La stazione è un luogo di lacrime, d’addio e di benvenuto. Un luogo di speranza o di sconfitta per chi torna. E stavolta, se dovesse andare tutto come previsto, potrebbe diventare il simbolo di riscatto e non di ricatto come in passato.
Lo scorso luglio 2022, infatti, la giunta comunale di Taranto ha approvato un protocollo d’intesa, sottoscritto con la Rete Ferroviaria Italiana, in cui l’ente civico si è impegnato a contrarre dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per un valore di due milioni di euro. Somma che si aggiungerebbe ai venticinque previsti dai fondi del PNRR, destinati al progetto di riqualificazione dello scalo ferroviario ionico.
La data di avvio dei radicali lavori di ristrutturazione è prevista nel dicembre 2023 e dovrebbero durare due anni. Fino al taglio del nastro, però, che ne sarà della stazione di Taranto? Cittadini, turisti e organizzazioni sindacali, più volte e da diverso tempo, hanno lamentato le criticità in cui versa lo scalo ferroviario ionico. Abbandono e desolazione prendono il sopravvento mentre il sole inizia a spegnersi per lasciare spazio al dilagante buio.
Il primo dettaglio che cattura immediatamente l’attenzione, soprattutto dei turisti, è la desolazione che trova il suo culmine nell’assenza di un bar. Un punto di ristoro indispensabile per chi ha affrontato viaggi molto lunghi, considerando la distanza che intercorre tra il capoluogo ionico e le città più importanti della penisola.
Diversa invece è la situazione dei bagni automatizzati, che vengono costantemente puliti dal personale addetto. Lo stesso vale per l’intera sala d’aspetto, il sottopassaggio e i corridoi di accesso ai binari.
Tuttavia per molti utenti, come disabili o chi conduce passeggini o traporta valigie pesanti, non è facile muoversi perché l’accessibilità non è garantita: non ci sono ascensori né guide per gli ipovedenti e i corrimani non sono a norma.
Anche in Piazza della Libertà le cose non sembrerebbero migliorare: lo spazio si presenta molto sporco, i marciapiedi frammentati o sbriciolati in prossimità degli angoli. Inoltre sono sparsi qua e là gli effetti personali di alcuni senzatetto. Sono presenze che si aggirano e intrattengono sul posto senza sosta per tutta la giornata. Eccetto per riposarsi o chiudere gli occhi sotto le stelle o nel caso di clima rigido nella sala d’aspetto della stazione.
Mai definizione è più calzante per chi attende un treno che lo porti verso un sogno o un affetto o una vita meno stentata. A vigilare su questa comunità ci sono le pattuglie della polizia locale e non è facile bilanciare il dovere giustamente richiamato dalla divisa e dalle leggi e il cuore che vede situazioni al limite o oltre l’accettabile. In ogni caso nulla di semplice, ma quando c’è da intervenire lo si fa con la giusta fermezza e proporzione, perché ognuno deve vivere la sua vita, anche misera e grama ma nel rispetto degli altri.





Fra
E che dire della situazione di puro smarrimento che si prova una volta varcata l’uscita della stazione , una fermata strampalata senza sedile perché d’acciaio e quindi l’abusivo se lo è venduto ,piccola sconcia senza un centro informazioni ,non ci sono negozi di souvenir, il bar che da tre anni è chiuso da quando si decise di potenziare la linea Taranto battipaglia (non so cosa si è potenziato ), la stazione rimase chiusa per diverso tempo e si prendevano “ovviamente “ i pullman gli unici presenti in questo territorio ,un paesotto senza immagine ,veramente ditemi quale cambianto c’è ? Secondo me è peggiorata e se andiamo al porto mercantile Omg uno scenario raccapricciante a certi livelli senza una pensilina degna di ospitare tutti i viaggiatori presenti di tutte le compagnie di viaggio ,non si capisce un tubo ,,sulla gazzetta lèggevo del nuovo terminal bus a Cimino ,cosa cambierà ,solo il posto e il fatto che non avremo più bus di tutti i tipi in città ,tipo quelli che si fermano difronte la Concattedrale che occupa parte della carreggiata ormai già ristretta dopo i lavori della pista cacabile .
Giuseppe
Situazione ormai vecchia di decenni e che non è mai stata considerata dalla Città tutta (ovvero Cittadini e Amministrazioni). Degrado che è sempre stato sotto gli occhi di tutti ma l’attenzione era (ed è) rivolta all’Aeroporto di Grottaglie. Alla faccia dell’ambientalismo! Forse non era (è) chiaro che dobbiamo scegliere mezzi di minor impatto ambientale. L’auspicata rivalutazione della stazione, e connesso piazzale, forse è un primo passo verso questa direzione.
