Taranto e il suo muraglione: odio e amore

 

Suo malgrado è uno dei simboli della città. Qual è il suo valore?
Posted on 26 Maggio 2023, 17:47
5 mins

A cura di Roberto Orlando – Dopo diverse settimane vogliamo affrontare uno degli argomenti più divisivi tra i tarantini, ovvero il muraglione dell’Arsenale. La cinta muraria dell’Arsenale parte da sotto il Pizzone, dove c’è l’ingresso di Porta Levante, prosegue per tutta via del Pizzone, “sparisce” dalla vista all’inizio di via Acton e risbuca, dopo aver attraversato (e diviso) l’Arsenale e l’autoreparto Principale di Marina Sud, in Via Cugini. Da lì diventa parte del panorama urbano per un bel pezzo, costeggiando tutta via Cugini fino all’all’inizio di via di Palma, dove c’è l’ingresso principale dello stabilimento arsenalizio e ricomincia la sua corsa. Via Saint Bon, via Nazario Sauro, Via Pitagora angolo via Crispi.

Lì inizia il muro di cinta dell’Ospedale Militare, ma il muraglione dell’Arsenale prosegue, delimitando il confine tra i due comandi della Marina. L’ultimo tratto del muraglione è interno all’Arsenale e conclude la sua corsa alla Porta d’ingresso della stazione Torpediniere.

Quattro chilometri abbondanti, un muro non tutto omogeneo con la parte più antica che va dall’inizio di via Acton fino alla stazione torpediniere. Una costruzione imponente per l’epoca, di certo di impatto visivo soprattutto nel tratto di via Cugini, dove separa nettamente la città dall’Arsenale. Il muraglione fa compagnia alla città di Taranto da circa 130 anni e da allora è stato simbolo della contrapposizione tra il mondo militare e quello civile, sulla quale si potrebbe accennare una breve lettura sociologica. Il famoso sociologo polacco Zygmunt Bauman definisce “spazi vuoti” tutti quei luoghi inesistenti agli occhi della comunità, privi di significato o meglio non considerati affatto; mutuando questo pensiero per portarlo a Taranto, il muraglione, con tutto ciò che c’è alle sue spalle, non ha significato per chi lo vede dall’esterno. Conclusione ovvia, assenza di significato rappresenta assenza di valore e per questo motivo, con troppa superficialità, spesso l’idea migliore pensata da qualcuno è stata quella di abbatterlo. Attenzione, non vogliamo fare i difensori del muraglione, ma semplicemente osservare ciò che il muraglione è, nel suo valore architettonico, ingegneristico, storico.

Innanzitutto lo stile: certo, visto dalla strada, il muraglione non è molto affascinante. Annerito dallo smog del traffico intenso, dissestato per via di qualche automobile che ci ha sbattuto contro, con parti impraticabili per la viabilità pedonale, il muro di cinta non è molto accattivante. Ma in alcuni tratti, soprattutto in quello che va da Via Cugini a via Saint Bon, ovvero il più antico, il muraglione ha una profondità di circa sei metri, con la base appoggiata su pali di legno. Tutto ciò per sostenere il salto di quota creato dal promontorio che oggi è rappresentato dal piano stradale della città di Taranto mentre il resto dell’arsenale è più in basso di circa 15 metri. Già da questo punto di vista rappresenta un’opera incredibile, dato che è lì, solida e massiccia, da oltre 130 anni.

Vedendolo dall’interno, già la situazione cambia. Il susseguirsi di armonici archi ogivali ne connotano il suo stile, appartenente al neogotico della seconda metà dell’ottocento, che ha caratterizzato l’architettura industriale settentrionale di quegli anni. Di certo, se non la si può apprezzare dall’esterno vale poco, ma parlarne vale a ribadire che il muraglione non è (solo) quello che si vede su via Cugini, ma ha anche una sua bellezza e un suo significato architettonico. Un’ultima, importante osservazione. Come riportato anche dal colonnello del Genio Giuseppe Messina, che si occupò della Direzione dei lavori per la costruzione del canale navigabile e del ponte girevole, una gran quantità della parte rocciosa estratta per lo scavo del canale fu reimpiegata proprio per la costruzione del muraglione. Materiale a chilometro zero, come si direbbe oggi. E le testimonianze si ritrovano nelle centinaia di conchiglie fossili lungo il perimetro del muro, sia all’esterno che (soprattutto) all’interno.

Alleghiamo qualche foto del muraglione, affinché se ne possa davvero apprezzare il suo valore architettonico e storico. La speranza è che conoscere un po’ di più questo “pezzo” di Taranto possa aiutare a ispirare le scelte più idonee per il suo futuro.

 

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11 Commenti a: Taranto e il suo muraglione: odio e amore

  1. Daniele

    Maggio 27th, 2023

    Non ho condiviso questo articolo sinceramente ma non voglio criticare i pensieri altrui. Facciamo così, allora: abbattiamolo, prendiamo dei pezzi “particolari” che tu indicherai visto che noto competenza e conserviamoli per poi eventualmente esporli da qualche parte. L’importante è abbatterlo e sai perché? Perché diversamente da tanti centri storici che hanno le Mura, noi ci stiamo precludendo una cosa invidiabile ed eccezionale che fa bene alla vista e alla salute: IL MARE.

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    • Veronica

      Maggio 27th, 2023

      Condivido completamente!!! Vogliamo (ri)vedere il MARE !!!

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  2. Cosimo D.

