MAP Festival: recap e chiusura top

 

Musica e Architettura strategici, il team respira aria di soddisfazione
Posted on 12 Giugno 2023, 16:27
3 mins

Grandi applausi e bis per Fabio Barnaba domenica sera per “Atlantide”, progetto e concerto di chiusura del MAP Festival nella Concattedrale Gran Madre di Dio, eseguito con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Domenico Longo. Uno straordinario successo che per il terzo anno consecutivo avrebbe meritato una cornice suggestiva come lo spazio esterno dell’opera di Giò Ponti. Il tempo incerto, la pioggia caduta fino al tardo pomeriggio, ha consigliato l’organizzazione, puntuale nel considerare sempre un eccellente Piano B, a trasferire all’interno impianti, strumenti, professori e, soprattutto, un pubblico che ha fatto registrare un altro “tutto esaurito”.

«Un MAP Festival che ha chiuso in bellezza – ha detto Gloria Campaner, la grande pianista che ha firmato la direzione artistica della rassegna con il Maestro Piero Romano – e, per quanto mi riguarda, anche con un pizzico di tristezza: sono stati dieci giorni bellissimi, evidentemente trascorsi vertiginosamente; è un peccato che sia finito, anche se c’è un’appendice che consiglio a tutti gli appassionati di musica che vogliono conoscere sempre più un mondo fantastico: dal 15 giugno la Biblioteca Acclavio, infatti, ospiterà la mostra “It’s (not) only rock’n’roll” – le foto del grande Mark Allan – gemellata con l’esposizione bolognese grazie alla straordinaria collaborazione con i Musei civici di Bologna diretti da Eva Degl’Innocenti».

«Il MAP quest’anno – ha dichiarato Romano – ha raggiunto maturità e atteggiamento importanti; parte del merito va alla mia collega Gloria Campaner, che ha impresso alla rassegna un ulteriore tocco internazionale e culturale: la sua esperienza l’ha trasferita al MAP per aiutarci a far vibrare i luoghi, attraverso la musica, le immagini, le installazioni, e, soprattutto, per creare quel parallelismo fra musica e architettura diventato per noi strategico; anche in questa edizione abbiamo scoperto luoghi che non conoscevamo o che avevamo dimenticato: la loro fruizione non ha fatto altro che confermare l’idea di quanto sia davvero bella la nostra città».

«“Atlantide” – ha spiegato Barnaba – è un progetto che accorpa tre anni di lavoro e studio, partito dalla sciagurata pandemia per trasformare, se fosse stato possibile, un momento di “down” in qualcosa di gioioso: ero a Londra, quando mi imbattei in una delle più straordinarie opere di Platone: entrato in uno show-room di pianoforti, mi sono seduto e ho composto di getto l’embrione di questo mio lavoro, parte del quale mi è stato commissionato dal MAP Festival».

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