Ci siamo occupati del tema stazione ferroviaria di Taranto di recente con un articolo della collega Maria D’Urso – . https://www.corriereditaranto.it/2023/04/30/la-desolazione-della-stazione/ .
Volevamo completare il quadro ascoltando la voce di Ferrovie dello Stato S.p.A – Puglia. L’ufficio stampa prima ancora che ponessimo delle domande, in un primo momento a seguito della richiesta di intervista ad un responsabile, ci ha inviato delle laconiche risposte di aggiornamento sulla stazione di Taranto ossia che “Il progetto di riqualificazione è chiuso ed autorizzato e che sono in corso le attività negoziali”, che “L’avvio dei lavori è previsto per gli inizi del 2024” (un anno di ritardo rispetto a quanto si sapeva…. https://www.corriereditaranto.it/2022/03/23/stazione-di-taranto-inizio-lavori-nel-2023-se-tutto-va-bene/e ).
Per quanto riguarda la questione del bar chiuso, si starebbe provvedendo ad installare un distributore di bibite e snack all’interno (evviva!…).
Dopo aver fatto notare che non avevamo posto domande ne abbiamo inviate un paio. Eccole: Come mai in tutti questi anni (almeno 20) non si è mai investito seriamente sulla riqualificazione della stazione di Taranto? Perché non è stata prestata la dovuta attenzione alla mobilità dei disabili?
Le risposte dell’ufficio stampa sono state telegrafiche…”Il PNRR sta dando un contributo fondamentale per la rinascita della stazione di Taranto. Nel 2007 la stazione è stata interessata da alcuni interventi di riqualificazione come il rifacimento dei bagni pubblici, l’ammodernamento delle aree aperte al pubblico, una nuova illuminazione, sia all’interno che all’esterno e il restyling della facciata”.
“Quanto alla dovuta attenzione per le persone con disabilità, in attesa che vengano completati i lavori di ammodernamento della stazione che si concluderanno entro il 2026, la stazione jonica rientra nel circuito Sala Blu e offre da diversi anni un servizio di assistenza gratuito alle persone a ridotta mobilità (dalle 6.45 alle 21,30, ndr)”. Ogni ulteriore commento resta superfluo. Teniamoci ancora per un po’, si spera, la desolazione della stazione…
Per chi volesse visionare il progetto di riqualificazione ecco il link:

Fra
Sinceramente di disegnini ne abbiamo visti fin troppi e di cose realizzate quasi niente , o mancano i soldi oppure si cerca di prendere per i fondelli il paesano , ma ad oggi non ci siamo mai accorti di nessuno cambiamento . Ma la domanda rimane sempre perché il bar è chiuso possibile era una miniera nonostante i pochi turisti era quasi sempre pieno ,mettiamo una macchinetta ,mettete di Gregorio a distribuire le bottiglie almeno si rende un po’ utile e chissà magari anche il sindaco presidente commissario potrebbe mettersi a vendere la salsiccia ,staremo proprio a vedere . Passando di li notavo che non esisteva più la panchina e ora hanno smantellato anche la pensilina ,mmm di male in peggio … quelle luci calde sembra un cimitero ,speriamo che le togliete quelle lampade e mettete quelle fredde almeno da un po’ di vita ,tanti di antico non c’è nulla a parte quei palazzi fatiscenti e i contorni tenebrosi e tempestosi . Mamma mia il bello deve ancora venire ,stica menomale …
Riccardo
Nessuno mai ha fatto nulla per la stazione di Taranto… Sembra la stazione di un film di far west
GIUSEPPE
Taranto purtroppo e’ appena lambita dalla ferrovia, a differenza delle altre citta’ pugliesi e del resto d’Italia, che hanno la fortuna di avere la stazione in pieno centro. Sarebbe ora di mettere mano al vecchio progetto delle Ferrovie Sud-Est, ovvero collegare lo scalo di Porta Napoli con la parte nuova della citta’ (realizzando una stazione di testa), utilizzando la ferrovia del Mar Piccolo, e da lì proseguire fino a Manduria e quindi Lecce. Volete mettere la comodita’ di poter poter prendere il treno a pochi passi da Viale Magna Grecia? A Bari la mappa ferroviaria della citta’ sta per essere stravolta, con investimenti di svariati milioni di euro, perche’ Taranto non presenta un progetto per una nuova stazione a servizio della parte orientale della citta’? Comunque lo scalo Jonico paga oltre la sua posizione periferica, anche la decina di tagli dei collegamenti a lunga percorrenza effettuati negli ultimi 20 anni dalle FS, seguiti dalla totale sostituzione dei treni regionali per Sibari/Cosenza/Catanzaro con gli autobus. Non va meglio per i collegamenti con Potenza/Salerno/Napoli, anche questi sono quasi tutti effettuati su gomma; eppure la ferrovia Battipaglia-Metaponto-Taranto viene puntualmente chiusa ad ogni estate, per innumerevoli interventi di ammodernamento e potenziamento tecnologico, ma il Frecciarossa ed i due Intercity da e per Roma, continuano a pattinare sulla rampa di Potenza, perche’ e’ rimasta una ferrovia con caratteristiche simili a quelle di montagna. Allora per i collegamenti verso la capitale, meglio passare da Bari/Foggia. Vogliamo parlare poi della ferrovia Taranto-Catanzaro-Reggio Calabria ancora a trazione diesel? I tempi di percorrenza dei due Intercity superstiti sono a dir poco biblici. Le FS negli ultimi tempi, hanno dirottato la maggior parte dei collegamenti nazionali su Lecce, a Taranto sono rimaste le briciole, sintomo di un totale disinteresse nei confronti dello scalo jonico. Il guaio e’ che chi ha governato la citta’ negli ultimi anni non ha mai alzato un dito per fermare questo trend. La stazione ferroviaria rappresenta il biglietto da visita della citta’, quindi il bar va riaperto quanto prima (le macchinette solitamente vengono installate nelle stazioncine dei piccoli comuni). In conclusione, la ricetta e’ una sola: piu’ treni utili e veloci e meno autobus.
Cordiali saluti,
Giuseppe (Martina Franca)