    Maggio 27th, 2023

    Condivido pienamente…..come si fa’a precludere alla cosiddetta città dei due mari la vista del mare!!!

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  3. Francesco

    Maggio 27th, 2023

    Una sorta del…. Muro di Berlino

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  4. Lorenzo

    Maggio 27th, 2023

    Nessun presunto valore architettonico,non diciamo.odiozie….
    Il muro va abbattuto nelle parti possibili, consentendo la creazione di parcheggi, vista mare,viabilità.
    C’è poco da discutere.
    Aggiungo umilmente un altro sconcio per taranto: sulla scarpata del lungomare è nato un altro muro. Un muro vegetale. Trattasi di alberi maestosi che cancellano irrimediabilmente lo scopo di un bellissimo lungomare qual’e’ quello di taranto: la vista mare.

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  5. Saverio

    Maggio 27th, 2023

    Io sono d’accordo con chi vuole preservare il Muraglione perché grazie a questo baluardo la nostra città ha potuto preservare zone bellissime che altrimenti avrebbero fatto una brutta fine per colpa di avidi politici in combutta con speculatori edilizi. Tenia. Oci il muraglione e magari instauriamo un nuovo rapporto con la M. M. per la fruizione delle bellezze naturali ds parte della cittadinanza.

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  6. ciccio

    Maggio 28th, 2023

    Partiamo da una constatazione : il “Muraglione” è di proprietà del ministero della difesa. Non mi risulta che sia mai stata nemmeno accennata la cessione al comune. Sappiamo bene che la marina militare ha ceduto terreni con problemi ( si vedano ad esempio le aree con i serbatoi di carburante in zona taranto 2, che si sono dovuti bonificare…) . Quindi, questa eterna discussione, non sussiste. Se poi c’è chi è a conoscenza di informazioni differenti, ben venga, le renda pubbliche per chi le ignora come me. Ma anche se fosse, sarebbe il caso che prima ci fosse un passaggio concreto. Abbattere un muro lo si può fare, ma le strutture che nasconde non cessano di esistere, dovrebbero essere comunali anch’esse? Si dovrebbe buttare giù l’intero arsenale, che tra le altre cose è pesantemente inquinato ( vedi vicenda ex belleli) . O si dovrebbe costringere il ministero della difesa, a stanziare centinaia di milioni di euro per convertirlo in una recinzione semi trasparente? A che pro ? Le strutture militari NON lo consentono.QUINDI, DI COSA PARLIAMO?

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  7. Daniele

    Maggio 28th, 2023

    Abbattere quel muro sostituendolo con una idonea recinzione e con del verde perimetrale donerebbe a quella parte della città sicuramente più luce e più bellezza e se vogliamo riconoscere quella storia che comunque il muraglione conserva se ne può mantenere un tratto in prossimità dell’ingresso dell’arsenale.

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  8. Roberto Perrone

    Maggio 28th, 2023

    Ho avuto modo di esplicitare il mio pensiero sulla questione in altre occasioni pubbliche: abbattere il Muraglione è un atto eminentemente POLITICO. Esso è la ferita, ancora viva e sanguinante di una comunità che si immolo’ al giovane Stato 160 anni fa e che per tutto questo tempo ha più che fatto la sua parte ma che oggi, a condizioni profondamente mutate, può è deve pretendere che le venga restituito più delle mancette ipocrite come la Stazione torpediniere, che è ancora lì a marcire sulla faccia dei tarantini esattamente come tutte le enormi fette di territorio sottoposte a servitù militare e abbandonate da decenni. Un’autentico sfregio alla città. Peggiorato dalla profonda ipocrisia per cui, con una nuova base navale al Chiapparo (un’altra città nella città che, con il vecchio Arsenale stringe Taranto come un cappio alla gola), in cui non si è costruito nemmeno un bacino di carenaggio, si ha la sfrontatezza di pretendere che quella sul Mar Piccolo resti “area strategica per l’interesse nazionale” come foglia di fico per mantenere i piedi in due scarpe! Lo ripeto: un autentico chiaffo, uno sfregio di prepotenza alla comunità tarantina. Abbattere il Muraglione, perciò, è il minimo atto di risarcimento, storico, urbanistico, sociale e morale verso la comunità che lo Stato predatore le deve; parlare del Muraglione significa decidere e PRETENDERE, E SENZA CONDIZIONI, senza altre svendite di contrappasso, che la MM lasci il vecchio arsenale e lo restituisca alla città come tutte le altre servitù inoperose. Abbattere il Muraglione è perciò un atto sociale e politico si primaria importanza, il primo vero atto, pratico e simbolico, per sovvertire il tragico immaginario storico, sociale e urbano di questa città, fatto di sacrificio e di sottomissione. Che poco o nulla ha a che vedere con questioni di vetusta’, di stile e di ragioni di tutela, secondo la lettera morta di una legge. Per disponibili e concilianti che si voglia essere, abbattere il Muraglione è una moneta di scambio con la Storia.
    Cordiali saluti
    Roberto Perrone

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  9. Ivan

    Maggio 28th, 2023

    Vorrei precisare per chi vuole abbattere il muraglione che quest’ultimo è stato edificato alla fine dell’Ottocento quando la città di Taranto era per il 90% rappresentata dalla città “vecchia” mentre il resto dell’attuale città nuova era solamente aperta campagna con qualche convento qua’ e là.

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  10. Francesco Losciale

    Maggio 28th, 2023

    Condivido del tutto.
    Il muraglione non ha più alcun senso.
    L’abbattimento migliorerebbe sicuramente la vita dei tarantini.

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