“C’è un mare da solcare”

 

L'insegnamento di San Cataldo nelle parole dell'arcivescovo di Taranto, monsignor Santoro, dopo la tradizionale cerimonia de u "pregge"
Posted on 09 Maggio 2023, 09:25
4 mins

“Affido a lei il simulacro e i suoi tesori perché appaia in maniera inequivocabile che il vero tesoro a lei affidato è il ministero della cura e della custodia della nostra comunità cittadina”.

L’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, consegnando ieri pomeriggio al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci la statua del patrono della città, San Cataldo ha dato il via ai festeggiamenti che si concluderanno domani, 10 maggio, con la processione solenne del simulacro del santo per le vie della città. È un privilegio antico e solenne, riservato alla massima autorità della città. Il nome della tradizionale cerimonia de “u pregge”.

 

La statua di San Cataldo, circondata dai fiori e dall’affetto dei tarantini, ha regalato ai fedeli il momento più emozionante dell’intera festa. La motonave della Marina «Cheradi, ha attraversato il mar Grande e mar Piccolo con l’arcivescovo che ha benedetto il mare e i pescatori, fedeli e tarantini tutti.

«San Cataldo ci insegna ogni anno che davanti a noi c’è un mare da solcare – ha detto l’arcivescovo -: è una metafora avvincente della vita e delle sue opportunità. Si dice che il mare agitato abbia fatto grandi i marinai, e noi tarantini raramente conosciamo cos’è la bonaccia. Continuiamo a non scoraggiarci, a prendere forza e vigore per il futuro. Gli studenti nella Giornata cataldiana della scuola sono venuti a lasciare in cattedrale, sotto un ulivo simbolo delle terre che si affacciano sul Mediterraneo, una barchetta di carta alla quale hanno affidato un pensiero sulla pace e l’accoglienza, un piccolo segno per parlare di pace e di accoglienza. Una barchetta di carta non può reggere alla potenza delle onde, ma una coscienza retta e nuova quale quella che dobbiamo formare nei nostri giovani può far ritornare il nostro mare e la nostra terra ad essere un luogo di approdo sicuro. San Cataldo continui ad insegnarci il valore del dialogo; un dialogo che in questi anni ha mostrato i suoi frutti anche fra la diocesi e le amministrazioni comunali che si sono succedute: questa nostra relazione propositiva rientra nell’esercizio concreto della pace e della fratellanza, un esempio che parte dal nostro piccolo angolo di Puglia».

Poi il riferimento al recente viaggio in Ucraina. «Come saprà sono stato pellegrino di pace in Ucraina. Qui ho capito ancora meglio quale grande responsabilità abbiamo e perché, senza cedere alla disillusione, dobbiamo continuare a lavorare per il progresso umano, per la pace, l’uguaglianza e, noi tarantini lo sappiamo bene, per il diritto alla salute, al lavoro degno, per la salvaguardia dell’ambiente. San Cataldo – ha detto ancora l’arcivescovo – è Taranto insieme a tutti i paesi della sua diocesi e soprattutto insieme al suo cuore, ovvero Taranto vecchia. Dieci anni fa avevo lanciato l’appello di ricominciare nella ricostruzione di Taranto dalla Città vecchia. Sono felice che il nostro appello abbia trovato sponda e maturazione per la ricostruzione dell’Isola; vedo infatti aperti tanti cantieri e tante opere».

*foto Paolo Occhinegro

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte redazione@corriereditaranto.it

Commenta

  • (non verrà pubblicata)