Voglio ricordare che ci sono Paesi che stanno vietando voli privati e voli al di sotto di una certa distanza in un’ottica “verde”.
giovanni Lacava
Sig. Giuseppe , Lei fa cenno all’attenzione posta nei confronti del pseudo aeroporto di Taranto Grottaglie che dal 1984 , anno in cui la politica ( regione Puglia) ha deciso di neutralizzare fino al punto di cambiarne la destinazione d’uso e farne una cosa di cui la politica regionale , supportata , cosa grave, anche a Roma, non ha ancora reso la struttura disponibile all’intero territorio in cui l’infrastruttura si trova, per l’unico uso per cui esiste ; trasportare persone, merci e posta. Lei crede che il reistyiling degli ambienti risolva il problema della stazione di Taranto? No si chiede come mai i salentini, per esempio, che vogliono raggiungere la Sicilia debbano servirsi solo del servizio aereo, guarda caso offerto dal capoluogo regionale?Lei conosce la differenza tra TRENITALIA, e RFI? Ovviamente tutto FERROVIE DELLO STATO che da poco ha inglobato anche le FSE ? Conosce il motivo per cui l’unico treno notte proveniente da Brindisi non ferma alla stazione FFSS della importante e famosa Grottaglie? Si è chiesto perchè per una tratta inferiore a 100 chilometri TARANTO/LECCE , non dico Leuca o Gagliano del CAPO, ma Lecce , si deve cambiare a Brindisi ? Avrei altre 10 osservazioni che riguardano gli interventi di TRENITALIA o RETE FERROVIARIA ITALIANA ( RFI ). Non vorrei dare l’impressione di saccenza ma l’esercizio della mia professione , mi ha lasciato le conoscenze sufficienti, utili a comprendere le motivazioni alla base delle giuste e legittime lagnanze dei cittadini, in ambito trasporti. Purtroppo la politica, che è la madre delle soluzioni o dei problemi , dovrebbe essere tallonata incessantemente dai cittadini che sono il serbatoio unico della classe scelta e prescelta per la guida e la soluzione dei bisogni di un territorio. Taranto ha bisogno di un porto attrezzato, industrialmente , commercialmente e turisticamente, così come poter disporre dell’aeroporto nella stessa modalità. I treni percorrono i binari che per nostra fortuna uniscono Taranto alla rete nazionale ed europea. Non è certo un bar attrezzato, o l’assenza di una edicola che tengono lontano i treni . Il problema è lo stesso dell’aeroporto : Se non crei traffico non ci sono viaggiatori ed il traffico si crea con la volontà di crearlo. Se il disservizio , poi, viene creato di proposito , cioè prediligendo un altro servizio alternativo , dove non .c’è impegno economico pubblico ……………..sta ai cittadini, condividerlo o meno. Questa nota serve solo per ricordare che il PNRR è , oppure è stato uno strumento per recuperare le opportunità perse per distrazione, tipo un casello autostradale a Taranto e non a Palagiano.Un saluto .
Miki
In effetti prima stava un edicola chiusa anche quella. Ipotesi se mettono le macchiette che erogano caffè, bibite e snek non durerebbero da natale a santo Stefano nel senso che non essendoci controlli e stando aperta la stazione h 24 farebbe una fine brutta per la gente che vivacca
Mimma
Molto desolante , struttura abbandonata, alcuni anni fa’, almeno era attivo il bar, e l’edicola,poi chiusura totale, perché mi domando ,erano le minime cose necessarie per chi arriva a Taranto, ma anche per chi deve partire. Come sia stato possibile parlare di rinnovamento progetti vari per una maggiore accoglienza dei turisti e contemporaneamente trascurare cosi l”unica stazione ferroviaria esistente.
