Sabato scorso è iniziato il secondo giro di consultazioni del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo la revoca a sette su nove assessori della giunta comunale. Stavolta, i colloqui starebbero avvenendo telefonicamente, tra il primo cittadino e i singoli capigruppo dei gruppi consiliari.
Continua, dunque, il clima di incertezza a Palazzo di Città. L’eventuale ingresso di Italia Viva (o l’eventuale adesione di Melucci al partito di Renzi?) in maggioranza penderebbe come una spada di Damocle sulle altre forze alleate. Infatti, ancora una volta, il Partito Democratico ionico si dichiara contrario a questo ingresso, tacciando il capogruppo Massimiliano Stellato di “opportunismo”. La segreteria provinciale ionica dem, infatti, ha richiesto un incontro al sindaco per “ridare alla amministrazione comunale una giunta operosa” che contenga “tutte le anime della coalizione”.
Intanto nelle ultime ore l’ex presidente di Taranto Popolare Michele Mazzariello ha lasciato la civica Taranto 2030, dei consiglieri Adriano Tribbia, Angelica Lussoso, Goffredo Lo Muzio ed Elena Pittaccio, per ricostituire il gruppo dei popolari tra i banchi della maggioranza. Il consigliere delegato al decoro urbano torna, dunque, sui suoi passi e ritorna nel gruppo di partenza. Probabilmente la ragione di questo dietro front risiede nella maggiore influenza che continuerebbe a esercitare. Nel contempo anche Pietro Castronovi, abbandona il gruppo “Riformisti per la Puglia” per far ritorno in “Socialisti e Repubblicani”, lista nella quale era stato eletto alle amministrative del 12 giugno 2022.
L’azzeramento della giunta comunale ha, invece, immediatamente suscitato il clamore e l’indignazione tra i consiglieri d’opposizione, che dichiarano l’evidente “fallimento” della squadra del Melucci bis. Per Francesco Cosa, Walter Musillo e Mimmo Festinante (Svolta Liberale) la revoca non arriverebbe come un fulmine a ciel sereno: “Tutti gli indicatori parlano chiaro – proseguono i tre – e smentiscono puntualmente la propaganda comunicativa che non sortisce più effetto. Finalmente il sindaco si è arreso all’evidenza, azzerando il progetto politico nella sua interezza”.
Anche Francesco Battista (Lega) si unisce al coro dei dissidenti e puntualizza l’estraneità dei consiglieri di centrodestra, a proposito della presunta raccolta delle firme per lo scioglimento anticipato dell’amministrazione Melucci. L’indiscrezione è stata pubblicata sabato scorso, sul profilo personale di Giuseppe Fiusco (Riformisti per la Puglia), cui sostiene la sua trasparenza nei riguardi del sindaco e punta il dito contro i “tredici apostoli – traditori”. Il consigliere di maggioranza ha dichiarato alla stampa locale che sarebbe stato avvicinato da due “esponenti della vecchia politica” mentre altri “due erano in auto dai vetri oscurati”. Fiusco, tuttavia, avrebbe lo stesso intravisto le sagome di due consiglieri in carica quali “uno maggioranza e l’altro d’opposizione”.
Lo stesso salviniano Battista chiede vengano fatti i nomi dei firmatari, a patto che questa storia “non sia frutto maldestro tentativo di mettere sotto pressione il sindaco” per ascoltare le rivendicazioni “di qualche gruppo consiliare che, probabilmente, ignora”.
Redazione, perchè, oltre il contatore per l’ospedale, non mettete anche un conto alla rovescia per i giochi del mediterraneo ? Così, giusto per autolesionismo.