Nuova istanza per l’area ZES all’attenzione dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio. A presentarla è stata la società UNAITALIA Solar Batterie srl, che ha richiesto di poter avviare, previa utilizzo dei benefici concessi dalla legislazione vigente per le ZES, un insediamento per la produzione industriale di pannelli PV (fotovoltaici) ed integrazione di sistemi di accumulo energetico ES ed Inverter, su alcune unità territoriali ricadenti all’interno delle aree demaniali marittime di competenza dell’ADSP MI ricomprese nel perimetro della Zes Ionica, nonché della Zona Franca Doganale del porto di Taranto.

In particolare, l’iniziativa economica sarebbe insediata nella porzione di area liberamente disponibile, che ha ospitato la caserma G. Barletta della Guardia di Finanza di Taranto, attualmente in stato di disuso, che si estende su una superficie totale di circa 6700 mq. Per la realizzazione dell’insediamento produttivo l’Autorità Portuale segnala che occorrerà la variazione degli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale esistenti. Scopo dell’iniziativa è quello di realizzare un’unità produttiva destinata alla produzione di pannelli fotovoltaici di ultima generazione, con una strategica componente innovativa di Ricerca e Sviluppo (R&S) ed un conseguente incremento dei traffici portuali. La richiesta prevede il rilascio di una concessione demaniale marittima per almeno 20 anni ed impegnandosi comunque a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, avvalendosi del regime di Zona Franca Doganale.

Inoltre, sempre l’Autorità Portuale fa presente che in sede di Conferenza di Servizi, il soggetto la cui istanza sarà prescelta dall’ente in sede di eventuale comparazione a fronte di altre istanze ricadenti sulla stessa area, dovrà produrre, con costi a proprio carico, e ad integrazione della documentazione già prodotta e della ulteriore documentazione prevista dal Regolamento Zes, gli elaborati grafici, di relazione e di norma tecnica di variante al Piano Regolatore Portuale. In quella sede sarà oggetto di valutazione il pregiudizio che detta variante potrà arrecare alle attività di programmazione e pianificazione dell’ADSP MI, nonché la compatibilità della nuova configurazione con la programmazione delle attività produttive e con i servizi portuali esistenti nelle zone circostanti. Detta area è inserita nella perimetrazione della ZES Jonica e della Zona Franca Doganale del porto di Taranto ed è compresa nel Sito di Interesse Nazionale ai fini della bonifica ambientale. In caso di rilascio dell’Autorizzazione Unica, il canone concessorio sarà individuato in base a quanto previsto nel Regolamento recante le “Procedure Amministrative in materia di demanio marittimo” vigente alla data di rilascio dell’Autorizzazione Unica stessa.

Registriamo dunque una nuova, ennesima istanza per il porto ionico, che anche grazie a queste iniziative economiche legate alla ZES, cerca il definitivo rilancio economico, aprendosi a varie attività eocnomiche alternative che non siano quelle legate alla grande industria e al traffico merci.

(leggi tutti gli articoli sulla ZES Ionica https://www.corriereditaranto.it/?s=ZES&submit=Go)

One Response

  1. Speriamo che la collaudata macchina disfattista locale connivente con attori esterni di sfondo campanilista non manda alle ortiche questa ennesima istanza che a mio avviso rappresenta una forma di reidustrializzazione adeguata con i tempi.

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