Daniele
Taranto città del nulla e mediocre in tutti i sensi. Vai in centro e tutti i negozi sono chiusi, vai sul lungomare e non c’è assolutamente nulla, non c’è un’anima, un bar, un’attività commerciale, prima c’erano almeno i senegalesi che vendevano borse e scarpe e quanto meno animavano quel lungomare, oggi squallido, buio ed in mano ai topi. Non sai dove andare a mangiare perché molti locali sono chiusi, e quei pochi aperti si mangia da schifo e si paga tantissimo. Non c’è una moovida, non c’è la cultura del turismo, non esistono opportunità per i giovani, la domenica non sai mai cosa cavolo fare perché in giro non c’è nulla……Poi fai appena 80 km in più e ti trovi una Matera che brulica di turisti, e che diventa ogni anno più bella, o piccole realtà come Trani, Monopoli, Polignano, Martina, Otranto, il cui movimento a Taranto se lo possono solo sognare. Venite in Puglia ma non andate a Taranto perché vi è il nulla cosmico, una delle peggiori città in Italia, con una delle peggiori squadre di calcio in Italia che rispecchia esattamente la città intera. Ah vero, si c’è il mare, ma fra poco neanche più a mare si potrà andare, visto che i Vigili sono pronti a rompere le scatole ai bagnanti che giustamente non sanno dove parcheggiare…..Si c’è il mare, con frutti di mare oramai inesistenti, una volta simbolo della città….Vivere a Taranto ha un unico grande vantaggio che le altre città non hanno, ovvero che riuscirai ad apprezzare qualunque altro angolo di mondo, anche il più vergognoso, perché ovunque andrai ti renderai conto che c’è più vita e più opportunità che non nella città del nulla. Per favore,non venite a Taranto, andate a divertirvi altrove
rose
questo è uno dei commenti più veri mai scritti, non sono di taranto ma posso ad ogni modo confermare questa lista di cose che non vanno. posso ritenermi una sorta di turista quando vengo lì e sì, mi mette veramente tristezza, già il fatto di non esserci anche solo un bar o un attività commerciale alla stazione e dintorni o anche sul lungo mare, eventualmente. è veramente imbarazzante
Lori
….. Rientrare nella propria città dopo essere stati via É sconcertante…. L’assenza di qualunque servizio pubblico ti da un senso di isolamento e smarrimento al tempo stesso, non
é sufficiente ciò che si fa a livello di intrattenimento ed iniziative culturali varie, bisognerebbe a monte creare infrastrutture tali che permettano la fruizione del nostro territorio potenzialmente e naturalmente ricco di storia e natura, ma aimé da troppo tempo ormai derubato ,deturpato e violentato da interessi non nostri.
GIUSEPPE
Lo scarso utilizzo e l’abbandono della stazione FS di Taranto, sono dovuti sia ai numerosi tagli dei treni effettuati negli ultimi 20 anni dalle FS (soppressione dei collegamenti con la Calabria e dei treni notte per Roma, Reggio Calabria e Torino), sia dalla posizione periferica della stessa rispetto al resto della citta’. Eppure basterebbe poco…utilizzando la ferrovia del mar Piccolo, si potrebbe attestare il capolinea nei pressi di Viale Magna Grecia (con una stazione sotterranea), o volendo ridurre i costi, con una stazione in superficie dalle parti dello stadio Jacovone. Nessuno poi in questi anni ha mai pensato alla realizzazione di un collegamento diretto con Lecce, costruendo una ferrovia di 30 km dallo scalo Nasisi fino a Manduria (servendo cosi i comuni di San Giorgio, Carosino, Monteparano, Fragagnano e Sava), e di li fino al capoluogo salentino mediante la ferrovia Martina – Lecce; in questo modo il versante orientale della nostra provincia non sarebbe piu’ isolato. Negli ultimi tempi ho notato anche un misterioso allungamento dei tempi di percorrenza di quei pochi treni superstiti verso Reggio Cal. (da 6 a 7 ore), il Frecciarossa per Roma (+30 min.), l’ Intercity pomeridiano per Roma (+15 min.), per non parlare del Frecciarossa per Milano (impiega quasi 9 ore); in questo modo i pochi passeggeri che utilizzano ancora il treno, non tarderanno a cambiare vettore; forse e’ proprio questo l’obiettivo di qualcuno? A quel punto Taranto potrebbe anche sparire dalle mappa ferroviaria italiana. Gravissimo anche il fatto che i due Intercity per Milano non effettuino fermata in quel di Grottaglie. Invito i sindaci interessati a farsi sentire presso l’ assessore ai trasporti della regione Puglia, che a quel punto dovra’ chiedere urgentemente un incontro con i vertici delle FS ed il ministro Salvini, giusto per capire le loro reali intenzioni riguardo il futuro dello scalo Jonico.
GIUSEPPE
Dimenticavo la cosa piu’ importante: Taranto e’ bellissima, bisogna valorizzarla…anche attraverso il rilancio delle sue linee ferroviarie.
Collegamenti piu’ veloci con Roma via Bari anziche’ Potenza (5 ore), idem per Milano (8 h), e Torino (9 h) e con Reggio Calabria/Sicilia via Cosenza, anziche’ passare per la lenta linea Jonica ancora a trazione diesel.
Cordiali saluti,
Giuseppe (Martina Franca)
Michela
Sbarcare da una crociera e non trovare un bar è assolutamente degradante. Poi, trovare la biglietteria del porto CHIUSA, così come chiedere informazioni agli autisti degli autobus di linea è di un’inciviltà unica. Arrivare alla stazione e non ricevere nemmeno la le informazioni per raggiungere le mete fa si che ci si senta completamente abbandonati nel nulla. “Città” che si presenta così poco accogliente non merita alcuna attenzione