A cura di Roberto Orlando – Alle volte basta poco, anche il semplice passaparola, per dar vita a leggende metropolitane incredibilmente seguite e addirittura credute da molti. Oggi i social ci offrono ancor più la possibilità di creare e diffondere fatti e situazioni incredibili che alla fine animano i dibattiti. Anche a Taranto.
il caso più eclatante che periodicamente torna in auge sui social riguarda la famosa casa della fata turchina del Pinocchio di Comencini: nel 1972 il celebre regista bresciano girò per la RAI una miniserie da cinque puntate, che è rimasta nella storia degli adattamenti per la TV del celebre romanzo di Collodi per via di un cast d’eccezione. Manfredi nel ruolo di Geppetto, la Lollobrigida era la fata turchina, mentre il gatto e la volpe furono interpretati dalla coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ciliegina sulla torta Vittorio De Sica, che impersonava il giudice.
La fata turchina abitava in una casa sul mare, una palafitta che dava un’aurea davvero magica alla sua figura. E da lì nasce il cortocircuito: basta vedere una palafitta (che tanto, più o meno, sono tutte uguali per l’osservatore medio) e il gioco è fatto. E si, perché anche a Taranto esiste una palafitta in Mar Piccolo, di colore rosa, ormai sbiadita dal tempo e abbandonata, che (nemmeno tanto) vagamente ricorda la casetta della fata turchina. Ma tanto basta per far nascere la leggenda che le scene ambientate nella casa della fata turchina furono girate proprio lì. Tant’è che all’epoca non era ancora stato costruito il “ponte delle quattro P”, il ponte Punta Penna – Pizzone e quindi la storia diventa anche plausibile.
Ma non solo a Taranto è cresciuta questa leggenda, ma anche in un altro posto, a Bacoli, vicino Napoli. Sul lago Fusaro, vicino il Monte di Procida, si trova la casina vanvitelliana, un casino di caccia e pesca del 1872, costruita dall’architetto Carlo Vanvitelli, figlio del più celebre Luigi, autore della Reggia di Caserta. Questo casino è apparso in diversi film ma non nel Pinocchio di Comencini. Ok, ma allora la casa della fata turchina dov’è? In realtà la vera casa della Fata Turchina si trovava presso il Lago di Martignano, a pochi chilometri dal Lago di Bracciano, in provincia di Roma. Oggi non esiste più.
In realtà cosa c’è sotto il ponte? Il termine tecnico per indicare quella costruzione è siluripedio, ovvero un pontile di lancio per il collaudo dei siluri che appartiene alla Marina Militare ed è pertinenza dell’Arsenale. Costruita alla fine degli anni ’10 del ‘900, venne utilizzata prevalentemente per testare i siluri e le loro apparecchiature di regolazione, come le guide e gli acciarini. Il campo di lancio dei siluri era proprio frontalmente alla struttura e puntava la foce del fiume Cervaro (dove si trova l’oasi dei Battendieri), con punti di osservazione dalla stazione telegrafica di Mancanecchia (Parco Cimino) e dal picco da dove parte l’ex pontile dei combustibili dell’Aeronautica. Naturalmente nelle aree della zona di lancio era vietato l’ancoraggio.
Probabilmente, il siluripedio del Mar Piccolo è l’ultimo e unico rimasto: se ne ricorda un altro, quello di Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto, di proprietà del silurificio Moto Fides di Livorno, che venne distrutto dai bombardamenti alleati nel 1943 e di cui restano pochi ruderi. Ma l’unicità di tale struttura potrà essere mai sfruttata? C’è chi ne vorrebbe fare un locale alla moda, chi un piccolo museo, chi lo vorrebbe riutilizzare a scopi turistici. e la vostra idea qual è?


Arturo
Su quel pontile di lancio ha lavorato mio padre ed io ho avuto la fortuna di andarci qualche volta. Bellissimo posto ,il mio suggerimento è fare un bel ristorante in modo da poter vedere le bellezze del mar Piccolo.
Gico
A mio avviso sarebbe una struttura da integrare ad un parco tematico/divertimento compresa la futura ciclopasseggiata sotto il ponte; ideale rilevarlo come pontile di percorsi sottomarini a mo’ di acquario.