranto parte anche da qui. Lasciare l’auto a casa, allentare il traffico ed usare di più i mezzi elettrici a basso impatto ambientale. La rinascita? A furia di leggere questa parola ovunque, i cittadini dovrebbe iniziare a crederci, mutando in primis le proprie abitudini e facendo ricorso sempre di più a quel senso civico che sembra non appartenga proprio a tutti.


